Tasso di Usura sul Finanziamento: soglia di legge 2021, tassi massimi per tutti i tipi di finanziamenti

Dopo aver richiesto e ottenuto un prestito o un mutuo molte persone iniziano ad avere dei dubbi e si chiedono se i tassi di interesse applicati sul finanziamento non siano un po’ troppo alti: per sapere se il creditore ha superato i limiti è necessario conoscere qual è il tasso di usura sul finanziamento stabilito per il 2021. Sulla base della legge 108 del 1996, ogni trimestre il Ministero del Tesoro aggiorna i tassi massimi per tutti i tipi di prestito (quindi anche aperture di credito in conto corrente, scoperti, anticipi e sconti, leasing e così via). Vediamo qual è la soglia del tasso di usura su ogni tipo di finanziamento e vediamo cosa può fare il consumatore se si accorge che il creditore ha superato questi valori massimi.

Cos’è il tasso di usura sul finanziamento e come si calcola

La legge 108/1996 riporta nel suo primo articolo la definizione di usura e le sanzioni previste per chi si macchia di questo reato previste dal Codice di Procedura Penale. Il secondo articolo è dedicato al modo in cui viene definito il tasso di usura si finanziamenti: ogni tre mesi il Ministero del Tesoro, con la collaborazione dell’Ufficio italiano dei cambi e della Banca d’Italia, rileva il tasso effettivo globale medio; questo valore tiene conto delle commissioni, delle remunerazioni e delle spese (ad eccezione delle imposte e delle tasse) degli interessi che vengono praticati da banche e intermediari finanziari. Questi valori medi vengono classificati in base al tipo di rapporto e vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale: le banche e gli altri istituti autorizzati all’erogazione del credito sono tenuti ad esporre nelle loro sedi ed agenzie questa classificazione.

Il tasso di usura viene calcolato sulla base dei tassi effettivi globali medi: Il tasso di usura sul finanziamento viene definito moltiplicando il tasso effettivo globale medio per 1,25 (un quarto) e poi aggiungendo il 4%, ma in ogni caso tra il tasso medio e il tasso soglia non può esserci una differenza superiore agli otto punti percentuali (nel 2011, in vista di un rialzo dei tassi venne disposto che il tasso di usura si calcolasse semplicemente moltiplicando il tasso medio per 1,5, ovvero per un mezzo). Sul web è possibile trovare degli interessanti grafici che illustrano l’andamento del tasso di usura nel corso degli anni: per quanto riguarda i prestiti personali la soglia attuale è fissata al 16,05%, ma prima dell’introduzione dell’Euro si trovava al di sopra del 24%; nel 2009 si sono toccati i livelli più bassi, anche se c’è stata un rapida risalita. Con il termine tasso di usura (o tassi usurari) si indica il livello massimo oltre il quale viene a configurarsi il reato di usura.

Tassi di Usura: soglia di legge 2021 per tutti i tipi di finanziamento

Vediamo qual è la soglia stabilita per il secondo trimestre del 2021 (dal primo aprile fino al 30 giugno) secondo la classificazione stilata dal Ministero del Tesoro.

  • Per le apertura di credito in conto corrente fino a 5.000 euro il tasso medio ammonta al 10,74%, mentre la soglia massima ammonta a 17,425%;
  • Per le apertura di credito in conto corrente oltre i 5.000 euro il tasso medio ammonta all’8,4%, mentre la soglia massima ammonta al 14,5%;
  • Per gli scoperti senza affidamento fino a 1500 euro il tasso medio ammonta al 15,56%, mentre la soglia massima ammonta al 23,45%;
  • Per gli scoperti senza affidamento oltre i 1500 euro il tasso medio ammonta al 15,36%, mentre la soglia massima ammonta al 23,20%;
  • Per gli anticipi e sconti fino a 50.000 euro il tasso medio ammonta al 7,06%, mentre la soglia massima ammonta al 12,825%;
  • Per gli anticipi e sconti tra i 50.000 euro e i 200.000 euro il tasso medio ammonta al 5,03%, mentre la soglia massima ammonta al 10,2875%;
  • Per gli anticipi e sconti oltre i 200.000 euro il tasso medio ammonta al 3,01%, mentre la soglia massima ammonta al 7,875%;
  • Per i crediti personali di ogni importo il tasso medio è pari al 9,64%, mentre il tasso di usura è fissato al 16,05%;
  • Per gli altri finanziamenti di ogni importo il tasso effettivo globale medio è pari all’8,95%, mentre il tasso soglia è pari al 14,7375%;
  • Per i prestiti con cessione del quinto della pensione o dello stipendio fino a 15.000 euro il tasso medio ammonta all’11,59%, mentre il tasso soglia è pari al 18,4875%;
  • Per i prestiti con cessione del quinto della pensione o dello stipendio oltre i 15.000 euro il tasso medio ammonta all’8,24%, mentre il tasso soglia è pari al 14,3%;
  • Per i prestiti finalizzati di ogni importo il tasso effettivo globale medio è del 9,18%, mentre il tasso soglia è stabilito al 15,475%;
  • Per il credito revolving di ogni importo il tasso medio è pari al 16,06% e il tasso soglia è pari al 24,06%;
  • I finanziamenti ottenuti utilizzando le carte di credito hanno un tasso effettivo globale medio del 12,13% e un tasso soglia del 19,1625%;
  • Per i mutui ipotecari a tasso fisso di ogni importo il tasso medio è del 2,61%, mentre il tasso di usura scatta al 7,2625%;
  • Per i mutui ipotecari a tasso variabile invece il tasso medio è del 2,33% e il tasso soglia è fissato al 6,9125%.

Come scoprire se la banca supera i tassi massimi di usura

Come si fa a sapere se la propria banca o finanziaria sta applicando un tasso superiore ai massimi stabiliti trimestralmente dal Ministero del Tesoro? Quando c’è un dubbio di questo tipo è possibile sfruttare gli strumenti che il web mette a disposizione dei consumatori: basta fare una semplice ricerca su Google per individuare i calcolatori che permettono di scoprire se il tasso applicato e usuraio o meno. Giusto per fare un esempio parliamo del calcolatore di Altroconsumo: prima di tutto si deve indicare il tipo di finanziamento (scegliendo inizialmente tra mutuo e prestito, poi tra le varie sottocategorie disponibili), poi si inseriscono i dati relativi al finanziamento stesso (capitale, numero e periodicità delle rate, data del contratto, TAN), le spese generiche (istruttoria, gestione pratica, incasso rata, compenso per il mediatore, eventuale polizza) e infine si clicca sul tasto Calcola. A questo punto compare una schermata che mostra il tasso del finanziamento e la soglia ai fini dell’usura stabilità per quella tipologia di prestito ed indica se il tasso è nei limiti di legge o meno.

Se ci si accorge che il tasso applicato dalla banca è superiore alle soglie massime sarà possibile inoltrare un reclamo all’istituto di credito. Se questi non dovesse dare peso alle rimostranze del suo cliente, il passo successivo è rappresentato dal coinvolgimento dell’Arbitro bancario e finanziario; se neanche in questo il cliente riesce ad ottenere un giudizio positivo può rivolgersi all’Autorità giudiziaria portando con se una perizia econometrica stilata da organismi specializzati. L’onere della prova spetta infatti al soggetto debitore che decide di agire in giudizio; il costo complessivo di una causa per usura è composto dalle spese per l’acquisizione della perizia contabile e dai compensi per l’avvocato; nel caso in cui vincesse la causa, il soggetto debitore verrebbe riconosciuto vittima di usura e potrà ottenere dal soggetto soccombente (quindi la banca o la finanziaria che perde la causa) un rimborso di tutte le spese giudiziali. Bisogna fare una precisazione sui tempi di prescrizione: tutti i rapporti contrattuali con le banche si prescrivono in dieci anni, quindi anche chi intende agire in giudizio nei confronti dell’istituto che applica tassi usurari deve farlo entro questi limiti di tempo; la decorrenza del termine però varia a seconda del tipo di rapporto: per i finanziamenti (prestiti, leasing, mutui) si inizia a contare dal momento del pagamento dell’ultima rata a saldo, mentre per le altre operazioni creditizie (come i fidi e i conti correnti) il termine decorre dal momento in cui queste si chiudono.

Conseguenze civili e penali per chi supera il tasso di usura sui finanziamenti

Una volta accertata la presenza di tassi usurari si possono verificare delle conseguenze a livello civile e a livello penale. Dal punto di vista civile la clausola che ha per oggetto la disciplina degli interessi viene dichiarata nulla e il debitore in questo modo ha l’obbligo di restituire solo il capitale; il debitore può anche chiedere la rescissione del contratto (ma non in caso di mutui, per i quali è prevista la restituzione del capitale senza interessi), ma per farlo deve dimostrare che vi sia una sproporzione tra le prestazioni delle parti (una differenza superiore ad almeno la metà del valore), che la sproporzione sia dovuta allo stato di bisogno di una parte e che l’altra parte abbia approfittato dello stato di questo stato di bisogno. In caso di violazione degli obblighi di correttezza e buona fede sarà possibile anche richiedere un risarcimento dei danni.

Dal punto di vista penale è prevista una pena di reclusione dai 2 ai 10 anni e una multa che va dai 5.000 ai 30.000 euro; queste pene possono essere aumentate nel caso in cui si presentino le circostanze aggravanti previste dal Codice Penale (ad esempio è un’aggravante l’aver commesso reato di usura nell’ambito dell’esercizio professionale dell’attività di banca o di intermediario mobiliare).

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