Finanziamenti Fotovoltaico 2019: bandi europei, regionali e statali agevolati e a fondo perduto per impianto

Ad oggi esistono numerosi bandi tramite i quali è possibile fare domanda al fine di ricevere un finanziamento idoneo per installare impianti e sistemi fotovoltaici utilizzando fondi europei, regionali o statali atti a incentivare questa scelta grazie a finanziamenti agevolati e a fondo perduto. Anche grazie a questa tipologia di agevolazioni l’istallazione di impianti fotovoltaici è nettamente in crescita in quanto tali incentivi comprendono anche tassi minimi di spesa rispetto alle soluzioni affini richieste senza finanziamento. Vediamo oggi quali sono i migliori bandi per ottenere un finanziamento al fine di creare il proprio impianto fotovoltaico da prendere in considerazione per il futuro prossimo, durante la fine di questo 2019, ma prima, scopriamo a chi sono rivolti concorsi di questo tipo.

Finanziamenti europei, regionali e statali per impianti fotovoltaici nel 2019: a chi sono rivolti e quale documentazione occorre presentare

Come abbiamo già anticipato, esistono innumerevoli tipologie di bando a cui è possibile fare domanda al fine di ottenere dei finanziamenti agevolati per istallare un sistema di impianto fotovoltaico. Al finanziamento a fondo perduto a sé stante, inoltre, occorre precisare che possono essere aggiunte ulteriori forme di incentivo che ne garantiscono ancor maggiormente la convenienza.

Generalmente questo tipo di finanziamento viene erogato tramite bandi regionali o comunitari pubblicati periodicamente e divisi per target. Possono fare la domanda ai bandi, infatti, diverse categorie di soggetti interessati e ognuno si troverà a dover gareggiare con altri soggetti della stessa categoria, per fare in modo che il finanziamento venga assegnato in maniera equa. Queste tipologie di bando per il finanziamento sulla realizzazione di impianti fotovoltaici possono essere indirizzati a privati affinché possano instaurare sistemi fotovoltaici sui tetti degli edifici e ad aziende per impianti più vasti e molto spesso, se messi a confronto con quelli erogati da istituti di credito, possono garantire tassi agevolati sulla realizzazione di energia rinnovabile. Esiste un unico codicillo a cui sono sottoposti i vincitori del bando: il sistema fotovoltaico dovrà necessariamente essere allacciato alla rete per calcolare la produzione e il fatturato con marchingegni creati ad hoc: talvolta, infatti, in base ai risultati ottenuti da questi calcolatori e, di conseguenza, in base all’energia prodotta, il vincitore del bando, proprietario dell’impianto, potrà essere rimborsato per la produzione stessa di energia tramite fonti rinnovabili: un incentivo all’autoconsumo che, si spera, possa continuare a convincere il maggior numero di privati e aziende possibile a passare a questa risorsa energetica ecologica. Esistono, però, dentro ad ogni bando che sia esso regionale, statale o europeo, alcune clausole da rispettare necessariamente secondo contratto che verranno verificate nel momento in cui verrà spedita la domanda. La prima prevede che l’edificio sul quale si sia intenzionati a installare il sistema fotovoltaico debba essere già esistente e ultimato alla data di apertura delle domande del bando di concessione per il finanziamento; la seconda fa in modo che possano partecipare inviando la domanda al bando soltanto i proprietari e comproprietari dell’edificio stesso sul quali verrà installato, in caso di vittoria, l’impianto fotovoltaico e, infine, il fatto che per i privati verrà preso in considerazione come edificio su cui avviare la costruzione del sistema di energia rinnovabile quello in cui si ha propria la residenza.

Allo stesso modo, esistono dei punti cardine che riguardano le modalità di installazione alle quali l’impianto nfotovoltaico dovrà essere conforme: i finanziamenti, una volta vinto il bando, dovranno essere utilizzati rispettando norme tecniche ben precise per essere all’avanguardia con le nuove tecnologie di risparmio energetico e sicurezza, presentando una documentazione accurata e obbligatoria.

L’impianto, infatti, dovrà risultare effettivamente idoneo e pronto all’uso tramite la dichiarazione di conformità dell’impianto, rilasciata dal costruttore stesso del sistema; la certificazione di conformità alle norme UNI, avvalorata da una dichiarazione ulteriore da parte di un organismo di uno Stato appartenente all’Unione Europea; la data dell’entrata in funzione del sistema fotovoltaico e quella, ancor più necessaria, dell’inizio dei lavori per la sua realizzazione; il termine di scadenza di presentazione della richiesta; la spesa totale per la realizzazione dello stesso impianto e la percentuale concessa che, però, varia in base al bando.

Finanziamenti agevolati e a fondo perduto per impianti fotovoltaici nel 2019

Sono numerosi i bandi per ottenere finanziamenti relativi alla realizzazione di impianti fotovoltaici a fondo perduto o con agevolazione che sono stati aperti nel 2019. Come abbiamo visto, i sistemi fotovoltaici, così come ogni altro sistema che sfrutta energia rinnovabile naturale per la creazione di nuova energia elettrica, sono fra i più diffusi e utili, adattandosi praticamente ad ogni territorio. Proprio per questa ragione, spesso, i bandi che prevedono, soprattutto al livello regionale, finanziamenti per produrne di nuovi, vengono letteralmente presi d’assalto fin dai primi giorni dall’apertura. Un sistema del genere non solo è conveniente per tutti i privati o le aziende che avanzano la propria domanda di partecipazione, ma anche per gli enti stessi che si dovranno occupare di erogare il pagamento in quanto, che vengano aggiunti agevolazioni particolari o incentivi studiati ad hoc, come nel caso di quello che presenteremo nel prossimo paragrafo, il fotovoltaico risulta essere comunque, grazie ai prezzi dei moduli e degli impianti di dimensioni piuttosto elevate, la fonte di energia più economica rispetto a qualsiasi altro valido competitor del mercato elettrico nel 2019.

Uno dei bandi che hanno una lunga durata e che è stato bersaglio di innumerevoli domande, ad esempio, è quello promulgato dalla regione Lombardia rivolto ai cittadini: con scadenza prevista per il 31 dicembre 2020, il bando, al quale era possibile candidarsi inviando le proprie domande a partire dall’8 luglio 2019, a neanche sei mesi dall’apertura è già saturo di richieste. La regione, nonostante ciò, continua ad ammettere la possibilità di ricevere nuove ulteriori domande che verranno prese in considerazione qualora alla dotazione finanziaria per il Bando Accumulo per gli impianti fotovoltaici 2019-2020, ormai esaurita, dovesse essere ammesso un ulteriore contributo o un nuovo finanziamento.

Sebbene in alcuni casi i bandi promulgati dalle regioni a favore di finanziamenti fotovoltaici siano evidenti e possano risultare immediatamente validi e ben organizzati, in altri tali incentivi, soprattutto quando si tratta di bandi di concorsi indetti a livello regionale, possono restare nascosti in quanto comprensivi e aperti non soltanto al finanziamento di impianti energetici che sfruttano l’energia rinnovabile, quella solare nel caso preso oggi da noi con il fotovoltaico, ma anche a qualsiasi altra idea e tecnologie in grado di supportare uno sviluppo ecosostenibile e piccoli accorgimenti green. È, ad esempio, il caso della regione Lazio, la quale, nel 2017, sotto lo stesso presidente del 2019 Nicola Zingaretti, ha stanziato oltre 55 milioni di euro destinati a sostenere investimenti di imprese ed enti locali in materia di efficienza energetica, economia circolare e sostenibilità: tematiche ambientali e tecnologiche dedicate alla più estrema salvaguardia dell’ambiente che ci circonda che non riguardano soltanto lo sviluppo di energia sostenibile tramite lo sfruttamento di risorse naturali, come il fotovoltaico.

Le stesse modalità di bando, secondo cui, quindi, il finanziamento fotovoltaico rientrerebbe in un disegno molto più ampio dedicato alla salvaguardia ambientale, sono proposte anche dall’Unione Europea. La maggior parte dei bandi affini a questa tematica, infatti, rientra nel progetto quinquennale detto Horizon 2020, il programma Quadro per l’innovazione e la Ricerca attivo dal 2014, affiancato dal programma Life 2014- 2020 per il quale sono stati stanziati dalla comunità europea en 3, 4 miliardi di euro per l’intero periodo, finalizzati entrambi a sostenere la tutela dell’ambiente in maniera diversa, ma complementari. Il programma Horizon 2020, nel particolare, è attivo per il recupero di energia e calore al fine del riutilizzo per l’aumento dell’efficienza energetica sia nei centri urbani tramite i servizi sia nell’area Industria e il cambiamento delle abitudini dei cittadini nella loro vita quotidiana tramite una eduzione alla ecosostenibilità.

Incentivi fotovoltaico 2019: finanziamenti agevolati dalla durata di venti anni

L’anno che sia avvia a concludersi, nel particolare, è un anno davvero rivoluzionario per quanto riguarda il settore dei finanziamenti fotovoltaici da ottenere tramite bando e, sotto molti aspetti, anche quanto detto in precedenza si rivela in continua evoluzione. Il 31 gennaio del 2019, infatti, è stato approvato un nuovo sistema di incentivi garantiti per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile fra le quali, appunto, figura in una posizione estremamente diffusa e predominante, il fotovoltaico.

Nel corso dell’anno la legge del cosiddetto Decreto FER, Fonti Energia Rinnovabile, inoltre, ha subito ulteriori modifiche tutte registrate nella Gazzetta Ufficiale. Tale regolamentazione si è assestata il 10 agosto del 2019 e contribuisce in maniera capillare non solo a valorizzare qualsiasi edificio con un sistema fotovoltaico, ma incentiva chiunque a sostituire coperture o tetti in amianto o eternit con un impianto fotovoltaico: un modo appetibile per lasciarsi indietro i ricordi di una costruzione artificiale nociva e favorire l’ecosostenibilità delle strutture e delle risorse di energia rinnovabile.

Il nostro Paese ha, pertanto, inserito le fonti di energia rinnovabile in una posizione di ampio rilievo fra i piani di sviluppo del governo. In questo piano che punta ad incentivare lo sfruttamento di energia rinnovabile fotovoltaica in voga dal 2019 verranno presi in considerazione i progetti che ammettono la nuova costruzione di impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 1MW e gli interventi di potenziamento che prevedranno l’aumento della potenza di un valore che sia inferiore a 1MW. Vi saranno 14 bandi (7 per il meccanismo delle aste e 7 per quello dei registri) in un piano di azione biennale che è partito il 30 settembre 2019 con un primo bando e che  prevede la pubblicazione di un bando nel mese di maggio, settembre e gennaio fra il 2019 e il 2021. Ogni bando prevede che le domande di partecipazione ad esso vengano inviate, entro e non oltre i primi 30 giorni dalla pubblicazione e dello stesso, al Gestore dei Servizi Energetici compilando appositi form. La graduatoria sarà resa pubblica dallo stesso GSE, Gestore dei Servizi Energetici, soltanto dopo 90 giorni dalla data di chiusura del bando. Nel caso in cui voi abbiate inviato la vostra domanda di partecipazione relativa agli incentivi sul fotovoltaico del 2019 nel corso del primo bando con l’apertura prevista per il 30 Settembre e la chiusura per il 30 ottobre, avrete i risultati del vostro concorso tramite un ordine predisposto in graduatoria solo nel periodo finale del mese di gennai 2020.

Ogni bando sarà suddiviso in due sezioni, Gruppo A e Gruppo B: il primo sarà dedicato al fotovoltaico e all’eolico mentre il secondo ai sistemi fotovoltaici in sostituzione di coperture o tetti in materiali nocivi come amianto ed eternit.

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, però, vi sono dei requisiti specifici per poter partecipare ai bandi di cui sopra. Il primo, in questo nuovo genere di bando che è appena iniziato nel 2019, prevede che chiunque invii la propria domanda sia già in ossesso dei titoli autorizzativi necessari e di un preventivo, già accettato in via definitiva, che possa coprire il collegamento del sistema alla rete elettrica , che vi sia un impianto di nuova costruzione realizzato seguendo le norme vigenti con componente nuove sopra i 20 kW e che sia ubicato in aree non agricole. Occorre ricordare, però,  che il Decreto FER non è sottoposto alla detrazione IRPEF del 50%.

È sconsigliato, quindi, inviare la domanda di partecipazione ad uno di questi bandi, attivi dal 2019 al 2021, a tutti coloro i quali auto consumano una gran parte dell’energia creata tramite impianti atti alla produzione di energia rinnovabile che siano essi eolici o, come nel caso preso in esame, fotovoltaici,in quanto il valore che verrà riconosciuto è solo relativo all’energia immessa e, pertanto, sarà molto inferiore alla valorizzazione stessa dell’energia che si autoconsuma.

Tale energia immessa, prevede la soluzione di incentivi, godrà di tariffa onnicomprensiva per 20 anni. Tale incentivo avrà, pertanto, la durata comprensiva di 20 calcolati a partire dalla realizzazione del progetto vinto tramite bando e non sarà compatibile con lo scambio sul posto o con il ritiro dedicato.

In alcuni casi sarà possibile avere diritto ad un premio in denaro, la cosiddetta tariffa a due vie. Gli impianti che godono di una potenza superiore a 100 kW con un autoconsumo complessivo del 40% dell’energia prodotta dal sistema, eolico o fotovoltaico nel nostro caso, avrà diritto a 1 cent/kWh sull’energia autoconsumata.

Nonostante la quantità e la velocità con cui arrivano le domande di partecipazione quando si tratta di bandi europei, statali o regionali che trattano la situazione, che sia finanziamenti sull’impianto o semplici incentivi sul fotovoltaico, è possibile fare una stime delle possibilità che ogni soggetto candidato ha di rientrare nella graduatoria dei vincitori del bando.

I criteri per ricevere l’incentivo sul sistema di energia rinnovabile derivato dallo sfruttamento dell’energia eolica o solare, come nel nostro caso, quindi, degli impianti fotovoltaici, sono pochi, ma molto precisi. Nel caso di sistemi con potenza sopra i il MW la scelta verrà effettuata in base al valore del ribasso proposto, mentre per quanto riguarda gli impianti di potenza inferiore, con un valore al di sotto del 1 MW, vi sono dei criteri che verranno presi maggiormente in considerazione.

Avranno la priorità, infatti, gli impianti realizzati su tetti che in precedenza erano costituiti da eternit, soprattutto  quelli che coprono edifici pubblici come scuole, ospedali e similari: nella prima asta, infatti, sono riservati a questa tipologia di impianti 100 MW. La seconda tipologia di impianto che avrà la precedenza sulle altre e a cui sono riservati 45 MW, è data da sistemi di energia rinnovabile costruiti su cave dismesse o siti contaminati: una volta acquisiti e mostrati al Gestore di Servizi Energetici i permessi necessari si potrà procedere. Occorre, però, fare una precisazione per quanto riguarda questa categoria in quanto, circa le cave dismesse, è stato regolamentato che i luoghi da prendere in considerazione saranno soltanto le “cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento estrattivo per le quali l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione abbia attestato l’avvenuto completamento delle attività di recupero e ripristino ambientale previste nel titolo autorizzatorio nel rispetto delle norme regionali vigenti”. Si tratta, perciò, di cave dismesse, ma ormai già ripristinate.

Un ulteriore criterio da considerare sarà la presenza nelle vicinanze di colonnine di ricarica per auto elettriche o la partecipazione al bando avanzando una domanda insieme ad altri impianti: in questo caso, ad esempio, la domanda di un aggregato di impianti potrà essere tenuta maggiormente in considerazione.

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