Finanziamenti Start Up 2021: a fondo perduto, per nuove imprese innovative, giovani e femminili

Per poter dare vita al sogno di lanciare la propria nuova impresa anche nel 2021 sono disponibili i finanziamenti per Start Up. In un mondo del lavoro in continua evoluzione può essere davvero difficile trovare un’occupazione stabile: anche per questo motivo sono sempre di più le persone che decidono di dare vita ad un’attività tutta loro; purtroppo anche avendo delle idee buone ed innovative per mettere in piedi un’impresa servono dei soldi e in alcuni casi può essere davvero difficile riuscire ad ottenere un prestito tramite i tradizionali canali. Per fortuna esistono delle soluzioni agevolate, alcune delle quali addirittura a fondo perduto: facciamo un riepilogo dei finanziamenti per Start Up disponibili nel 2021; vediamo quali sono le loro caratteristiche, a chi sono rivolti (in particolare ai giovani e alle nuove imprese femminili) e quali sono i progetti ammessi.

Finanziamenti per Start Up Invitalia: Start&Sart Italia 2021

Sono diversi i finanziamenti per Start Up disponibili in questo 2021: alcuni di loro vengono erogati a condizioni agevolate con l’obiettivo di rilanciare l’economia del Paese o alcune sue specifiche aree oppure per promuovere le iniziative imprenditoriali di alcune categorie di soggetti (come ad esempio i giovani e le donne). Nella maggior parte dei casi questi prestiti vengono concessi grazie ai fondi stanziati dall’Unione Europea, anche se poi vengono gestiti dalle varie Regioni o, a livello nazionale, dall’agenzia Invitalia tramite l’emissione di specifici bandi. Invitalia è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa: si tratta di una società il cui azionista unico è il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il cui obiettivo è quello di dare una spinta alla crescita economica dell’Italia gestendo gli incentivi nazionali per favorire la nascita e la crescita di Start Up innovative e nuove imprese e puntando soprattutto nei settori che possano creare occupazione.

Visto che si parla dei finanziamenti per Start Up è praticamente scontato iniziare con Smart&Start Italia, l’iniziativa che perette di finanziare progetti tra i 100.000 euro e 1,5 milioni di euro r la nascita e lo sviluppo di Start Up innovative su tutto il territorio italiano. Fino a febbraio 2021 con questa misura sono stati concessi quasi 300 milioni di agevolazioni per il finanziamento di più di 900 progetti che hanno creato poco meno di cinquemila nuovi posti di lavoro. Smart&Start Italia è destinato alle Start Up innovative

  • a forte contenuto tecnologico;
  • che operano nell’economia digitale;
  • che valorizzano i risultati della ricerca.

L’agevolazione consiste in un mutuo a tasso zero che può arrivare fino al 70% dell’investimento complessivo; la percentuale può salire fino all’80% se la Start Up è costituita esclusivamente da giovani di età inferiore ai 35 anni o da donne (a prescindere dall’età) oppure se al suo interno è prevista la presenza di almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero ma intende rientrare nel Bel Paese. Per le Start Up che hanno sede in alcune regioni del Mezzogiorno (ovvero Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Campania, Calabria, Basilicata e Abruzzo) è previsto anche un finanziamento a fondo perduto che ammonta al 20% del mutuo concesso. Inoltre per le Start Up che sono state costituite da meno di un anno è disponibile un servizio di assistenza tecnica-gestionale durante la fase di avvio (un aiuto in più per la pianificazione finanziaria, l’organizzazione, il marketing e così via).

Il finanziamento può essere richiesto dalle Start Up innovative di piccole dimensioni e dai team di persone fisiche che hanno intenzione di creare una Start Up innovativa in Italia (anche se oro lavorano o risiedono all’estero o se sono di nazionalità straniera). Per molti non è ancora chiaro cosa si intende per Start Up innovative di piccole dimensioni: rientrano in questa definizione le società di capitali costituite da massimo 60 mesi che offrono servizi o prodotti innovativi e ad alto contenuto tecnologico e che hanno un valore della produzione no superiore ai cinque milioni di euro. Ma non basta: il D.L 179/2012 prevede che una Start Up presenti almeno uno tra i seguenti requisiti:

  • i costi in ricerca e sviluppo devono essere pari almeno al 15% del più alto tra valore e costo della produzione;
  • almeno un terzo del personale deve avere un’esperienza pluriennale o un dottorato (oppure due terzi del personale deve essere in possesso di una laurea magistrale);
  • si deve avere la disponibilità (come proprietari oppure in deposito o in licenza) di almeno una privativa industriale collegata all’attività di impresa e all’oggetto sociale.

Il finanziamento ottenuto con Smart&Start Italia può essere impiegato per:

  • acquisto di beni di investimento
  • macchinari, impianti e attrezzature tecnologici, tecnico e scientifici (nuovi di fabbrica);
  • software e componenti hardware;
  • licenze, marchi e brevetti;
  • certificazioni, conoscenze tecniche e know-how;
  • Progettazione, personalizzazione, sviluppo e collaudo di soluzioni informatiche o impianti tecnologici produttivi, consulenza specialistiche, interventi correttivi;
  • investimenti in marketing e web marketing.
  • Far fronte a costi di gestione aziendale
  • quote di ammortamento di macchinari, impianti e attrezzature tecnologiche e tecnico-scientifiche;
  • canoni di leasing o di affitto per i macchinari, gli impianti e le attrezzature;
  • interessi su finanziamenti esterni;
  • costi salariali per il personale dipendente e i collaboratori;
  • diritti e licenze per l’utilizzo di titoli di proprietà industriale e software;
  • servizi di incubazione e accelerazione di impresa.

Le spese e i costi devono ammesse essere sostenuti entro i 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Domanda ed erogazione del finanziamento alle start up

Per ottenere il finanziamento è necessario presentare la domanda: la prima cosa da fare è iscriversi alla piattaforma di Invitalia, poi si può compilare la richiesta direttamente online, allegando i documenti richiesti e il business plan. Per portare a termine la procedura è necessario aver un indirizzo di posta elettronica certificata e una firma digitale (sia la domanda che il business plan devono essere digitalmente firmati dal legale rappresentante oppure, se la società non è ancora stata costituita, da uno dei futuri soci che viene proposto come referente del progetto). Sul piano di impresa devono essere evidenziati quelli che sono gli elementi di innovazione che caratterizzano il progetto, le analisi e le strategie di mercato e i vari aspetti economici, tecnici e finanziari dell’iniziativa. Esiste una modulistica della domanda specifica per le società già costituite e quella per le società non ancora costituite.

Le richieste vengono valutate sulla base delle informazioni presenti nella domanda e negli allegati, ma l’agenzia può anche richiedere un colloquio a distanza (videochiamata su Skype); la valutazione viene ultimata entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda e l’esito viene comunicato tramite posta elettronica certificata. L’esame della domanda è composta da due fasi: nella prima c’è la verifica dei requisiti, mentre nella seconda c’è una valutazione di merito che tiene conto dell’adeguatezza delle competenze dei soci in relazione al progetto proposto, dell’innovatività della proposta, della potenzialità del mercato di riferimento e della coerenza delle strategie di marketing, della sostenibilità finanziaria ed economica del progetto, della fattibilità operativa e tecnologica. Se l’esito della valutazione è positivo, Invitalia stipula un contratto di finanziamento con la società beneficiaria (se non è ancora costituita, da questo momento ci sono trenta giorni di tempo per costituirla se si vuole accedere alle agevolazioni).

L’erogazione delle somme concesse per le spese di realizzazione del programma di investimento avviene su richiesta della Start Up beneficiaria(in massimo cinque momenti); ogni richiesta di erogazione deve essere accompagnata dalla documentazione di spesa come le quietanze di pagamento o le fatture di acquisto, il pagamento deve essere dimostrato non più di tardi di 45 giorni dalla data di accreditamento delle somme erogate (questo discorso non vale per il saldo). Le imprese che hanno ottenuto il finanziamento per Start Up possono ottenere un anticipo fino al 25% dell’investimento ammesso se presentano una fidejussione. Per quanto riguarda invece le spese di gestione, il finanziamento viene erogato su richiesta del beneficiario a titolo di rimborso dei costi sostenuti in tranche semestrali; anche in questo caso la richiesta di erogazione deve essere accompagnata dalla rendicontazione delle spese (predisposta seguendo le modalità indicate dalla Circolare Ministeriale).

Nuove Imprese giovanili e femminili: finanziamenti a Tasso Zero

Rimanendo in ambito di finanziamenti per Start Up (e non solo) gestiti da Invitalia dobbiamo parlare anche di Nuove Imprese a Tasso Zero: l’obiettivo di questo incentivo è quello di aiutare le donne di ogni età e i giovani (fino a 35 anni) a realizzare il loro sogno di diventare imprenditori. I progetti di impresa possono essere finanziati fino al 75% delle spese ammissibili (per il restante 25% il beneficiario deve risolvere con risorse proprie o con un finanziamento esterno) per un massimo di 1,5 milioni di euro. I progetti finanziabili sono quelli che riguardano:

  • la produzione di beni nell’industria, nell’artigianato e nella trasformazione dei prodotti agricoli;
  • la fornitura di servizi a persone ed imprese;
  • il commercio di servizi e beni;
  • il turismo

e viene data priorità alle idee relative alla filiera turistica-culturale e all’innovazione sociale. Ribadiamo che le agevolazioni sono rivolte solo alle imprese che sono composte in prevalenza da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età; possono presentare domanda le società costituite da non più di 12 mesi e i gruppi di persone fisiche, a patto che costituiscano una società entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione al finanziamento.

Le spese ammissibili sono quelle relative all’acquisto del terreno (10% solo per chi intende svolgere attività di produzione dei beni o di trasformazione dei prodotti agricoli), alla realizzazione di opere murarie (70% per le attività relative al turismo e alla filiera turistico-culturale e 40% per le altre), all’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature (nessun limite), alle licenza, marchi e brevetti (20%), ai servizi ICT (20%), alla formazione (5%), alle consulenze (5%) e ai programmi informatici (100%).

Le imprese ammesse possono beneficiare di un finanziamento  tasso zero e a rimborso agevolato di durata massima di otto anni: si inizia a pagare le rate (semestrali e posticipate) solo dopo il completamento del piano di investimenti, che va ultimato entro 24 mesi dalla stipulazione del contratto. Il procedimento per presentare la domanda di ammissione a Nuove Imprese a Tasso Zero non è molto differente da quello visto prima: è necessario iscriversi alla piattaforma di Invitalia e compilare la domanda online, allegando i documenti richiesti e il business plan. Occorre sempre avere un indirizzo di posta elettronica certificata e la firma digitale del legale rappresentante. Chi ha bisogno di un aiuto nella fase di presentazione della domanda può usufruire del servizio di accompagnamento, accessibile telefonando al numero 848 886 886.

Finanziamenti Resto al Sud a fondo perduto per Start Up nel Mezzogiorno

Se l’agevolazione precedente era mirata a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile, Resto al Sud è l’incentivo che punta alla nascita di nuove realtà imprenditoriali avviate da giovani fino ai 45 anni nelle regioni del Mezzogiorno. Stiamo parlando di un finanziamento agevolato che può coprire fino al 100% delle spese ammissibili (fino a 50.000 euro per progetti presentati da singoli e fino a 200.000 euro per i progetti presentati da quattro  più persone) e che è composto da un contributo a fondo perduto per il 35% e da un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per e PMI (con interessi coperti da un contributo in conto interessi) per il restante 65%. Si può ottenere l’agevolazione per avviare attività relative a:

  • produzione di beni nell’industria, nell’artigianato e nella trasformazione dei prodotti agricoli, acquacoltura e pesca;
  • fornitura di servizi ad imprese e persone; turismo

mentre sono escluse le iniziative relative al commercio e alle attività agricole. Le spese ammissibili sono quelle sostenute per la manutenzione straordinaria o la ristrutturazione di immobili, per l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, programmi informatici e per le principali voci di spesa che possono esser utili all’avvio dell’attività imprenditoriale.

Possono richiedere il finanziamento le persone che non hanno ancora compiuto i 46 anni e che sono residenti in Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Campania, Calabria, Basilicata e Abruzzo (o vi si trasferiranno dopo l’ammissione all’agevolazione), che non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (per l’intera durata del finanziamento), che non sono titolari di un’altra impresa già attiva e che nei dodici mesi precedenti non  siano stati titolari di partita IVA per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si richiede il finanziamento. La domanda può essere presentata da società (pure in forma di cooperativa), da ditte individuali o da gruppi di persone che costituiranno una società entro 60 giorni dall’esito positivo della valutazione.

Non c’è molto di diverso da dire da quanto detto in precedenza per quanto riguarda la presentazione delle richieste di finanziamento per Start Up e altre attività di impressa con Resto al Sud: bisogna registrarsi al portale di Invitalia, si compila la domanda online e si allegano i documenti richiesti insieme al progetto imprenditoriale. Come sempre è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata. Come per le altre agevolazioni, le domande vengono valutate seguendo l’ordine cronologico di arrivo e occorrono circa due mesi prima che vengano prese in esame; dopo la verifica della presenza dei requisiti e l’analisi del progetto Invitalia può richiedere un colloquio con i proponenti. Su Google Play e sull’App Store è disponibile anche l’applicazione ufficiale i Resto al Sud.

Per conoscere tutte le iniziative e i finanziamenti per Start Up del 2021 gestiti da Invitalia è possibile andare sul sito dell’Agenzia (raggiungibile all’indirizzo www.invitalia.it) e consultare la sezione Sitema Invitalia Startup, che raccoglie tutti gli strumenti finanziari e i servizi che puntano a supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese: oltre ai già citati Smart&Start Italia, Nuove Imprese a Tasso Zero e Resto al Sud, possiamo citare Cultura crea, FactorYmpresa, Invitalia Ventures e Mediocredito Centrale MCC. Ma come abbiamo accennato ad inizio articolo, molti dei finanziamenti per StartUp vengono gestiti a livello regionale: per questo motivo conviene tenere sempre sotto controllo i siti ufficiali degli enti locali per controllare la presenza di bandi relativi ai finanziamenti per Start Up.

I bandi regionali per start up innovative: In Lombardia ci sono i finanziamenti Intraprendo

Visto che in precedenza abbiamo parlato di misure dedicate alla Regioni del Mezzogiorno (Resto al Sud è pensato esclusivamente per le iniziative imprenditoriali che nascono nelle Regioni del Sud, Smart&Sart prevede contributi maggiori per le nuove attività lanciate nel Meridione), per fare un esempio dei finanziamenti per Start Up promossi a livello regionale possiamo parlare di un incentivo disponibile al Nord: più precisamente ci occupiamo di Intraprendo, l’iniziativa gestito da Finlombarida e la Regione Lombardia che punta all’avvio e al sostegno di nuove attività imprenditoriali e progetti di autoimpiego. In questo caso viene data maggiore attenzione alle iniziative proposte da giovani fino ai 35 anni o da persone con più di 50 anni che sono senza lavoro e dalle imprese che si caratterizzano per il contenuto tecnologico e l’alto grado di innovatività. Possono richiedere l’agevolazione

  • le micro, piccole e medie imprese che sono attive ed iscritte nel Registro delle imprese da massimo 24 mesi;
  • i liberi professionisti che esercitano la loro attività prevalentemente in Lombarda e che sono attivi da non più di 24 mesi;
  • gli aspiranti imprenditori che entro 90 giorni dall’ammissione al contributo iscrivono la loro micro, piccola o media impresa in una Camera di Commercio della Lombardia;
  • gli aspiranti liberi professionisti che entro 90 giorni dall’ammissione al contributo aprono una partita IVA.

Con questa misura è possibile ottenere un finanziamento per avviare o sviluppare le micro, piccole e medie imprese oppure le attività di lavoro libero profesisonale che abbiano ottenuto almeno un endorsement da parte dei soggetti istituzionali o soggetti riconosciuti (tra cui ci sono le associazioni di categoria, le camere di commercio, le banche, le università e altri) o da soggetti privati (come potenziali clienti o potenziali fornitori o soggetti che operano nello stesso settore). I progetti possono avere una durata massima di 18 mesi e devono prevedere una somma complessiva non inferiore ai 41.770 euro. Il finanziamento può coprire fino al 60% delle spese ammissibili (la percentuale sale al 65% se i richiedenti sono giovani under 35 o persone over 50 senza lavoro); la somma minima erogabile è 25.000 euro, mentre quella massima è 65.000 euro; il 90% della somma concessa è a rimborso, mentre il 10% è a fondo perduto.

Per quanto riguarda le micro, piccole e medie imprese e i liberi professionisti già attivi (da non più di 24 mesi) sono ammesse le spese che vengono sostenute solo per la realizzazione di progetti di avvio o di sviluppo le cui fatture e relative quietanze decorrono a partire dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda di finanziamento e fino all’ultimazione del progetto stesso. Per quanto riguarda invece gli aspiranti liberi professionisti e gli aspiranti imprenditori sono ammissibili le spese che vengono sostenute dalla data di inizio dell’attività (individuabile dalla visura Camerale per le micro, piccole e medie imprese e dal modello dell’Agenzia delle Entrate per i liberi professionisti in forma singola) e che riguardano:

  • il nuovo personale (fino ad un massimo del 30% delle spese totali);
  • l’acquisto di beni strumentali materiali usati, nuovi o a noleggio;
  • l’acquisto di beni immateriali (ad esempio brevetti, know how…);
  • le licenze software (fino ad un massimo del 20% delle spese totali);
  • i servizi di consulenza che non riguardano l’ordinaria amministrazione (fino ad un massimo del 25% delle spese totali ammissibili);
  • l’affitto dei locali della sede operativa o di servizio per massimo 12 mesi che devono essere all’interno della durata di realizzazione del progetto;
  • l’acquisto delle scorte (fino ad un massimo del 10% delle spese totali);
  • le spese generali addizionali forfettarie fino al 15% delle spese di personali ammissibili.

La domanda può essere inviata solo online tramite il sistema informativo SiAGE (www.siage.regione.lombardia.it). Ovviamente abbiamo parlato dell’iniziativa della Regione Lombardia solo a titolo di esempio: avremmo potuto fare lo stesso con la misura Lazio Innova o il Fondo Nidi della Regione Puglia; sfruttando al meglio il web è possibile scoprire tutti i finanziamenti per Start Up del 2021 disponibili in tutto il Paese.

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