Finanziamento con Partita IVA: come chiedere finanziamenti e prestiti

Vediamo cosa necessario per poter beneficiare di un finanziamento con partita IVA. Argomenti relativi alla fase della richiesta, alla documentazione da esibire e a quali società finanziarie e banche rivolgersi saranno il focus dei paragrafi che seguono.

Richiedere un finanziamento per chi possiede una partita IVA: informazioni generali

Dal momento che un numero sempre crescente di persone ha intenzione di aprire una partita IVA, le richieste di prestiti aumentano di conseguenza. Ed è per questo che crediamo sia necessario spendere qualche parola al riguardo, soprattutto ora che la situazione relativa ai prestiti e ai finanziamenti rimane difficile da comprendere per la grande quantità di offerte e soluzioni che lo stesso web offre.

Considerando che tendenzialmente una banca o un qualsiasi istituto finanziario per concedere un prestito richiede a chi ne fa domanda alcune garanzie, in ogni caso una busta paga, la persona che ha una partita IVA, un libero professionista o un imprenditore autonomo che sia che non ha uno stipendio fisso da esporre in sede di sottoscrizione, potrebbe dunque trovarsi in difficoltà. Di qui a risultare come un utente con un potenziale di rischio più elevato rispetto a chi ha una busta paga e un contratto, seppure a tempo determinato, è un attimo per la banca.

Ebbene, nel caso in cui fosse necessario del denaro ma non si hanno delle garanzie sufficienti per il vostro istituto di credito preferito, non dovete fare altro che cercare delle soluzioni specificatamente ideate per voi, cioè delle tipologie di finanziamento per chi ha una partita IVA, soluzioni che consentono a tale categoria di richiedenti di poter dimostrare la propria affidabilità creditizia. Su come provarla e di altre informazioni di primaria importanza per questo caso specifico ne parleremo nel paragrafo a seguire.

Prestiti con Partita IVA: documenti necessari e altri dettagli

Senza tergiversare ulteriormente ma riprendendo il discorso interrotto nel precedente paragrafo c’è da chiarire subito che per dimostrare la propria affidabilità creditizia a un istituto di credito o alla propria banca è pur sempre necessario esporre dei documenti che siano di supporto a quest’ultima e che valgano come sorta di assicurazione per la parte che presta denaro.

Se fino a poco tempo fa la questione era particolarmente difficile da sostenere, oggi come oggi la situazione è mutata in meglio, e di parecchio. Tutto merito delle banche e dei vari istituti finanziari che si sono in sostanza adeguati al mondo del lavoro moderno, e delle nuove realtà nate e operative sul web che accettano garanzie diverse rispetto a quelle per così dire standard. Se poi vi dovesse servire una formula come la cessione del quinto capite da soli che è impossibile beneficiarne per ovvie ragioni.

A ogni modo, per dimostrare la propria credibilità creditizia sappiate che ogni istituto richiede una documentazione a propria discrezione che tuttavia è riassumibile in un pacchetto classico composto da ciò che segue. In prima istanza bisognerà presentare la propria ultima dichiarazione dei redditi, che sia per mezzo del modello unico o del 730, non importa. In secundis il richiedente dovrà esporre, come facilmente intuibile, il proprio documento di identità in corso di validità oltre al codice fiscale. Tutto parte da qui potremmo dire.

Questo è quanto, il tutto potrà essere esibito di persona dopo aver preso un appuntamento con un consulente o un operatore della banca o dell’istituto di credito di vostro interesse. Ma non solo, considerando la grande quantità di società finanziarie che operano sul web non è poi così arduo imbattersi in soluzioni che danno la possibilità di svolgere le varie operazioni via web.

In ogni caso, qualsiasi sia la modalità con cui presentate il tutto bisognerà attendere alcuni giorni, magari delle settimane affinché la banca stessa valuti la fattibilità dell’operazione a seconda della situazione finanziaria, leggasi il passato creditizio, di colui che ne ha fatto richiesta. Trascorso questo periodo di tempo che varia a seconda dell’istituto di credito scelto, la somma di denaro richiesta verrà accreditata sul proprio conto corrente o mediante un assegno.

Come e a chi richiedere un prestito per partita IVA? Ecco alcuni esempi

Come abbiamo visto per poter richiedere un finanziamento personale, chi ha una partita IVA e non dispone di una busta paga da esporre dovrà per forza di cose andare a cercare delle soluzioni che possano essere adatte alle proprie esigenze. Ebbene, questo è proprio il punto focale su cui ci concentriamo in questo paragrafo, sede presso la quale vedremo alcuni esempi e alcune soluzioni particolarmente adatte alla quesitone specifica. Partiamo subito.

Una delle soluzioni più note che con ogni probabilità avete passato già in rassegna è Valore Professioni, una formula che nasce e si sviluppa dalla stretta collaborazione fra Confprofessioni e Unicredit e che risulta essere specificatamente ideata per essere un supporto per lo sviluppo della libera professione.

Tale soluzione si rivolge a coloro che risultano essere Professionisti aderenti o che desiderano aderire a una categoria delle 20 Associazioni di Confprofessioni, ai professionisti o agli studi che sono iscritti a enti bilaterali alla stregua di Cadiprof, Fondoprofessioni o Ebipro, o ancora alle società che sono collegate allo studio iscritto o sono costituite dal professionista stesso.

Si capisce che tale prestito per partite IVA è finalizzato. A disposizione c’è un plafond pari a 500 milioni di euro e gli importi finanziabili variano a seconda delle varie soluzioni. Per quanto riguarda i finanziamenti troviamo un limite massimo pari a 10 mila euro. Per aderire è possibile richiedere un appuntamento con un consulente in una delle filiali della banca in questione.

Laddove fosse necessario l’offerta di Valore Professioni spazia inoltre dall’anticipo parcelle, nel caso in cui fosse necessaria una liquidità legata alle prestazioni erogate, così come l’opzione relativa all’anticipo crediti e contratti utile a anticipare i compensi relativi alle prestazioni erogate nei confronti della Pubblica Amministrazione, fino a un anno.

Non mancano poi le cosiddette finalità “altri finanziamenti”, scopo che risulta essere particolarmente vario dal momento che il richiedente di Valore Professioni può ad esempio farne uso per la formazione e gli aggiornamenti riguardanti la sicurezza sul lavoro e la salute, e dall’altra per acquistare dei beni materiali come dell’hardware e del software.

Ma nel caso in cui vogliate approfondire sulla questione specifica, se volete conoscere i vari prodotti dedicati e tutti i dettagli potete come di consueto far riferimento al sito web ufficiale di Valore Professioni, sia per mezzo del sito di Confprofessioni, sia attraverso la pagina correlata di Unicredit.

Un’altra soluzione particolarmente interessante per questo specifico settore è Specialprestito Professione, una tipologia di finanziamento che viene offerto dalla Banca Gruppo Carige che risulta essere ideato proprio per le varie necessità dei liberi professionisti. Come riporta la descrizione stessa della soluzione nella relativa pagina web, Socialprestito Professione può essere utilizzato tanto per acquistare oggetti da ufficio, quanto per investimenti di altro tipo per la propria attività, erogabile e richiedibile con semplicità e comodità.

Per poterne usufruire vi basterà presentare la documentazione reddituale (dichiarazione dei redditi in alternativa alla busta paga per i lavoratori che non hanno una partita IVA) assieme a un documento che attesti l’iscrizione all’albo, oltre a un documento di identità in corso di validità e al proprio codice fiscale, naturalmente, presso una filiale della banca in questione. Non ci sarà da esibire nessuna garanzia ulteriore o eventuali spese notarili da sostenere.

L’importo finanziabile per mezzo di Socialprestito Professione della Banca Gruppo Carige va da un minimo di mille euro a un massimo di 70 mila euro. Per quanto riguarda invece la durata del periodo di rimborso si parte da 6 mesi come minimo per arrivare a 8 anni, molto dipenderà dall’entità del prestito stesso come intuibile. Il richiedente in sede di contatto potrà decidere in che modo disporre delle proprie rate, se effettuare cioè una tassazione basata sul tasso fisso o variabile.

Anche in questo caso, per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito web ufficiale della banca in questione oppure prendere direttamente un appuntamento per parlare con un operatore in una delle filiali.

Finanziamenti con partite IVA: il microcredito e dintorni

Un’altra possibile alternativa alle soluzioni appena menzionate può essere il cosiddetto microcredito, quella specifica soluzione che è nata appositamente per risultare utile a coloro i quali non hanno la facoltà di accedere alle soluzioni di finanziamento più comuni. E chi ha una partita IVA e necessita di liquidità può beninteso approfittarne dal momento che tale formula gode pure di vari vantaggi come tassi di interesse piuttosto bassi, e il sostegno/tutorato rivolto ai beneficiari che ne usufruiscono sotto varie forme ad esempio.

Possono ottenere un tipo di prestito finalizzato di questo genere i lavoratori autonomi che sono titolari di una partita IVA da 5 anni o meno e che hanno non più di 5 dipendenti, le imprese individuali che da non più di 5 anni hanno una partita IVA e un massimo di cinque dipendenti e le società di persone, le società tra professionisti, le società cooperative e le s.r.l. semplificate con partita IVA per un periodo uguale a quello menzionato ma con non più di 10 dipendenti.

Nel caso in cui rientraste in una delle categorie menzionate e foste interessati a tale soluzione finanziaria il passo successivo è quello di cercare una delle banche o istituti di credito che risultano essere collegate con il cosiddetto Ente Nazionale per il Microcredito. Dopodiché basterà presentare la domanda e attendere un determinato periodo di tempo nel quale un tutor vi assisterà nel progetto imprenditoriale che intendere portare avanti.

Al di là di questo, occorre citare quali sono le metodologie attraverso le quali è possibile utilizzare il finanziamento che ricordiamo essere finalizzato, come intuibile a questo punto. Il beneficiario del microcredito potrà utilizzarlo per acquistare dei beni o dei servizi che risultano strettamente collegati alla propria attività, pagare i dipendenti, coprire le spese relative a corsi di formazione aziendale o attività consimili, o varie operazioni di liquidità e di ripristino del capitale circolante.

Per quanto riguarda poi le cifre bisogna considerare in prima istanza che la durata minima del microcredito risulta essere pari a 24 mesi, mesi che arrivano ad essere 60, l’effettiva durata massima che potrebbe essere allungata di ulteriori 6 mesi, massimo 12, per il preammortamento.

E in proposito di importi invece? Ebbene, bisogna considerare che la cifra massima di finanziamento risulta essere pari a 25 mila euro, soglia che può salire di ulteriori 10 mila euro toccando dunque quota 35 mila euro in casi di “buona condotta”, quando cioè il beneficiario ha pagato le ultime 6 quote puntualmente e laddove il progetto in via di sviluppo risulti essere in linea con quanto stabilito in precedenza.

Terminiamo il discorso riguardo a tale soluzione di prestito per partite IVA indicando i documenti necessari per la richiesta di accesso al microcredito, richiesta che ricordiamo essere completamente gratuita come gratuiti sono gli stessi servizi di intermediazione.

Insomma, nel caso in cui siate in possesso dei requisiti menzionati nelle righe sopra e vogliate richiedere tale strumento finanziario a una banca aderente dovete innanzitutto esibire un documento di identità in corso di identità, il codice fiscale, una copia del modello di attribuzione della propria partita IVA, un documento che attesti la propria situazione economica e patrimoniale recente, la dichiarazione dei redditi personali e quella dei soci eventualmente e il numero di iscrizione all’ordine professionale. Sappiate che tutta questa documentazione è da consegnare alla banca o all’istituto di credito deputato all’incombenza.

 Per tutte le altre informazioni al riguardo, per i documenti strettamente relativi al progetto di impresa, per i dettagli relativi al funzionamento, per contattare e chiedere informazioni di persona e a quant’altro potete far riferimento al sito web relativo al microcredito. Considerate poi che in tale sede è possibile consultare un elenco sempre aggiornato e diviso per regioni in cui vengono riportate le varie banche convenzionate e già operative che offrono la soluzione finanziaria in questione. Questo e tanto altro lo troverete nella sezione “finanziamenti” del sito menzionato.

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