Finanziamenti Senza Garante 2019: come riceverli, anche senza busta paga

In questa pagina ci occuperemo dei finanziamenti senza garante: cerchiamo di capire cosa sono, come è possibile riceverli anche quando non si ha una busta paga.

Molte persone ricorrono ai prestiti per poter realizzare i loro progetti (grandi o piccoli che siano): per poter ottenere le somme richieste però è necessario presentare dei precisi requisiti; tra questi c’è anche la presenza di un reddito dimostrabile, che rappresenta uno degli ostacoli più comuni all’accesso al credito: dalle casalinghe ai giovani che non sono ancora un’occupazione, passando per i disoccupati e i lavoratori irregolari, sono tante le categorie che non possono dimostrare di percepire un reddito regolare. In questi casi per convincere la banca o la finanziaria a concedere il finanziamento si può ricorrere alle garanzie alternative: la presenza di un garante è l’opzione più gradita dagli istituti di credito e quindi è quella che dà maggiori possibilità di successo. Ma nel 2019 si possono ricevere finanziamenti senza garante, anche senza busta paga?

Finanziamenti senza garante in Italia 2019: requisiti necessari

Facendo un giro sul sito ufficiale di qualsiasi banca o finanziaria si potrà notare che per poter ottenere un finanziamento è necessario essere residenti in Italia, avere un’età compresa tra i 18 e i 75 anni (sull’età massima ci può essere qualche piccola differenza da istituto ad istituto, ma in medi non si può andare oltre questo limite) e percepire un reddito dimostrabile. Di solito chi rispetta questi requisiti può ottenere dei finanziamenti senza garante: in questo caso di solito si parla di prestiti personali fiduciari, con i quali è possibile ottenere somme contenute, ma anche importi consistenti (il limite massimo dipende dall’istituto: c’è chi non concede più di 30.000 euro e chi invece si spinge oltre, fino anche ai 60.000 o gli 80.000 euro). Anche la cessione del quinto fa parte della schiera dei finanziamenti senza garante: vi possono accedere i pensionati e i lavoratori dipendenti pubblici e (a determinate condizioni) privati; l’importo massimo che si può ottenere con questa tipologia di prestito è legata a diversi fattori, ma soprattutto è legata all’entità dell’emolumento netto mensile, visto che ogni rata non può essere più alta del suo 20%. La rata viene pagata direttamente dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale che paga la pensione del beneficiario, che trattiene il relativo importo dalla busta paga o dal cedolino; non è richiesta la presenza di un garante perché il imborso del prestito è garantito dalla sola presenza dello stipendio (o della pensione) e dalla sottoscrizione obbligatoria di una copertura assicurativa contro il rischio morte e contro il rischio della perdita di impiego.

Se non si presentano tutti i requisiti di cui abbiamo parlato in  precedenza è invece più difficile riuscire ad ottenere dei finanziamenti senza garante. Il garante è la persona che si impegna a pagare le rate di rimborso nel caso in cui la persona che ha ottenuto il prestito non riesca a farlo. La presenza di un soggetto disposto a accollarsi questo onere è la soluzione più apprezzata dalle banche e dalle finanziarie quando si trovano a che fare con richiedenti che non presentano i famosi requisiti (ad esempio perché non dispongono di un documento di reddito). Naturalmente per poter fare il garante bisogna essere adeguatamente solidi economicamente ed affidabili finanziariamente: oltre a dover essere residente in Italia, avere un’età tra i 18 e i 75 anni e a percepire un buon reddito dimostrabile, questa persona deve avere anche un passato creditizio immacolato (ovviamente non possono farlo i cattivi pagatori o i protestati). Nella maggioranza dei casi si propone come garante un parente o una persona molto vicina a chi richiede il finanziamento (il caso più comune è il genitore che fa da garante per il figlio), anche perché è davvero difficile trovare qualcuno che sia disposto ad assumersi questo impegno per dare una mano ad un estraneo, ma alle banche e alla finanziarie non interessa il rapporto che intercorre tra i due soggetti.

Finanziamenti senza garante e senza busta paga 2019

Non tutti però hanno la possibilità di trovare qualcuno disposto a fare da garante per il suo finanziamento: c’è chi non conosce persone che hanno tutti i crismi necessari per assumere questo ruolo e chi invece sceglie di non voler coinvolgere altre persone nel suo indebitamento. A questo punto nasce spontanea una domanda: è possibile ricevere dei finanziamenti senza garante, anche senza busta paga? Prima di dare una risposta a questo quesito bisogna chiarire un aspetto: noi parliamo sempre di busta paga, che è il documento che viene consegnato dal datore di lavoro al suo dipendente quando gli paga lo stipendio e riepiloga alcune informazioni sulla posizione lavorativa e sulla composizione della retribuzione lorda e netta, ma in realtà nell’elenco dei documenti richiesti per portare avanti una domanda di prestito le banche e le finanziarie fanno riferimento ad un più generico “documento di reddito”. Questo significa che non solo i lavoratori dipendenti che ricevono una busta paga possono accedere ai finanziamenti senza garante, ma anche i pensionati (che devono presentare il loro cedolino della pensione) e i liberi professionisti (che devono presentare la loro dichiarazione dei redditi).

Va detto però che anche se consideriamo questo allargamento molte persone possono restare fuori della platea dei soggetti che possono ottenere dei finanziamenti senza garante: pensiamo ad esempio ai disoccupati, alle casalinghe, ai lavoratori irregolari, ai giovani che non hanno ancora un lavoro, agli studenti, ai lavoratori irregolari e così via. Nessuno di loro può presentare una busta paga o un altro documento di reddito: possono ottenere lo stesso un finanziamento senza garante? Anche se le cose si complicano notevolmente ci sono comunque delle strade percorribili. La menzioniamo per prima, ma in realtà questa tipologia di prestito andrebbe presa in considerazione solo come ultima spiaggia, anche se negli ultimi anni se ne sta parlando parecchio: i prestiti cambializzati non prevedono la presenza di un garante; il rimborso avviene tramite il pagamento di cambiali con scadenza mensili. Parliamo di titoli di credito esecutivi, quindi in caso di mancato pagamento il creditore può procedere con il protesto e il pignoramento dei beni senza dover attendere le decisioni del tribunale. Questo rischio va ad aggiungersi ad atri aspetti non esattamente positivi di questa forma di finanziamento, ovvero i tassi di interesse particolarmente elevati e la difficoltà a trovare soggetti affidabili che li concedano (almeno ufficialmente i più importanti istituti di credito non trattano questo prodotto).

Una soluzione può essere rappresentata dai prestiti tra privati: è una cosa abbastanza comune, soprattutto quando gli importi in ballo sono abbastanza contenuti. Rivolgendosi ad amici e parenti non è impossibile riuscire ad ottenere finanziamenti senza garante, magari a condizioni particolarmente vantaggiose (tassi di interesse bassi, maggiore elasticità nella gestione delle scadenze), mentre non è un’opzione consigliata quella di chiedere soldi a sconosciuti (meglio evitare di finire tra le grinfie di soggetti poco raccomandabili, no?). Negli ultimi anni sono comparse anche delle piattaforme web che svolgono il ruolo di punto di incontro tra chi ha la necessità di denaro e chi invece è disposto a darlo in prestito (una sorta di investimento, con il tasso di interesse che di fatto rappresenta il rendimento dell’operazione), ma in questo caso i finanziamenti vengono erogati solo in presenza di requisiti analoghi a quelli richiesti dalle banche e dalle finanziarie per i normali prestiti personali (età tra i 18 e i 75 anni, presenza di un reddito dimostrabile).

Finanziamenti con le garanzie alternative e e i prestiti su pegno 2019

Quando si parla di finanziamenti senza garante e senza busta paga è impossibile non fare un riferimento alle cosiddette garanzie alternative. Chi non ha un documento che attesti la presenza di un reddito e non può contare su una persona disposta a fargli da garante può cercare di dimostrare alla banca di essere comunque in grado di far fronte all’impegno mensile rappresentato dal pagamento della rata di rimborso. Per farlo deve presentare delle garanzie alternative considerate all’altezza dall’istituto di credito, Quando si parla di prestiti di importo contenuto è da escludere la possibilità di presentare un immobile di proprietà come garanzia: si tratterebbe di un’ipoteca solo parziale in caso di mancato pagamento la banca sprecherebbe troppo tempo ed energie per rientrare in possesso delle somme prestate, quindi le proposte di questo tipo vengono genericamente rifiutate. Hanno sicuramente qualche possibilità in più quelle persone che, pur non avendo un reddito da lavoro, possono contare su un’entrata economica stabile: pensiamo ad esempio a chi riceve ogni mese l’affitto pagato dagli inquilini di un immobile di sua proprietà, chi riceve una rendita costante da un investimento o chi ogni mese incassa l’assegno di mantenimento versato dall’ex coniuge. In ogni caso le somme richieste in prestito devono essere congrua con l’entità delle entrate: l’istituto di credito valuterà ogni richiesta singolarmente e come sempre spetta a lui l’ultima parola.

Tra i finanziamenti senza garante e senza busta paga possiamo inserire anche il prestito su pegno, un realtà che esiste da tantissimo tempo e che sembra essere tornata di moda grazie anche ad alcune trasmissioni che vedono come protagonisti i gestori di negozi specializzati in questa attività. In Italia il prestito su pegno può essere concesso da banche e finanziarie: parliamo di finanziamenti di importo contenuto garantiti da un pegno (garanzia reale) su un bene. In altri termini, la persona che vuole richiedere il prestito consegna alla banca un oggetto, ricevendo in cambio una somma di denaro; per rientrare in possesso del bene consegnato in pegno dovrà rimborsare alla scadenza l’importo ottenuto più gli interessi. Non tutti i beni possono essere impegnati: di solito vengono consegnati oggetti da valore (monete preziose, argenteria, oro, gioielli, orologi, in alcuni casi anche tappeti, quadri e pellicce) che hanno una valutazione di mercato facilmente definibile. Il valore del bene viene stabilito da una stima di un perito della banca, ma la somma erogata sarà comunque inferiore a questo importo: la legge infatti stabilisce che non si può ottenere più di 4/5 del valore di stima degli oggetti preziosi e più di 2/3 del valore di stima degli altri beni.

Non è necessario un garante o una busta paga per ottenere i soldi: l’istruttoria è molto rapida e coincide con la mera valutazione dell’oggetto; nel momento in cui concede il prestito la banca concede al debitore una polizza al portatore, su cui sono riportate la data del riscatto e gli interessi. La durata del prestito purtroppo è molto limitata: si va da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno: quando arriva la scadenza il debitore può riscattare il bene impegnato versando alla banca la somma ottenuta e gli interessi pattuiti; se non lo fa, dopo 30 giorni la banca può mettere all’asta il bene (nel caso in cui il prezzo di vendita all’asta sia superiore alla somma dovuta, cosa molto rara, la differenza viene consegnata al debitore). Il prestito su pegno è un finanziamento senza garante e senza busta paga che può tornare utile in alcune occasioni (ad esempio se si ha bisogno di una piccola somma in tempi molto rapidi), ma vanno presi in considerazione anche i suoi aspetti negativi: la durata limitata, i tassi di interesse abbastanza elevati, l’importo contenuto (e inferiore rispetto al reale valore dell’oggetto) e la possibilità di perdere il bene impegnato.

Finanziamenti senza garante agevolati 2019

Ci sono anche altri finanziamenti senza garante che vengono concessi pure senza busta paga: giusto per fare un esempio pensiamo ai prestiti agevolati (o talvolta anche a fondo perduto) che vengono erogati da alcuni enti a favore di chi vuole dare vita ad una nuova attività; per finanziamenti di questo tipo vengono lanciati dei bandi che hanno l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia e dell’imprenditorialità in determinate zone del Paese o per determinate categorie di soggetti (per avere un’idea più precisa di quanto abbiamo detto è possibile dare un’occhiata al sito ufficiale di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa). Ci sono poi i prestiti d’onore, finanziamenti che vengono erogati senza garanzie e che prevedono rimborsi agevolati e interessi minimi; l’esempio tipico è rappresentato dal prestito concesso dallo studente (che presenta determinati requisiti e caratteristiche) che ha la possibilità di beneficiare di una linea di credito per l’intera durata del suo corso di studio, con il rimborso che inizia solo dopo un certo periodo dopo il termine del percorso (quando si presume che l’ex studente sia ormai entrato nel mondo del lavoro).

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