Finanziamenti Regione Molise 2020: bandi a fondo perduto, per B&B, PMI, start up e agricoltura

Il Molise è una fra le più piccole regioni italiane in cui vivono 303.698 abitanti. Come molte altre regioni del meridione, anche il Molise cerca di lanciare incentivi ai propri abitanti e soprattutto lavoratori tramite lo sfruttamento o la pubblicazione di bandi volti a far ricevere, al vincitore, un finanziamento più o meno consistente. Talvolta l’importo di questo finanziamento è dato dallo Stato italiano, in altre, invece, i bandi per i finanziamenti vengono pagati alla regione dalla stessa Unione Europea.

I target di partecipanti a cui tali bandi sono rivolti sono per lo più piccole o medie attività le quali, per ragioni legate alla tecnologia o alla pubblicizzazione, necessitano di un consistente aiuto in denaro come le PMI, piccole e medie imprese o le start up, piccole imprese appena avviate quasi sempre da piccoli gruppi di soci giovani con menti fresche e aperte alle nuove idee, ma anche tutte le aziende appartenenti a tutti quei settori che, soprattutto nella regione interessata, hanno grande risonanza e rappresentano una grande fonte di guadagno come, in questo caso appunto in Molise, potrebbero essere i B&B (Bed & Breakfast) e imprese legate all’agricoltura.

Vediamo adesso quali sono i prossimi bandi del 2020 a cui poter partecipare dalla regione Molise al fine di poter ricevere finanziamenti, anche a fondo perduto.

Finanziamenti a fondo perduto Molise 2020: bandi per B&B e non solo

Inizieremo a trattare per primi i bandi con finanziamento a fondo perduto.

Il primo è un bando attivo fino al 31 dicembre 2020 sia nella regione di nostro interesse, il Molise, che in altre regioni del sud Italia, nel particolare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, chiamato “Resto al Sud 2020 – Contributi a fondo perduto del 35% e finanziamenti a tasso zero per nuove imprese Mezzogiorno”. Esso riguarda e sarà poi, in caso di assegnazione, spendibile nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, dell’industria e del turismo.

Come già specificato, possono beneficiare e inviare la propria richiesta di candidatura tutti gli aspiranti imprenditori del Mezzogiorno.

L’agevolazione garantita dal bando compre il 100% di cui il 35% è costituito da contributi a fondo perduto, mentre il rimanente 65% è, di fatto, un finanziamento concesso sottoforma di prestito a tasso zero dalle banche con la garanzia statale del Fondo centrale.

L’importo del finanziamento richiesto parte da un minimo di 50000 euro se l’impresa che ne fa richiesta è costituita da un unico socio, ma può arrivare ad un tetto massimo di 200000 euro, per un totale di 4 soci lavoranti. Nella pratica, quindi, con due soci il tetto massimo diventerà di 100000 euro e con 3 di 150000 euro al massimo.

La spesa minima del progetto di investimento che dovrà essere proposto per avanzare la propria domanda di candidatura, invece, dovrà essere pari ad almeno 5000 euro anche nel caso in cui lo stesso investimento, in sede di rendicontazione, dovesse subire una riduzione, più o meno netta.

Diversamente, invece, il finanziamento sottoforma di contributo concedibile, è calcolato in riferimento all’ammontare delle spese ritenute ammissibili, considerate al netto dell’IVA e di ogni altro onere accessorio e finanziario, se detraibili, e non potrà comunque essere superiore a 200000 euro.

La scadenza, orientativamente improntata per il 31 Dicembre, ammette che le domande possano essere presentate fino ad esaurimento fondi disponibili purché, come già specificato in precedenza, i progetti imprenditoriali presentati riguardino i settori di produzioni dei beni inerenti all’agricoltura, quello della merce artigianale e industriale e, infine, la fornitura di servizi per l’attività di turismo o addirittura per aprire da zero una nuova attività di ricettività turistica.

Saranno, dunque, prese in considerazione dal bando tutte le domande che tratteranno di attività inerenti alla ristorazione e bar; la ricettività turistica intendendo per tale gli affittacamere, le case vacanza e gli alberghi; la produzione audio e video come nei casi di studio fotografico o di video editing; l’assistenza sanitaria e l’erogazione dei servizi legati alla persona come, per esempio, le ludoteche, gli asili nido e le biblioteche mentre saranno escluse dai bandi Resto Al Sud le attività di Agricoltura, Silvicoltura e Pesca; il commercio all’ingrosso e al dettaglio; le attività immobiliari; l’amministrazione pubblica e difesa, l’assicurazione sociale obbligatoria e, in conclusione, tutte le attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico.

Potrà, pertanto, essere preso in considerazione anche da coloro i quali stavano cercando un bando con scadenza nel corrente anno 2020 a cui partecipare dalla regione Molise al fine di ricevere un finanziamento per la loro attività di B&B, del settore agricolo o per quelle PMI o start up che esercitano il loro ruolo in uno dei settori distinti in precedenza. La soglia di età per l’accesso alle domande, infatti, è davvero ampia e fa in modo che questo bando si rivolga direttamente ai giovani: gli individui interessati che potranno provare a candidarsi, infatti, dovranno rientrare in una età anagrafica compresa fra i 18 e i 45 anni, sebbene verrà comunque data precedenza alle domande inviate da chiunque abbia tra i 18 e i 35 anni.

La linea di bandi “Bando Resto al Sud”, infatti, è stata creata e realizzata appositamente per tutti i giovani che, privi di idee o speranze, decidono di allontanarsi dal nostro Paese, più specificatamente dalla zona meridionale di esso, in cerca di fortuna. Il Bando Resto al Sud prevede occasioni pensate sia per chi, come in questo caso, ha avviato o sta per arrivare una nuova attività imprenditoriale, che per i lavoratori professionisti.

Il Bando Resto al Sud, attivo anche per i finanziamenti della regione Molise in questo anno 2020 che sta per terminare, è aperto a tutti, persino a chi ha già un contratto di lavoro a tempo indeterminato: l’unica condizione è che qualora dovesse risultare vincitore del finanziamento, l’individuo in questione dovrebbe essere pronto ad abbandonare e rinunciare al proprio posto di lavoro per beneficiare del finanziamento vinto.

Presentare una domanda al Bando Resto al Sud è davvero chiaro e semplice: basterà, infatti, compilare una parte di modulistica che comprende allegati e documenti relativi al progetto imprenditoriale che si ha intenzione di proporre da finanziare con la somma in palio con il bando e, una volta scannerizzati, dovranno essere caricati nella piattaforma apposita messa a disposizione da Invitalia.

Il progetto proposto, però, dovrà essere corredato da un Business Plan il quale dovrà necessariamente contenere al proprio interno dei dati ben precisi. Nel particolare sono richiesti: i dati anagrafici personali del richiedente e dei suoi eventuali soci che partecipano al progetto per cui si sta avanzando domanda di candidatura al bando; la descrizione specifica delle attività per cui si sta richiedendo l’agevolazione; l’analisi del mercato di riferimento in questione sia per la domanda che per l’offerta; la strategia commerciale che si ha intenzione di applicare con il progetto inviato; gli aspetti tecnici e produttivi prima e organizzativi poi riguardanti il progetto e, in conclusione, tutti i dati economici e finanziari di cui si dispone fino al momento dell’invio.

Naturalmente tutte le componenti della modulistica con cui si sta avanzando la richiesta dovranno essere firmati digitalmente o dalla persona fisica che sta rinviando la propria candidatura.

Le spese ammissibili dal Bando Resto al Sud sono molteplici, volte all’acquisto di numerosi e diversi prodotti: arredamenti, macchinari, impianti ed attrezzature; programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, come ad esempio computer, software, hardware et similia; spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa fino al 20% del programma di spese; le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti; utenze e canoni di locazione per immobili; ristrutturazioni edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria, fino al 30% del programma di spesa. Il finanziamento non coprirà, invece, in alcun modo alcune tipologie di spese che, proprio per questa ragione, saranno denominate non ammissibili: leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale cioè entro 24 mesi; beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni ma anche dei relativi e eventuali coniugi o parenti; investimenti per la sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature; commesse interne; macchinari, impianti e attrezzature usati; spese notarili, imposte, tasse; acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione; di importo unitario inferiore a € 500,00 e, infine, quelle relative alla progettazione, come potrebbero essere quelle alle consulenze e all’erogazione di compensi ai dipendenti delle imprese individuali e delle società.

PMI e Start Up: finanziamenti regione Molise attivi nel 2020

Come abbiamo visto in precedenza, il bando Resto Al Sud si occupa proprio di incentivare i piccoli e medi imprenditori, ma anche semplicemente i più giovani con idee innovative a restare nel proprio Paese, più nello specifico nella parte meridionale del loro Paese, senza dover rinunciare alla creazione dell’impresa che sognano e che potrebbe fruttare i sui guadagni. Il bando, rivolto a tutte le regioni del sud Italia, isole comprese, assicura la possibilità di ottenere un finanziamento in cui, sul totale di importo di tale finanziamento, il 35 % è dato da finanziamento a fondo perduto, mentre il rimanente 65 % da un finanziamento che di fatto è un prestito a tasso dalle banche con la garanzia statale del Fondo centrale.

I settori li abbiamo analizzati in maniera ampia e precisa in precedenza e abbiamo già visto come, spesso, fra i beneficiari ci siano proprio le PMI, Piccole e Medie Imprese e le start up. I bandi proposti dalla regione Molise nel 2020 dedicati a questa larga fetta di imprenditori, però, non sono finiti qui.

Il primo è un bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli e, proprio per questa ragione, si chiama Disegni  + 3 e, per il terzo anno consecutivo, è attivo. Questo bando nasce nel 2016 e risulta ancora attivo senza una scadenza nel 2020 per avvantaggiare le micro, piccole e medie imprese al fine di valorizzare disegni e modelli con la concessione di un contributo capitale purché il disegno, o modello che sia, alla data della presentazione della domanda di agevolazione e richiesta di candidatura la bando sia di fatto già registrato e che risulti essere appartenente, tramite un accordo di licenza, al soggetto, anche estero, che ne detiene la titolarità e che si trova a inviare la domanda stessa. Il disegno o modello potrà essere registrato presso qualsiasi ufficio nazionale o regionale di proprietà intellettuale o industriale. L’unica accortezza richiesta, però, è che il progetto sia concluso entro almeno 9 mesi dalla notifica del provvedimento di agevolazione la quale, date le risorse rese disponibili tramite questo bando, potrà raggiungere la somma complessiva di 4700000 euro.

I destinatari a cui il bando si rivolge e che potranno inviare la loro richiesta e domanda di partecipazione sono molteplici: tutte le micro e PMI aventi sede legale ed operativa in Italia, ma anche le imprese che, partecipando al bando Disegni + o Disegni + 2, hanno già ottenuto il finanziamento per il quale avevano avanzato in precedenza richiesta purché il progetto con cui parteciperanno al Bando Disegni + 3 sia diverso dal precedente.

Il contributo offerto, che come visto in precedenza ammonta ad un finanziamento complessivo di 4700000 euro, è concesso in conto capitale in misura massima pari all’ 80 % delle spese ammissibile.

Un altro bando ancora attivo in Molise, così come in tutto il territorio nazionale, nel 2020 è quello riservato esclusivamente alle Start Up innovative ad alto contenuto digitale, soprattutto se legate all’economia digitale. Partito nel 2015, il progetto Smart & Start Italia risulta essere ancora oggi, nel 2020 uno dei più scelti dalle piccole e giovani imprese di domani, grazie anche dalla modalità di scadenza con chiusura a sportello. Anche questo, come il Bando Resto al Sud, ha come soggetto gestore Invitalia e si rivolge soprattutto ai giovani. Il target che può richiedere domanda di partecipazione, infatti, è costituito da Start Up innovative che non abbiano più di 48 mesi o da persone fisiche che abbiano intenzione di costituite una Start Up innovativa. Sebbene rappresenti un bando su scala nazionale, il bando è aperto sia a cittadini stranieri che siano possessori del “visto start up” in Italia che ad imprese straniere che si impegnano ad aprire una sede nel territorio italiano.

Questo progetto è un incentivo del Ministero dello Sviluppo Economico nato a seguito del DM del 24 settembre 2014 con cui le start up hanno visto una nuova luce e, soprattutto, hanno goduto di una nuova considerazione da parte del nostro Stato.

Il bando Smart & Start Italia prevede programmi di spesa con importo compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro (al netto dell’iva), per comprare beni di investimento e sostenere tutti i costi possibili di gestione aziendale. L’agevolazione prevista è costituita da un mutuo senza interessi della durata massima di 8 anni di valore pari al 70 % delle spese agevolabili che potrebbe divenire 80 % nel caso in cui la start up richiedente finanziamento fosse costituita da donne o under 36 o, ancora, se all’interno di essa vi è almeno un esperto con titolo di Dottore di Ricerca ottenuto da non più di 6 anni che, al momento della vincita della somma tramite bando, lavori all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio. Il progetto Smart & Start Italia, infatti, nasce proprio non solo per aiutare economicamente le piccole imprese, ma anche per incoraggiare il ritorno in patria di esperti che per anni, senza risorse, si sono trovati ad abbandonare il nostro Paese.

A questo già importante aiuto, si aggiunge un ulteriore incentivo per le start up che sono localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del cratere sismico aquilano: per garantire una collaborazione maggiore, in questi casi è prevista una quota di finanziamento a fondo perduto dato che l’impresa dovrà restituire solo l’80% del finanziamento ricevuto.

Agricoltura, settore in crescita: bandi di finanziamento in Molise nel 2020

Anche la regione Molise, come altre regioni italiane e non solo, si è attivata per portare a termine il processo indetto dall’Unione Europea che, iniziato dal 2014 con termine nel 2020, prevede l’incentivo allo sviluppo dei piccoli territori per quanto riguarda gli aspetti legati ai settori tipici di tale territorio. Non fa eccezione, quindi, in Molise, in settore agricolo che rappresenta una risorsa sempre nuova e da scoprire. I primi interventi sono iniziati nel 2015 quando, su proposta del Governatore della regione Molise e dell’Assessore alle Politiche Agricole, vennero inseriti nel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione ulteriori risorse pari a 130000 euro. Da quel momento sono stati pubblicati numerosi bandi, volti a migliorare i diversi aspetti legati alla natura e all’agricoltura della regione Molise.

In questo momento, al termine dell’anno 2020, sono ancora attivi diversi bandi operanti in questo settore: quello sulla consulenza aziendale e agricola; quello sul servizio di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole; sui pagamenti agro-climatico-ambientali; quello con incentivi alla agricoltura biologica e, infine, quello riguardante l’indennità a favore di zone soggette a vincoli naturali o altri vincoli specifici.

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