Finanziamento Estero 2020: come ottenere finanziamenti all’estero, requisiti, tasse e spese

Nel caso in cui voi siate già all’estero (o abbiate in programma di recarvi fuori dall’Italia) e abbiate dei grandi progetti per la vostra vita, personale ma soprattutto lavorativa, potrete visionare e ricercare un finanziamento che faccia al caso vostro. Allo stesso modo, però, occorre ricordare che esistono finanziamenti disponibili per chi, da una attività in Italia, è intenzionato ad allargarsi all’estero. Ma quali sono e come è possibile ottenere un finanziamento all’estero? Scopriamo oggi l’iter che è necessario seguire, quali siano i requisiti per poterlo ottenere, quali tasse dovranno essere pagate e a quali spese si andrà incontro.

Come ottenere un finanziamento all’estero nel 2020?

Come abbiamo visto esistono sostanzialmente due tipologie di finanziamenti all’estero: una che permette di creare la propria attività all’estero e una seconda che, invece, prevede lo spostamento o, più nello specifico, l’allargamento all’estero di una attività già presente sul territorio della propria nazione. n

Nel primo caso sono senza dubbio davvero molto utili i servizi e i bandi aperti e messi a disposizione del fondo europeo. In tal caso, però, ovviamente, gli Stati esteri interessati dovranno essere necessariamente quelli appartenenti all’Unione Europea. È proprio la stessa Unione Europea, infatti, che ha messo a disposizione diversi finanziamenti per aiutare, come ogni anno, fino a 200000 imprese, anche fra le più piccole e le medie, tramite la creazioni di bandi ad hoc, diversificati per target e per necessità. Se, però, si può usufruire di questa tipologia di finanziamento europeo tramite una serie di bandi organizzati, promulgati e diffusi indirettamente da vari enti relativi ai singoli stati, spesso dalle singole amministrazioni regionali o Ministeri che si occupano non solo di creare il bando ma anche di analizzarne le risposte, esistono ulteriori bandi attivi totalmente scissi dalle organizzazioni statali relativi ad un unico Paese come il programma Horizon 2020, quello di Creative Europe, quello Life, il Connecting Europe Facility e il COSME che sono i più famosi.

Il primo, Horizon 2020, è uno dei programmi più ambiziosi d’Europa ed è, sostanzialmente, un piano di settennale, quello a cui si fa fede nel 2020 è inizio, infatti, nel 2014 mentre il prossimo che partirà nel 2021 avrà scadenza nel 2027, che prevede la distribuzione di fondi per la ricerca in tutta Europa. Riservato a tutti i cittadini europei o residenti in uno Stato che fa parte dell’Unione Europea, il programma Horizon 2020 si propone a tutti coloro che lavorano ed esercitano nell’ambito dello SME, anagramma con cui si è soliti definire il sistema monetario europeo, delle industrie, degli istituti di ricerca, delle università o altri enti come agenzie o associazioni che abbiano intenzione di sviluppare e dare forma ad una idea che possa rivelarsi brillante e innovativa. Ogni individuo interessato potrà inviare la propria domanda da solo, sia singolarmente, come ricercatore individuale, che come parte di una squadra transazionale. Per partecipare occorrerà trovare la propria area tematica di riferimento, fra laboratorio, salute, tecnologia, ambiente e altri numerosi generi di studio ognuna delle quali è dotata di un programma particolare in cui è possibile scegliere la proposta e l’argomento di riferimento per il quale si è intenzionati ad inviare la propria candidatura argomentato con parole chiave in maniera semplice ed efficace la propria idea nel modo più chiaro e approfondito possibile, iniziando già a pensare all’impatto che la realizzazione di esso avrebbe nella vita comune e a possibili partner ai quali poter richiedere la collaborazione. Soprattutto la collaborazione con questi ultimi, che si svilupperà grazie anche alla cura che il candidato avrà di curare gli aspetti sociali del progetto, saranno più che necessari per poter godere di capacità complementari a quelle di cui si è già in possesso e per poter sottolineare l’internazionalità dell’idea.

Il programma di Horizon 2020, che ha come slogan “think big, think Horizon 2020”, è il più grande programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea che per i sette anni di durata di questo progetto ha stanziato ben 80 miliardi di euro al fine di finanziare tutte le idee più innovative dal laboratorio sino al mercato di compravendita. Nelle ultime settimane, però, occorre aggiornarsi ed informarsi bene in quanto una buona parte di fondi europei destinati al bando Horizon 2020 sono stati mossi a favore delle ricerche sul Coronavirus, Covid-19 e, pertanto, potranno seguire ulteriori modifiche sia nelle modalità che nel target di candidature a riguardo.

Questo, però, non è l’unico programma per garantire finanziamenti che l’Unione Europea mette a disposizione dei cittadini: quasi ogni ambito, infatti, è stato coperto con bandi tramite i quali sarà possibile ottenere bandi europei. Creative Europe, ad esempio, è il programma creato appositamente per il sostegno dei settori cultura e dell’audiovisivo: una volta che un sistema museale, ad esempio, arriverà a godere di un finanziamento europeo sarà dotato di marchi del patrimonio europeo. Tale marchio potrà essere rilasciato per tre tipologie di siti: i siti singoli che invieranno una domanda individuale all’interno di un unico Paese dell’Unione Europea; quelli tematici nazionali situati nei confini di un unico Paese europeo purché abbiano un evidente nesso tematico fra loro o, infine, siti tematici transnazionali situati fra loro in diversi Paesi europei che abbiano, come in precedenza, un chiaro nesso tematico oppure che si possano considerare un unico sito che si estende sul territorio di almeno due paesi dell’Unione Europea. I siti a cui fa riferimento il bando dovranno necessariamente includere monumenti; siti naturali, subacquei, archeologici, industriali o urbani, paesaggi culturali, luoghi della memoria, beni culturali e il patrimonio immateriale associato con un luogo che varrà, pertanto, come sito da prendere in considerazione. I siti che vorranno inviare la propria candidatura saranno selezionati a livello nazionale ogni due anni per un massimo di due o tre siti preselezionati mentre le domande, che dovranno necessariamente essere inviate alla Commissione Europea entro il primo marzo dell’anno in questione, verranno poi valutate da un gruppo di esperti indipendenti che avrà il compito di elaborare una relazione nella quale occorrerà specificare i siti che si è intenzionati a dotare di marchio europeo che però, attenzione, non potrà essere superiore ad un sito per singolo Paese. Tale gruppo redigerà la sua relazione secondo dei criteri di attribuzione già stabiliti in precedenza derivati dalla dimensione europea e dalle attività e il programma di lavoro gestito da qualunque sito abbia inviato formalmente la propria candidatura. Per ogni sito, candidarsi sarà davvero molto facile. Basterà, infatti, seguire una semplice procedura in tre step: leggere le informazioni per i siti candidati (in base al  Paese di provenienza si potrà usufruire del documento scritto in lingua); contattare il coordinatore nazionale competente per il marchio  del proprio Stato di provenienza per entrare in possesso di ulteriori informazioni relative al processo di preselezione al concorso Creative Europe, compilare l’atto di candidatura stavolta relativo al 2019 e, per concludere, inviarlo al coordinatore nazionale competente per il marchio di cui sopra.

Il programma Life, già presente nel precedente disegno di sette anni che ha preceduto il periodo compreso fra il 2014 e il 2020 ed attivo ormai dal 1992, è quello che riguarda la salvaguardia della natura e dell’ambiente: della “vita” appunto.

La Commissione Europea a questo proposito ha annunciato che stanzierà un investimento pari a 101, 2 milioni per gli ultimi progetti relativi al programma Life per l’ambiente e il clima e, non solo, ha già pensato a come organizzare ed incrementare questo programma europeo per il prossimo periodo con piano settennale che inizierà all’inizio del 2021 e si concluderà con il termine del 2027. Per quanto riguarda il periodo annuo corrente, il 2020, il programma europeo Life verrà inaugurato tramite informazioni specifiche e una fitta rete di networking in data 30 aprile 2020. In realtà sarà possibile inviare le proprie candidature per il programma Life in voga nel 2020 già dal secondo giorno del mese di aprile per i progetti tradizionali, mentre a partire da ottobre sarà possibile verificare le preselezioni.

Gli ultimi due programmi europei, il Connecting Europe Facility e il COSME, sono in potenza davvero molto simili ai precedenti.

Il primo, il Connecting Europe Facility, è in realtà un programma che, come quello di Horizon 2020, riguarda più ambiti, dai trasporti all’energia, mentre il COSME, anagramma di CO come “Commission European”  e SME che sta per “Entrepreneurship and Small and Medium-sized enterprises” e, pertanto, traducibile come “Imprenditorialità delle piccole e medie imprese”, è il programma per la competitività delle piccole e medie imprese, appunto. Proprio queste ultime tramite la partecipazione al programma COSME, riusciranno a diventare competitive con un facile accesso finanziario che potranno ricevere durante qualsiasi delle fasi della loro vita, dalla creazione dell’impresa all’espansione dei propri prodotti. Con il supporto dei fondi europei, pertanto, verrà garantito un aumento di capitale alle piccole e medie imprese che, quindi, non si troveranno più a dover far fronte con una situazione di svantaggio rispetto a quella vissuta dai propri competitors. Al programma in sé, non soltanto resta associata la possibilità di ottenere un finanziamento, ma anche quella di iniziare una posizione sul mercato europeo, di supportare le nuove imprese trovando dei mentori e delle guide idonee che possano aiutare tali medie e piccole imprese nella loro crescita e offrendo ulteriori servizi soprattutto nel caso in cui tali imprese dovessero essere dotate di un elevato potenziale, ma con un parallelo e corrispondente problema di crescita. Questa situazione, spesso, si riscontra nel caso in cui vi si trovi davanti a piccole e medie imprese appartenenti ad un territorio compreso fra i confini della nostra Unione Europea che sia in grado di sviluppare idee e di adottare la tecnologia, ma che sia formato da imprenditori più attempati, donne o ragazzi giovani. Per tutte queste ragioni e per riuscire ad ottemperare ad ogni impegno, per i sette anni del programma stabilito dalla commissione europea che è iniziato nel lontano, ormai 2014 e che si appresta a finire con il termine del 2020, cioè dell’anno in corso, sono stati stanziati 2, 3 miliardi di euro, con la speranza di riuscire a garantire e a incentivare uno sviluppo maggiore dell’85% le nuove professioni e la creazione da ero di nuove piccole e medie imprese per mano di chiunque abbia una grande idea e sia in grado e con la volontà di svilupparla, indipendentemente dal genere o dall’età dei partecipanti all’impresa.

Una diversa possibilità di finanziamento all’estero è quello che andrà a colmare, ad esempio, la possibilità di investire per fare in modo che le imprese che fanno richiesta si possano espandere all’estero tramite processi innovativi per l’internazionalizzazione: alcuni bandi, infatti, riservano ai loro vincitori investimenti per la digitalizzazione dell’export tramite e- commerce, un piano marketing  e ulteriori piattaforme per l’allargamento online e la promozione del made in Italy nei Paesi stranieri.

In particolare, dalla Legge di bilancio del 2019, è emerso un piano creato ad hoc per favorire l’Export 4.0, cioè quello conosciuto anche  l’internazionalizzazione digitale o, ancora, export digitale, che quindi concerne la Digital Transformation applicata al settore delle esportazioni.  Riservato a piccole e medie imprese e startup, spesso avvantaggiate dal punto di vista tecnologico grazie alla giovane età di chi decide di costituirne una, la legge di Bilancio del 2019 ha deciso di stanziare ben 44, 8 milioni di euro per garantire la massima riuscita di questo progetto e, di conseguenza, la massima riuscita di un ottimo metodo per esportare il made in Italy nel mondo.

Per queste ragioni nella legge di bilancio del 2019 e in voga per il 2020, anno corrente, saranno organizzate iniziative straordinarie di informazione e formazione per promulgare e spiegare come approcciarsi a tutte le opportunità che verranno offerte dai mercati esteri; sarà garantito un credito d’imposta per le spese sostenute per fiere di livello internazionale che si tengono in Italia; verranno valorizzate le produzioni di eccellenza, soprattutto quelle appartenenti dal campo agricolo e agroalimentari con certificazioni specifiche per garantirne la qualità e sottoscrivere l’origine italiana delle imprese e dei prodotti per fare in modo che entrambi, sia le piccole e medie imprese e le startup così come la merce stessa messa in vendita all’estero, possa  essere tutelata all’estero; il sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani venduti all’estero nei diversi mercati  anche con le reti di distribuzione; la realizzazione di apposite campagne di promozione strategica e contrasto al fenomeno dell’Italian sounding; la messa in atto di contributi e nuovi finanziamenti a sostegno degli strumenti di e- commerce che sarebbero in grado di garantire la vendita dei prodotti made in Italy all’estero, la realizzazione di tipologie promozionali innovative per l’acquisizione e la fidelizzazione della domanda dei mercati esteri in modo da poter essere maggiormente conosciuti egli altri Stati esteri e inducendo a comprare i nostri prodotti anche dall’estero e, per concludere il sostegno ad eventi e iniziative di promozione per le opportunità di investimento in Italia con conseguente accompagnamento e assistenza degli investitori in Italia per indurli, ancora di più, a poter considerare il nostro Paese terra fertile di opportunità, a spingerli a conoscere i nostri prodotti e le nostre tradizioni e, per finire, a poter contare sul loro appoggio, legato alla pubblicità tanto quanto alle offerte di capitale, per espandersi maggiormente all’estero, facendosi conoscere o, addirittura, vendere.

A questi punti viene aggiunto il rafforzamento delle Startup e delle piccole e medie imprese grazie ad ulteriori contributi a fondo perduto che saranno diffusi soprattutto in forma di voucher o tramite ulteriori specifiche: tutte queste caratteristiche, infatti, verranno rese note e aperte agli interessati tramite ulteriori bandi che saranno creati, promulgati e diffusi tramite le amministrazioni delle singole regioni, con scadenze, opportunità e modalità diverse che varieranno da regione a regione. Come abbiamo già citato in precedenza, la manovra del 2020 scaturita dalla legge di bilancio del 2019 ha confermato anche per il nostro anno in corso, il 2020, il Credito di Imposta Export cioè la presenza di un Bonus Fiscale per le imprese che parteciperanno e prenderanno parte attiva alle manifestazioni fieristiche di livello internazionale: ciò spingerà maggiormente le piccole e medie imprese, così come anche le startup, a partecipare ad eventi di questo tipo e, essendo internazionali e aperti anche a negozianti e ospiti esteri, a farsi conoscere all’estero, favorendo il mercato all’estero e lo sviluppo estero del prodotto e delle imprese stesse.

Tale agevolazione, conosciuta appunto come credito di imposta export, consiste in un credito di imposta dal valore pari al 30 % delle spese ammissibili fino a 60000 euro. Le tipologie di costi agevoli saranno confermati dal decreto legge Crescita e dovrebbe, quasi sicuramente, essere valido per le caratteristiche già conosciute come l’affitto degli spazi espositivi e i costi relativi all’allestimento e non solo: tale credito di imposta sarebbe in grado di coprire anche i costi relativi alle pubblicitarie, di promozione e di comunicazione relative alla partecipazione all’evento fieristico. Per ottenere tutte queste agevolazioni, però, ogni startup e piccola e media impresa dovrà necessariamente consultare i bandi attivi a riguardo diffusi dal Ministero o, come accade nell’anno corrente, dalla propria regione, stando ben attenti alle specifiche che vengono esplicate.

Requisiti per poter ricevere dei finanziamenti all’estero nel 2020

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, in quasi ogni bando il target a cui tale bando è indirizzato è quello delle startup o delle piccole e medie imprese. Ogni requisito sarà comunque scritto all’interno dello stesso bando una volta che esso sarà pubblicato. Oltre alle modalità di partecipazione relative al concorso, infatti, vi sarà una sezione specifica, tendenzialmente denominata come “chi può partecipare” o “chi si può candidare” o, ancora, “gli interessati” seguita da una serie di caratteristiche delle quali il candidato, che sia esso persona fisica o società, dovrà necessariamente essere in possesso prima di inviare la propria candidatura.

Tasse e spese da pagare per un finanziamento all’estero nel 2020

Le tasse e le spese a cui si va incontro nel momento in cui si è decisi a partecipare ad uno dei bandi citati in precedenza o agli altri che fanno parte della medesima tipologie possono essere molteplici anche se, genericamente, ogni candidato, piccola o media impresa o startup candidata, si troverà a dover sostenere a suo carico tutte le spese relative all’invio della propria domanda o, eventualmente, ad ulteriori spese o tasse che verranno specificate nello stesso bando pubblicato.

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