Finanziamenti INPS 2019: prestiti per dipendenti pubblici e privati, pensionati, disoccupati e a fondo perduto

Quando si sente parlare dei finanziamenti INPS 2019 molto spesso sorgono dei dubbi: il più importante istituto previdenziale del Paese si occupa anche dell’erogazione di prestiti? Assolutamente sì, anzi: i finanziamenti INPS sono molto famosi, visto che vengono proposti agli iscritti ad una delle gestioni dell’ente previdenziale a condizioni particolarmente convenienti. Scopriamo quali sono e come funzionano i prestiti per dipendenti pubblici e privati e cerchiamo di capire se vengono erogati finanziamenti anche a favore di pensionati e disoccupati o contributi a fondo perduto.

Finanziamenti INPS per dipendenti pubblici, privati e pensionati

I finanziamenti INPS più famosi sono quelli che vengono offerti ai lavoratori e ai pensionati (e alle loro famiglie) che sono iscritti ad una delle gestioni dell’istituto; questi prestiti possono essere erogati direttamente dall’INPS oppure da istituti di credito convenzionati con l’istituto. La possibilità di accedere ai finanziamenti e le caratteristiche del prestito stesso possono differire a seconda del fondo di provenienza e della gestione di appartenenza del beneficiario. Tra le varie tipologie di finanziamenti INPS erogati a dipendenti pubblici e privati e a pensionati troviamo:

  • Piccolo prestito gestione Fondo Credito Poste Italiane, concesso ai dipendenti in servizio del Gruppo Poste Italiane e alle società collegate; il meccanismo p quello della cessione del quinto, e l’importo erogato può essere pari a minimo una mensilità e massimo otto mensilità di stipendio; il piano di rimborso può durare uno, due, tre o quattro anni;
  • Piccolo prestito gestione Assistenza Magistrale, concesso (solo in determinate condizioni e per determinate finalità) ad insegnanti e direttori scolastici in servizio presso scuole statali dell’infanzia e primarie; l’importo può arrivare fino a due mensilità di stipendio e va restituito in 24 mesi;
  • Piccolo Prestito Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, concessi ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti;
  • Prestito in forma di Anticipazione Vecchio e Nuovo Fondo Mutualità, concessi dall’INPS per motivi di salute, per un lutto p per la nascita di un figlio; per poterlo ottenere gli iscritti che lo richiedono devono risultare privi di provvedimenti disciplinari, per dimissioni o decadenza;
  • Prestito Pluriennale Diretto Gestione Fondo Credito Poste Italiane, è un finanziamento concesso ai dipendenti in servizio di Poste Italiane e delle società collegate con almeno quattro anni di anzianità di servizio; il meccanismo p quello della cessione del quinto e i piano di rimborso può durare cinque o dieci anni;
  • Prestito Pluriennale Diretto gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, viene concesso per determinate esigenze ai dipendenti pubblici che sono iscritti al Fondo da almeno quattro anni e ai pensionati iscritti ex dipendenti pubblici; questi finanziamenti INPS possono essere restituiti in 5 o 10 anni, con una rata che non può mai superare un quinto dello stipendio o della pensione netti;
  • Prestito Pluriennale Garantito Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, viene erogato da banche e finanziarie convenzionate ed è garantito dall’INPS per i rischi di decesso, perdita dell’occupazione o riduzione dello stipendio; i finanziamento può essere richiesto da chi è iscritto da un minimo di 4 anni alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali e il piano di rimborso può durare cinque o dieci anni;
  • Finanziamento con Cessione del Quinto della Pensione, può essere ottenuto dal pensionato tramite una banca o una finanziaria e il rimborso avviene tramite addebito diretto effettuato mensilmente dall’INPS direttamente sulla pensione; l’importo della rata on può superare un quinto dell’assegno pensionistico.

Piccoli prestiti e finanziamenti INPS pluriennali

Riassumendo, i finanziamenti INPS che abbiamo appena visto possono essere richiesti da tutti gli iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (dipendenti pubblici e pensionati), i dipendenti delle società del Gruppo Poste Italiane e gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale; inoltre ci sono tutti i pensionati, che hanno la possibilità di richiedere un prestito bancario sotto forma di cessione del quinto. Le prestazioni creditizie dell’INPS sono finanziate da un Fondo Credito che viene alimentato dalle aliquote contributive degli iscritti in servizio e dei pensionati; le aliquote applicate sono:

  • 0,35% per la Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali;
  • 0,80% per gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale,
  • 0,35% per i dipendenti iscritti alla Gestione Fondo Credito Gruppo Poste Italiane;
  • 0,15% per i pensionati che aderiscono alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

Probabilmente i finanziamenti INPS più famosi sono quelli che ancora oggi vengono chiamati finanziamenti INPDAP, ovvero i finanziamenti erogati direttamente dall’INPS agli iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (dipendenti pubblici in servizio ed in pensione). Il piccolo prestito può avere un importo pari ad una, due, tre o quattro mensilità di stipendio, con il piano di rimborso che può durare rispettivamente uno, due, tre o quattro anni; se non ci sono ulteriori trattenute sullo stipendio è possibile richiedere la cosiddetta doppia mensilità, in modo da poter ottenere importi pari fino ad otto mensilità di stipendio; su questi finanziamenti a breve termine viene applicato un tasso di interesse nominale annuo pari al 4,25%, più una ritenuta dello 0,50% a per le spese di amministrazione e l’aliquota di contributo al fondo rischi (che dipende dalla tipologia di finanziamento e dall’età dell’iscritto al momento della richiesta e della scadenza).

I prestiti pluriennali invece sono dei finanziamenti INPS dalla durata di 5 o 10 anni, quindi vengono rimborsati con il pagamento di 60 o 120 rate, ognuna delle quali non può andare oltre un quinto dello stipendio; sull’importo viene applicato un tasso di interesse nominale annuo pari al 3,50%, più l’aliquota per le spese di amministrazione (0,50%) e l’aliquota per i contributo al Fondo Rischi. I finanziamenti possono essere richiesti solo per determinate finalità (presentando una precisa documentazione):

  • i finanziamenti INPS quinquennali si possono ottenere per: calamità naturali, rapina, furto o incendio, trasloco per esigenze familiari o per trasferimento ad altra sede di lavoro, lavori condominiali della casa in proprietà di residenza, manutenzione ordinaria della casa di residenza, installazione domestica di impianti di energia rinnovabile della casa di residenza, acquisto di autovetture, nascita o adozione o affidamento preadottivo di figli, protesi dentarie e cure odontoiatriche, acquisto di autovetture modificate o carrozzelle ortopediche p protesi di alto costo per portatori di handicap, malattia, decesso di familiari, matrimonio dell’iscritto o del figlio, iscrizione a corsi post laurea di almeno due anni, altri casi eccezionali che richiedono impegni economici notevoli;
  • i finanziamenti INPS decennali si possono ottenere per riscatto di alloggi popolari o di enti pubblici già condotti in locazione, acquisizione di casa in cooperativa, acquisto della casa destinata a residenza, costruzione della casa destinata a residenza, anticipata estinzione o riduzione del mutuo ipotecario, manutenzione straordinario o restauro della casa di proprietà o nuda proprietà, malattie gravi di un componente della famiglia dell’iscritto, altri casi eccezionali gravi che richiedono un notevole impegno economico).

Sul sito ufficiale dell’istituto previdenziale (www.inps.it) è disponibile un servizio di simulazione dei finanziamenti INPS; giusto per fare un esempio, un dipendente pubblico di 40 anni che ha uno stipendio netto mensile di 1.200 euro ha la possibilità di scegliere tra le seguenti opzioni:

  • piccolo prestito da 1.200 euro (2.400 euro con la doppia mensilità) da rimborsare in 12 rate l tasso del 4,25%;
  • piccolo prestito da 2.400 euro (4.800 con la doppia mensilità) da rimborsare in 12 rate l tasso del 4,25%;
  • piccolo prestito da 3.600 euro (7.200 con la doppia mensilità) da rimborsare in 12 rate l tasso del 4,25%;
  • piccolo prestito da 5.000 euro (9.600 con la doppia mensilità) da rimborsare in 12 rate l tasso del 4,25%;
  • finanziamento pluriennale da 3.000 euro (13.200 con la doppia mensilità) da rimborsare in 60 mesi al tasso del 3,50%;
  • finanziamento pluriennale da 5.000 euro (24.300 con la doppia mensilità) da rimborsare in 120 mesi al tasso del 3,50%.

Finanziamenti INPS 2019 per disoccupati

Anche i disoccupati, in determinate situazioni, possono ottenere dei finanziamenti INPS: in questo caso si parla di NASpI anticipata; in pratica i beneficiari dell’indennità (licenziati a partire dal maggio del 2015) che hanno intenzione di avviare una nuova attività come lavoratore autonomo o con un’impresa individuale oppure ancora acquistando una quota del capitale sociale di una cooperativa hanno la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata dell’importo complessivo della NASpI in un’unica soluzione. L’importo che viene erogato è quindi pari alla somma delle indennità mensili spettanti e non ancora percepite; sulla somma viene operata la trattenuta IRPEF. L’indennità NASpI va restituita se il lavoratore instaura un rapporto di lavoro subordinato prima che si arrivi alla scadenza del trattamento nel caso in cui l’indennità non fosse stata anticipata, ma regolarmente erogata mensilmente; questa regola non vale nel caso in cui il rapporto di lavoro sia il frutto della sottoscrizione di una quota del capitale sociale di una cooperativa.

La domanda di anticipazione della NASpI va presentata almeno 30 giorni prima dell’inizio della nuova attività; se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, cessando, ha dato luogo all’indennità di disoccupazione, la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dal momento in cui viene presentata la domanda di indennità NASpI. La richiesta può essere effettuata online tramite il portale dell’INPS, ma è anche possibile rivolgersi ad enti di patronato e altri intermediari dell’istituto previdenziale oppure chiamare il contact center al numero gratuito 803164 (06164164 se si chiama da cellulare). Alla domanda vanno allegati i documenti che attestano l’inizio dell’attività autonoma.

Finanziamenti INPS a fondo perduto 2019

I finanziamenti a fondo perduto sono quelli che non prevedono la restituzione del capitale erogato; a volte si sente parlare di finanziamenti INPS a fondo perduto, ma in realtà sarebbe più corretto parlare di sostegni economici offerti alle persone ce possiedono determinati requisiti e si trovano in situazioni di difficoltà economica. Rientrano tra le prestazioni a sostegno del reddito:

  • Assegno Sociale (erede della vecchia pensione sociale), erogato a favore dei cittadini che percepiscono un reddito inferiore alle soglie che vengono annualmente stabilite dalla legge (nel 2019 l’assegno mensile di 458 euro viene erogato per 13 mensilità a chi ha un reddito non superiore ai 5.954 euro o agli 11.908 euro se è coniugato);
  • Carta Acquisti Ordinaria, è una carta di pagamento elettronica concessa ai cittadini in condizioni di disagio economico; non è possibile prelevare contanti, ma si possono pagare le bollette e fare la spesa alimentare nei negozi convenzionati;
  • Assegno Emergenziale o Integrativo per Lavoratori Licenziate da Aziende Iscritte ai Fondi di Solidarietà, prestazione di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria di dipendenti di aziende che non fanno parte dei settori regolati dalle normative sull’integrazione salariale; viene concessa dai Fondi Credito, Credito Cooperativo e Trasporto Pubblico e va ad integrare l’indennità di disoccupazione;
  • Assegno Temporaneo Integrativo per Iscritti alla Gestione assistenza Magistrale, riconosciuto dall’INPS agli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale se hanno un reddito complessivo familiare annuo non superiore ai 10.230 euro (ne hanno diritto anche i superstiti se hanno un reddito inferiore agli 8.530 euro), che può essere aumentato del 10% per ogni familiare a carico dell’iscritto;
  • SIA – Sostegno per l’Inclusione Attiva, un sussidio economico alle famiglie che si trovano in condizioni economiche disagiate e in cui siano presenti donne in stato di gravidanza, figli disabili o figli minorenni; il contributo viene erogato tramite una carta di pagamento elettronica che può essere utilizzata per l’acquisto di beni di prima necessità;
  • Assegno di Solidarietà, contributo concesso ai familiari in stato di bisogno economico degli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale che sono morti durante l’attività di servizio,
  • Fondo di Integrazione Salariale, è il fondo che permette di adottare degli interventi a sostegno del reddito per quella persone la cui attività lavorativa è stata sospesa o ridotta per le stessa cause previste per la cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria (sono escluse le cause legate alle intemperie stagionali e al contratto di solidarietà) oppure ridotta per ridurre o evitare le eccedenze di personale;
  • REI – Reddito di Inclusione, beneficio economico a favore delle famiglie in situazioni disagiate in cui siano presenti disabili, minorenni, donne in stato di gravidanza o disoccupati di età superiore ai 55 anni; il contributo viene erogato mensilmente tramite una carta di pagamento elettronico e la progettazione di un percorso personalizzato di attivazione ed inclusione lavorativa e sociale, il cui obiettivo è quello di superare la condizione di povertà.

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