Finanziamenti per Disoccupati 2021: opportunità a fondo perduto e bandi europei, tutti i requisiti

Quali opportunità ci sono per le persone senza un lavoro che sono alla ricerca di finanziamenti per disoccupati nel 2021? Purtroppo chi non ha un documento di reddito fa sempre più fatica ad ottenere un prestito: questo è un problema che riguarda non solo chi non ha un’occupazione, ma anche i giovani che sognano di avviare un’attività tutta loro, le casalinghe, i lavoratori irregolari e anche i lavoratori atipici. Che il mondo del lavoro sia cambiato e che il posto fisso sia ormai un sogno per milioni di persone lo hanno capito tutti: per non escludere del tutto le persone senza un’occupazione dall’accesso al credito alcuni istituti hanno studiato delle soluzioni particolari, ma ci sono anche bandi europei e contributi a fondo perduto che bisognerebbe tenere sotto controllo; vediamo quali sono i requisiti per ottenere i finanziamenti per disoccupati 2021 e scopriamo le caratteristiche delle varie opportunità disponibili.

Banche e finanziarie erogano finanziamenti per disoccupati?

Basta farsi un giro tra i siti delle banche e delle finanziarie più famose per scoprire che tra i requisiti necessari per ottenere un finanziamento c’è la presenza di un reddito e tra i documenti che bisogna allegare alla richiesta di finanziamento non manca mai il documento di reddito. È importate sottolineare che si parla di documento di reddito e non di busta paga: oltre al documento che viene rilasciato ogni mese ai lavoratori dipendenti vengono accettati anche il cedolino dei pensionati e il modello Unico dei liberi professionisti; questo significa che quando si parla di prestiti sena busta paga non si fa riferimento alle persone che non possono presentare una busta paga, ma più in generale alle persone che no hanno un documento di reddito. Ovviamente rientrano tra questi soggetti anche le persone che non hanno un lavoro: per ottenere dei finanziamenti per disoccupati attraverso il classico canale rappresentato da banche e finanziarie sarà necessario presentare delle garanzie alternative che siano sufficienti per convincere gli istituti che si è in grado di restituire le somme ottenute.

La prima garanzia alternativa che può venire in mente è probabilmente l’ipoteca su un immobile di proprietà, ma in realtà questo tipo di garanzia non viene sempre ben vista dagli istituti di credito (soprattutto se le cifre in ballo sono modeste) perché si tratterebbe di un’ipoteca parziale e in caso di mancato rimborso sarebbe davvero complicato e costoso (anche in termini di tempo) recuperare l’importo erogato. Si ha qualche speranza in più se si può dimostrare di avere un’entrata regolare diversa dal reddito da lavoro: giusto per fare un paio di esempi classici possiamo citare l’affitto percepito per un immobile di proprietà ceduto in locazione oppure la rendita finanziaria garantita da un investimento; ovviamente per veder accettata la domanda di prestito, la somma richiesta deve essere in linea con quelle che sono le entrate. Ad ogni modo la strada che dà più chance di ottenere dagli istituti di credito un prestito per disoccupati è quella che prevede la presenza di un garante.

Come ricevere un finanziamento per disoccupati nel 2021

Il garante è quella persona che si impegna nei confronti della banca a pagare le rate di rimborso del finanziamento nel caso in cui il debitore principale non lo faccia. Naturalmente la persona che viene proposta per assumere questo ruolo deve presentare dei requisiti ben specifici che assicurino all’istituto di credito che si tratti di un soggetto solido ed affidabile: non deve avere più di 70 o 75 anni alla scadenza del piano di rimborso, deve avere un buon reddito e deve avere un passato creditizio senza macchie (non possono fare da garanti i protestati e i cattivi pagatori); se poi è anche proprietario di un immobile è pure meglio. Non è necessario che il garante sia una persona di famiglia (anche se questo è il caso più ricorrente: si pensi al genitore che fa da garante per il prestito richiesto dal figlio): alle banche non interessa il rapporto che c’è tra i due soggetti coinvolti, ma solo che il garante sia in grado di pagare le rate.

Quando si parla di prestiti senza busta paga o finanziamenti per disoccupati spesso si sente parlare anche di soluzioni alternative come il prestito tra privati e il prestito cambializzato; va comunque detto che senza alcun tipo di garanzia è difficile riuscire ad ottenere anche questi. Se non ha la certezza di rientrarne in possesso , è difficile trovare anche il privato disposto a prestare delle somme di denaro: si potrebbe avere qualche possibilità rivolgendosi a parenti ed amici (magari ottenendo anche delle condizioni di favore sia in termini di interessi che in termini di inizio e durata del rimborso), ma senza pensare di poter ottenere chissà quali cifre. Del prestito cambializzato se ne parla tantissimo in rete, forse anche troppo rispetto alla sua reale diffusione: le banche e le finanziarie più importanti a livello nazionale non trattano (per lo meno ufficialmente) questo prodotto, che invece viene offerto da realtà attive più che altro a livello locale. Ad ogni modo il prestito cambializzato andrebbe visto un po’ come l’ultima spiaggia, visto che non è conveniente dal punto di vista economico (gli interessi e i costi legati all’operazione sono piuttosto elevati) e in caso di mancato pagamento si rischia il protesto e il pignoramento dei beni, visto che le cambiali sono titoli esecutivi che consentono al creditore di rivalersi senza dover aspettare la pronuncia di giudici e tribunali. Tra i finanziamento per disoccupati potremmo far rientrare anche il prestito su pegno: basta portare all’istituto di credito un oggetto di valore per ottenere una somma di denaro che va restituita entro la scadenza, altrimenti si perde l’oggetto; purtroppo il prestito su pegno presenta diversi limiti: innanzi tutto non è possibile ottenere cifre elevate, poi le somme erogate sono inferiori rispetto al reale valore del bene impegnato, il tempo per la restituzione è davvero poco (la durata può andare da qualche mese fino ad un massimo di un anno) e gli interessi applicati sono abbastanza alti.

Fondi europei e finanziamenti a fondo perduto per disoccupati gestiti da Invitalia

Se si ha in mente la realizzazione di un progetto e si fa fatica d ottenere i finanziamenti per disoccupati tramite le banche, le finanziarie o negli altri modi appena descritti non bisogna abbandonare la speranza: esistono dei contributi agevolati o addirittura a fondo perduto (spesso legati ai fondi europei) a cui è possibile accedere; proviamo a fare una panoramica su queste opportunità, vedendone le caratteristiche ed elencando i requisiti necessari per partecipare ai bandi. La maggior parte dei finanziamenti viene gestita da Invitalia, ovvero l’Agenzia per lo sviluppo (il nome completo sarebbe Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa): si tratta di una società di proprietà del Ministero dell’Economia che tra le sue funzioni ha quella di favorire l’avvio e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali (in particolar modo start up innovative, spin off da ricerca e altre idee con buone potenzialità di business) intrapreseda persone senza un’occupazione. Fino ad oggi sono state finanziate più di 120.’000 imprese (per un totale di nove miliardi di agevolazioni concesse e più di 250.000 nuovi posti di lavoro), quindi si può dire che il meccanismo esiste e funziona.

Nuove Imprese a Tasso Zero: finanziamenti agevolati per donne e giovani disoccupati

Il primo incentivo di cui parliamo è Nuove Imprese a Tasso Zero, il cui obiettivo è quello di sostenere la creazione di micro e piccole imprese composte prevalentemente da donne di ogni età oppure da giovani fino ai 35 anni. Di fatto stiamo parlando di un finanziamento a tasso zero che può arrivare fino al 75% delle spese ammissibili (fino ad un massimo di un milione e mezzo di euro) e che può essere richiesto per le iniziative relative a:

  • produzione di beni (nei settori artigianato, industria, trasformazione dei prodotti agricoli);
  • fornitura di servizi a persone e ad imprese;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo.

Le imprese che hanno ottenuto il finanziamento possono beneficiare di un rimborso agevolato: si inizia a restituire i soldi solo dopo che è stato completato il piano di investimenti (che va ultimato entro 24 mesi da quando si firma il contratto) con rate semestrali posticipate e con una durata massima di otto anni. Tra le spese ammissibili ci sono quelle sostenute per il terreno (fino al 10%, ma solo per le imprese attive nella produzione di beni e nella trasformazione di prodotti agricoli), per le opere murarie (fino al 70% per le imprese del turismo, fino al 40% per le altre), per gli impianti, i macchinari e le attrezzature (senza limiti), per i brevetti, i marchi e le licenze (fino al 40%), per i servizi ICT (fino al 20%), per la formazione (fino al 5%), per le consulenza (fino al 5%), per i programmi informatici (fino al 100%).

Il finanziamento Nuove Imprese a Tasso Zero è riservato alle imprese che sono composte in prevalenza da donne o da giovani di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni; al momento della presentazione della domanda le imprese devono essere state costituite in forma di società da massimo 12 mesi, ma la richiesta può essere inoltrata anche da gruppi di persone fisiche, a patto che costituiscano società entro 45 giorni dal momento dell’ammissione al contributo. Per presentare la domanda bisogna innanzi tutto iscriversi alla piattaforma di Invitalia, poi dall’area riservata sarà possibile compilare la richiesta online, allegando i documenti richiesti e li business plan; per portare a termine la procedura è necessario disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata e di una firma digitale del legale rappresentante. Le richieste vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo e per la valutazione occorrono circa due mesi.

Smart&Start Italia: finanziamenti per le startup innovative ad opera di disoccupati

Un’altra opportunità di finanziamento per disoccupati è rappresentata da Smart&Start Italia, il cui obiettivo è quello di sostenere la nascita e la crescita di startup innovative in tutto il Paese. Le imprese ammesse possono beneficiare di un mutuo a tasso zero che copre fino al 70% dell’investimento complessivo (la percentuale sale all’80% se la startup è composta esclusivamente da donne o da giovani under 35 oppure se al suo interno è presente almeno un dottore di ricerca che lavora all’estero e desidera rientrare in Italia); per le startup con sede nelle regioni del Sud (Abruzzo, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania e Molise) è previsto inoltre un contributo a fondo perduto pari al 20% del valore del mutuo. Possono richiedere il finanziamento le startup innovative di piccola dimensione che sono state costituite da non più di 60 mesi oppure i team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia (anche se richiedono all’estero o se sono stranieri). Per essere considerata innovativa la startup deve:

  • essere una società di capitali costituita da massimo 60 mesi;
  • offrire servizi o prodotti innovativi con alti contenuti tecnologici;
  • avere un valore della produzione non superiore ai 5 milioni di euro.

Possono essere finanziati i progetti con programmi di spesa tra i 100.000 euro e 1,5 milioni di euro; le spese di investimento agevolabili sono quelle che riguardano l’acquisto di nuovi impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, i componenti hardware e software, i marchi, brevetti e licenza, l’acquisto di certificazioni, conoscenze tecniche e know how, la progettazione, lo sviluppo e la personalizzazione di impianti tecnologici produttivi o di soluzioni architetturali informatiche, le consulenze specialistiche, gli investimenti in marketing. Tra i costi di gestione agevolabili invece ci sono li interessi sui finanziamenti esterni, le quote di ammortamento di attrezzature, impianti e macchinari tecnologici, i canoni di leasing o di affitto per impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, i costi per il personale dipendente e i collaboratori, le licenze e i diritti per i titoli della proprietà industriale, le licenze dei software. Le spese e i costi devono essere sostenuti entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.  Anche in questo caso la domanda va presentata online dopo essersi registrati alla piattaforma di Invitalia, allegando la documentazione richiesta.

Resto al Sud: finanziamenti per disoccupati nelle regioni del Mezzogiorno

L’interesse per lo sviluppo di realtà imprenditoriali nelle aree del Mezzogiorno è confermato anche da un altro incentivo, ovvero Resto al Sud. Le agevolazioni sono riservate a chi risiede in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo e Sardegna al momento della presentazione della domanda o a chi vi si trasferisce dopo l’ammissione al contributo; i richiedenti non possono avere più di 45 anni e possiamo parlare tranquillamente di finanziamenti per disoccupati, visto che per poterli ottenere è necessario non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per l’intera durata del prestito, non bisogna essere titolari di un’altra attività di impresa in esercizio e, se liberi professionisti, non bisogna essere titolari di partita IVA per lo svolgimento di attività analoghe a quelle per cui si richiedono le agevolazioni nei 12 mesi precedenti alla domanda. La richiesta può esser presentata da società (anche cooperative) costituite dopo il 21 giugno 2017 oppure da gruppi di persone che si costituiranno in società entro 60 giorni.

Resto al Sud è un finanziamento che copre fino al 100% delle spese ammissibili ed è costituito per il 35% da un contributo a fondo perduto e dal 65% da un finanziamento bancario (garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI) con un contributo in conto interessi. Si può richiedere l’agevolazione per realizzare iniziative imprenditoriali relative a:

  • produzione di beni (settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, acquacoltura e pesca);
  • fornitura di servizi a persone e ad imprese;
  • turismo.

Sono espressamente escluse le attività agricole e il commercio. Le spese ammissibili sono quelle che riguardano la manutenzione straordinario o la ristrutturazione degli immobili, l’acquisto di impianti, attrezzature, macchinari  e programmi informatici e in generale tutte quelle voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

SELFIEmployment, finanziamento agevolato per giovani NEET

Parliamo infine di SELFIEmployment,  la misura del Programma Garanzia Giovani gestita da Invitalia sotto il controllo del Ministero del Lavoro e creata per finanziare le piccole iniziative imprenditoriali da parte dei giovani NEET. Possono accedere ai finanziamenti i giovani che:

  • hanno un’età tra i 18 e i 29 anni;
  • sono iscritti al Programma Garanzia Giovani;
  • rientrano nella categoria dei NEET.

Anche in questo caso possiamo parlare di finanziamenti per disoccupati perché con il termine NEET si indicano le persone che non lavorano e che non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione. La domanda può essere presentata dalle imprese individuali, dalle società di persone o cooperative con massimo nove soci e costituite da non più di 12 mesi e dalle associazioni professionali o società di professionisti (anche in questo caso costituite da massimo 12 mesi).

Con SELFIEmployment si possono finanziare piani di investimento tra i 5.000 e i 50.000 euro:

  • con il microcredito si finanziano progetti tra i 5.000 e i 25.000 euro;
  • con il microcredito esteso si finanziano progetti fino a 35.000 euro;
  • con i piccoli prestiti si finanziano progetti fino a 50.000 euro.

Parliamo ad ogni modo di prestiti senza interessi e senza garanzie, che possono essere rimborsati in sette anni (a partire da sei mesi dopo la concessione del finanziamento) con rate mensili. Le imprese ammesse devono realizzare il programma di investimenti entro 18 mesi. Possono essere finanziate le imprese attive in tutti i settori della produzione di beni, della fornitura di servizi e del commercio (anche in franchising), mentre sono esclusi i settori dell’acquacoltura, della pesca e della produzione primaria in agricoltura. Il procedimento per la presentazione della domanda è sempre lo stesso (iscrizione alla piattaforma di Invitalia e compilazione della richiesta online), Visto che molti fondi europei vengono gestiti anche a livello regionale,oltre al sito di Invitalia, per conoscere gli altri bandi può essere interessante dare un’occhiata ai siti delle varie Regioni italiane.

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