Finanziamenti per Lavoratori Autonomi 2020: veloci, per protestati, cattivi pagatori e consolidamento debiti

Nel 2020 non mancano le misure per sostenere i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese che sono in cerca di finanziamenti per rilanciare e sostenere le attività produttive, in particolare in questa fase 2, dopo un lockdown di oltre 2 mesi che ha messo in grande difficoltà molti professionisti, piccoli esercizi e piccole ditte individuali e medie imprese. In questo articolo vedremo dunque quali sono le opportunità di finanziamento alle quali possono accedere nel 2020 i lavoratori autonomi: parleremo sia di prestiti veloci che erogati verso protestati e cattivi pagatori ma anche prestiti finalizzati al consolidamento dei debiti. Come sempre, in questi casi, ricordiamo che è possibile ottenere preventivi gratuiti e dettagliati presso la propria banca o finanziaria di riferimento ma anche presso altri istituti di credito, prendendo attenta visione dei piani di rientro previsti, dell’entità delle rate previste e soprattutto dei tassi di interesse previsti. Inoltre, è sempre necessario verificare se si è in possesso dei requisiti necessari per accedere ai prestiti indicati.

Finanziamenti facili e veloci per lavoratori autonomi 2020

In questo momento di generalizzata crisi economica è più che mai importante per i lavoratori autonomi poter contare su fonti di finanziamento che possano erogare il credito con velocità, in modo da accelerare la ripartenza e dare nuova linfa alle attività dopo lunghe settimane di stallo.
Tra i finanziamenti sicuramente più vantaggiosi di questo periodo troviamo il Fondo Garanzia PMI, previsto dal Decreto Rilancio del governo, finalizzato proprio a immettere capitale nelle tasche di autonomi e imprenditori piccoli e medi in modo tale che le attività economiche possano riprendere fiato e avere i mezzi per riemergere dalla crisi in cui sono state gettate dal lockdown.

Il Fondo Garanzia PMI consente ai lavoratori autonomi, ai professionisti e agli imprenditori di presentare una domanda di finanziamento fino a 25.000 euro alla propria banca godendo della garanzia del 100% da parte dello Stato. L’erogazione di questo finanziamento è assicurata in tempi brevi e già dalla fine di aprile il credito è stato aperto verso molti lavoratori autonomi ed imprenditori, poiché tale procedure è in vigore dal 16 aprile 2020. Quando l’imprenditore e/o lavoratore autonomo domanda di prestito fino a 25.000 euro la banca presso la quale accende il finanziamento inserisce tale richiesta nel portale Fondo di Garanzia PMI, richiedendo l’accesso alla garanzia 100%. A questo punto il finanziamento viene erogato in modalità automatica alla ricezione della domanda, per cui entro pochi giorni la somma richiesta verrà versata sul conto corrente del lavoratore autonomo o imprenditore.

Per accedere alla procedura occorre compilare e trasmettere alla propria banca il modulo di richiesta del finanziamento e il modulo di richiesta di copertura del Fondo di Garanzia PMI, compilato e firmato (tale documento è reperibile sul sito www.fondodigaranzia.it nell’area modulistica, “Allegato 4-bis”). In questo secondo modulo occorre esplicitare la ragione per cui si richiede il finanziamento, che può essere legato sia all’anticipo di fatture in forma di fido a breve, per l’acquisto di scorte oppure semplicemente per poter contare su liquidità immediata. In questa sede si deve anche dichiarare se si ha già usufruito di aiuti economici erogati in forma di anticipi rimborsabili, sovvenzioni dirette oppure agevolazioni fiscali, tra quelli messi in campo ed attivati dallo Stato per sostenere l’economia durante l’emergenza del Covid-19. Tali aiuti devono essere già stati erogati per poter essere indicati nel modulo: se si è semplicemente fatta domanda senza aver ancora ricevuto un riscontro non è necessario fornire queste informazioni. I moduli vanno poi inviati alla banca mediante PEC, allegando un documento di identità valido del richiedente oppure seguendo modalità specifiche previste dalla propria banca. Al termine della procedura e non oltre il 31 luglio 2020 verrà consegnato al cliente il documento contrattuale finale nei modi previsti dall’istituto di credito nella fase 2. Una volta ricevuta la richiesta la banca la inoltra al Fondo di Garanzia che prende in carico la pratica: in accordo con il decreto Liquidità la garanzia sul finanziamento da parte dello Stato è del 100%, senza alcuna valutazione da parte del Fondo, cosicché la banca può elargire il prestito senza aspettare l’esito (ovvero l’ammissione) della domanda presentata dal cliente. La banca però potrebbe anche decidere non erogare il prestito prima di aver ricevuto esito positivo della domanda di ammissione al finanziamento da parte del Fondo, in modo da assumersi naturalmente meno rischi. Sono comunque effettuate verifiche antimafia ed antiriciclaggio, in fase istruttoria.

L’importo massimo che può essere garantito ed erogato è pari al 25% dei ricavi dell’impresa richiedente, fino ad una somma non superiore ai 25.000 euro. Per desumere l’entità dei ricavi bisogna fare riferimento all’ultima dichiarazione fiscale presentata e/o all’ultimo bilancio depositato. Chi avesse costituito un’impresa o avesse configurato la propria attività di lavoro autonomo successivamente al 1° gennaio 2019 deve presentare una autocertificazione, conformemente a quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R. n. 445/2000, oppure altra documentazione consona, come la dichiarazione IVA annuale. Nel caso in cui un’azienda sia stata ceduta o affittata proseguendo con la medesima attività, rispetto ai ricavi si deve fare riferimento all’ultimo bilancio depositato oppure all’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal locatore o dal cedente. Nel caso in cui un lavoratore autonomo, un professionista o un imprenditore abbia presentato più domande di finanziamento quelle in cui il plafond viene superato non possono essere garantite.

Questo strumento messo in campo dal governo è sicuramente uno dei più veloci e convenienti a disposizione dei lavoratori autonomi e delle PMI per ottenere un finanziamento fino a 25.000 euro in tempi brevi, in modo da rimettere in moto l’attività e riprendere, poco alla volta, i ritmi di lavoro (e si spera di fatturato) pre-pandemia. Chiaramente esistono molte altre forme di finanziamento veloce destinate ai lavoratori autonomi: basta rivolgersi a banche e finanziarie per ottenere informazioni e stabilire quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze. 

Finanziamenti per autonomi protestati e cattivi pagatori 2020

Vediamo ora invece quali sono le possibilità di accesso al credito per lavoratori autonomi riconosciuti come protestati e/o cattivi pagatori. Ma cosa significa esattamente essere protestati? I protestati sono coloro nei confronti dei quali è stato emesso un protesto, ovvero un atto pubblico (scritto da un pubblico ufficiale o da un notaio) in cui si attesta il pagamento mancato di un assegno o di una cambiale da parte del soggetto. Subire un protesto implica una serie di spiacevoli conseguenze: per prima cosa vengono addebitati al protestato gli interessi di mora sui pagamenti mancati o scoperti e si corre il rischio di andare incontro al pignoramento dei beni in caso di insolvenza prolungata. Inoltre si viene multati con sanzione amministrativa salata e il proprio nome viene inserito nell’archivio informatico dei protestati, con conseguente divieto di emettere assegni per 6 mesi. Il nome del protestato viene inserito anche nelle banche dati di istituti di credito e banche che in questo modo, in caso di richiesta di un prestito, potranno conoscere i trascorsi del richiedente. Questo quadro fa sì che un lavoratore autonomo che si trovi nella condizione di protestato possa incontrare maggiori difficoltà nell’accedere al prestito, in virtù dei “cattivi” precedenti. Certamente ottenere un prestito non sarà una passeggiata ma non è nemmeno impossibile e non bisogna scoraggiarsi. Il prestito per protestati è una realtà consolidata e prevista dalle principali banche e sovente implica la cessione del quinto dello stipendio (o della pensione). Questo tipo di finanziamento, a cui possono accedere sia dipendenti pubblici e non che autonomi e pensionati, prevede che l’importo erogato mediante prestito dalla banca possa essere restituito direttamente attraverso la trattenuta delle rate di rimborso direttamente dalla busta paga del richiedente oppure dal cedolino della pensione, nella misura di un quinto della retribuzione mensile netta. Ovviamente cedere il quinto dello stipendio è una soluzione particolarmente adatta per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, il cui datore di lavoro può fornire alla banca credenziali e documenti fondamentali per aprire l’istruttoria di finanziamento. I lavoratori autonomi protestati non hanno però solo questa possibilità per ottenere un finanziamento e possono percorrere anche altre vie. Una delle più “battute” è senza dubbio quella del prestito con delega, noto anche come “doppio quinto”, che implica la trattenuta complessiva di due quinti del proprio stipendio. Anche in questo caso questo finanziamento può essere richiesto e ottenuto da autonomi che siano dipendenti che hanno già avuto la trattenuta del quinto. Altra forma di accesso al credito per gli autonomi è il prestito cambializzato: il finanziamento viene quindi rimborsato mediante il pagamento delle cambiali, che rappresentano una garanzia per la finanziaria o la banca che prenderà in carico la pratica, poiché le cambiali permettono al creditore di rivalersi sul debitore in modo molto più rapido di quanto non accada con i prestiti ordinari. Al di là di questo però, se si è segnalati come protestati è possibile che la banca chieda anche ulteriori garanzie come una fideiussione o una garanzia da parte di un garante del richiedente. In ultima istanza, un lavoratore autonomo protestato può rivolgersi ai prestiti tra privati, che non prevedono la cessione del quinto. Sul web esistono vari portali dedicati al social lending. Molti siti di social lending sono riconosciuti e sicuri ma il consiglio è sempre quello di valutare con attenzione le proposte di finanziamento che si ricevono, in particolare con riferimento alle condizioni di rimborso ed ai tassi di interesse applicati. Prima di sottoscrivere qualsivoglia contratto di prestito con un privato è necessario sottoporre il documento al vaglio di un esperto in materia.

Difficoltà simili e soluzioni analoghe incontreranno i lavoratori autonomi segnalati come cattivi pagatori: anch’essi in passato hanno pagato con ritardo una o più rate di un prestito e sono perciò stati segnalati nel SIC (Sistema di Informazione Creditizia). L’iscrizione a tale registro informatico ha una durata variabile che va di pari passo rispetto ai tempi in cui viene effettuato il saldo della cifra non pagata in precedenza. Anche per questi soggetti ottenere un prestito mediante i canali usuali può spesso essere non semplice ma le banche prevedono anche per questa casistica una serie di proposte, subordinate alla presentazione di garanzie più stringenti da parte del richiedente (fideiussione, garanzia diretta di genitori, amici, ecc.). La cessione del quinto o del doppio quinto è una formula tra le più gettonate da parte di chi è stato segnalato come cattivo pagatore, così come il prestito cambializzato e il ricorso al social lending (con le dovute precauzioni). Chiaramente i cattivi pagatori autonomi possono accedere con facilità al credito al consumo, ovverosia all’erogazione di un credito finalizzato all’acquisto di uno specifico bene di consumo entro un plafond stabilito dalla finanziaria e/o banca. In ogni caso, come già ricordato, tutte le principali banche e finanziarie prevedono delle formule di finanziamento specificamente destinate ai cattivi pagatori e si consiglia pertanto ai lavoratori autonomi in questa posizione di richiedere dei preventivi dettagliati agli istituti di credito e di analizzare in profondità le garanzie e le condizioni di prestito (numero rate, tasso di interesse, tempi di rimborso, ecc.) in modo da non incappare nuovamente nella situazione che in passato ha prodotto insolvenze e ritardi nei pagamenti rateali di uno o più prestiti.

Finanziamento lavoratori autonomi 2020: consolidamento prestiti

Vediamo infine l’ultima casistica tra quelle anticipate in apertura a questo articolo, ovvero il prestito per consolidamento debiti per lavoratori autonomi. Il prestito per consolidamento debiti è una forma di finanziamento che si configura quando un soggetto – nel nostro caso un lavoratore autonomo – ha a suo carico più linee di prestito aperte ed erogate dalla stessa banca oppure da diversi istituti di credito. Per chi ha un’attività in proprio questa situazione è tutt’altro che non comune. Il consolidamento prestiti è quindi una forma di finanziamento che permette di accorpare in un’unica rata mensile di entità non eccessivamente onerosa tutte le rate dei prestiti attualmente in corso: insomma, una sorta di macro-prestito che ingloba tutte le linee di credito aperte, di fatto chiudendole per farle confluire in un solo canale di pagamento.

Questa possibilità di finanziamento è particolarmente adatta ai lavoratori autonomi (ma anche ad altre tipologie di clienti di finanziarie e banche) che vogliano concretamente ridurre l’entità dei pagamenti mensili ottenendo allo stesso tempo l’erogazione di una maggiore liquidità. Il prestito di consolidamento debiti inoltre non implica la fornitura di garanzie concrete anche se naturalmente ci sono dei requisiti che il soggetto creditore richiede specificamente: per prima cosa l’età anagrafica del richiedente deve essere compresa tra i 18 ed i 75 anni, il richiedente deve presentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato ed un’anzianità di almeno 6 mesi (per i lavoratori dipendenti) e di 1 anno per i lavoratori autonomi e infine il richiedente deve dimostrare la propria affidabilità creditizia attestando l’assenza di protesti e di segnalazioni CRIF. Normalmente, molte banche, per mettersi al riparo da eventuali insolvenze, all’accensione del prestito per consolidamento debiti propongono la firma di un contratto di cambializzazione delle rate oppure la garanzia da parte di un terzo fideiussore o coobbligato.

Il consolidamento debiti – noto anche come rifinanziamento – è uno strumento finanziario che mira ad impedire o quantomeno a ridurre il sovra-indebitamento famigliare o individuale (in particolare di lavoratori autonomi, dipendenti e piccoli imprenditori) legato non tanto al numero e all’entità delle rate attive quanto più all’ammontare dei tassi applicati dai diversi istituti di credito presso i quali sono stati accesi detti prestiti. Scegliendo il consolidamento debiti si unificano presso una stessa finanziaria o banca tutti i prestiti attivi con il vantaggio di dilazionare nel tempo i pagamenti, la cui entità rateale viene per altro notevolmente alleggerita. Chiaramente, diminuendo l’importo delle rate dovute ogni mese si allunga inevitabilmente la durata del piano di finanziamento, che si dilata rispetto a quelli previsti dai singoli finanziamenti precedenti. Attivare un consolidamento dei debiti è sicuramente molto conveniente per il lavoratore autonomo che lo fa: se la pressione economica delle molte rate attivate – ad esempio per l’acquisto di scorte, merce, ecc. – diventa insostenibile, questo strumento permette di dilazionarne l’impatto, attraverso una rateizzazione light prolungata nel tempo, che garantisce la puntualità e regolarità dei pagamenti mensili e permette al lavoratore di tirare fiato. Non meno importante, in questo tipo di finanziamento, è la liquidità extra che ne deriva e che può essere richiesta alla banca o alla finanziaria senza che sia necessario fornire le finalità ultime di detta erogazione. Se dunque si è in possesso dei requisiti necessari per l’accesso al consolidamento debiti e ci si trova nella posizione di poterne trarre vantaggio – se appunto si hanno molte linee di credito aperte, il cui pagamento regolare diventa insostenibile – si può chiedere un preventivo alla propria banca o finanziaria di fiducia, per ottenere dettagli sulla durata del prestito, entità delle rate mensili e dei tassi d’interesse. Questo prestito sicuramente pone le basi per rilanciare la propria attività in sicurezza e tranquillità: restituite il prestito sarà un processo più lento ma almeno sarà preservata la liquidità necessaria al sostentamento della propria azienda.

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