Finanziamenti Regione Umbria 2020: bandi a fondo perduto, imprenditoria femminile, giovanili, B&B, agriturismo

Per assecondare i desideri dei suoi 880.086 abitanti, la regione Umbria ha aperto dei bandi di finanziamento per definire e scegliere l’assegnazione dei fondi disponibili riservando una somma più o meno ingente ai vincitori del bando stesso. Talvolta l’importo di questo finanziamento è dato dallo Stato italiano, in altre occasioni, invece, i bandi per i finanziamenti vengono pagati alla regione dalla stessa Unione Europea.

Ma quali sono quelli attualmente disponibili e quale è il termine utile per inviare la domanda di partecipazione a questo genere di bandi? Vediamo quali sono i bandi del 2020 a cui poter partecipare dalla regione Umbria al fine di poter ricevere finanziamenti, anche a fondo perduto, riservati all’imprenditoria femminile o giovanile, per B&B e agriturismi.

Finanziamenti a fondo perduto Regione Umbria 2020: quali sono e come accedervi

Sono davvero innumerevoli i bandi aperti dalla regione Umbria per ottenere un finanziamento a fondo perduto in questo 2020.

Il primo bando per ottenere un finanziamento a fondo perduto nel 2020 nella regione Umbria è il Bando Isi Inail Smaltimento Amianto Contributo del 65% attivo anche nelle altre regioni italiane.

Questo bando non solo promette un finanziamento di ben 130000 euro a fondo perduto che, erogato in forma di bonifico bancario, copre il 65 % delle spese da sostenere con un ulteriore incentivo per coprire le spese di creazione dell’impianto delle linee vite per gli operai che si troveranno a lavorare sul tetto o per quelli che dovranno eseguire poi i lavori di manutenzione, ma anche la possibilità di fare bene all’ambiente e ai cittadini. Il Bando Inail Smaltimento Amianto Contributo del 65 %, infatti, permette di partecipare a tutte le imprese del territorio nazionale appartenenti al settore commerciale o industriale, a quello artigianale o agricolo e agli enti del terzo settore come  organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali et similia che presentino un progetto di bonifica da materiali contenenti amianto. Le uniche accortezze sono quella di avere la sede operativa in una Regione Italiana e di rispettare la data di scadenza della presentazione delle domande di partecipazione al bando, fissata per il 30 Maggio 2020.

Tale bando è dedicato a tutti i progetti che si prefiggano come obiettivi la diffusione della prevenzione e della salvaguardia della sicurezza sul lavoro al fine di ridurre le emissioni inquinanti dell’amianto, di ampliare la sostenibilità delle micro e piccole imprese, di aumentare  interventi similari di prevenzione e, ovviamente, di migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori stessi che spesso di trovano ancora a dover operare in stabilimenti che presentano ancora tetti, capannoni, condotte e tubazioni realizzate in amianto.

Un altro bando con finanziamento a fondo perduto aperto a tutte le regioni italiane è quello TRATTORI AGRICOLI bando inail 2020 a fondo perduto dal 40% al 50% per imprese agricole. Anche stavolta la data ultima per far pervenire la domanda di partecipazione è fissata per il 30 maggio 2020. Stavolta però, sebbene il bando sia aperto a tutti i settori di agricoltura, artigianato, commercio, industria e turismo, il bando è indirizzato specificatamente alle  micro e piccole imprese agricole operanti, più nel particolare, nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli. L’agevolazione prevista è un contributo a fondo perduto pari al 40 % che aumenta fino al 50 % se si tratta di imprenditori agricoli giovani. Se, invece, i vincitori del bando sono aziende che si occupano di trasformazione di prodotti agricoli o conto terzisti, allora il contributo aumenterà al 65 %. Il contributo reso disponibile dal bando varia da un importo minimo pari a 1000 euro e uno massimo che non dovrà superare il tetto di 60000 euro che dovrà servire per acquistare un nuovo trattore (in sostituzione o in aggiunta ad uno già esistente) o, più genericamente, nuova attrezzatura agricola (come, ad esempio, Rotoballe, Sega Taglia Legna, Decespugliatore, Carro Gru) purché siano investimenti realizzati per comprare macchinari che abbiano la funzione di operare direttamente per la alla cura e/o sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria alla coltivazione del fondo o all’allevamento di animali.

Imprenditoria femminile e giovanile: tutti i finanziamenti disponibili in Umbria nel 2020

Anche i bandi del 2020, come quelli degli anni precedenti, prevedono degli incentivi maggiori e differenziati per le donne imprenditrici e i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Le prime lasciate in disparte per troppo tempo continuano a farsi valere nel proprio settore lavorativo e, fortunatamente, non è raro imbattersi in numerose donne imprenditrici, mentre i secondi cercano di riscoprirsi pieni di speranza in loro stessi e nel proprio Paese che, proprio tramite questo genere di bandi e concorsi, punta a donare loro le garanzie che prima sembravano mancare.

Numerose sono le prospettive lavorative per donne e giovani, nel 2020.

Il primo bando, che ha come data di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione, è destinato ai settori dell’agricoltura; dell’artigianato; del commercio; dell’industria, comprese quelle già avviate in un tempo precedente alla durata del bando e quelle nuove appena create e, infine, del turismo. Questo bando, però, vuole soprattutto essere un aiuto economico a quelle che vengono considerate “categorie a rischio” e promette agevolazione tasso zero 2020 per le nuove imprese giovanili e femminili.

Attivo in tutte le regioni di Italia, il bando prevede che le società beneficiarie, le quali cioè possono inviare la domanda di partecipazione, siano costituite in forma societaria da non più di 12 mesi, cooperative comprese e che siano composte, per oltre la metà, da soci e  da quote che abbiano una età anagrafica compresa fra i 18 e i 35 anni oppure da donne. Nel caso di queste ultime, invece, non sono previsti limiti di età.

Il bonus offerto a coloro che vinceranno il bando sarà l’ottenimento di un mutuo a tasso zero a copertura massima del 75% dell’investimento ammesso il cui importo massimo non dovrà assolutamente superare la somma di 1, 5 milioni di euro.  Dopodiché sarà previsto un apporto dei soci di mezzi propri pari ad almeno il 25% dell’investimento ammesso e la restituzione in otto anni in rate semestrali.

Simile per modalità è anche il Bando Smart & Start. Finanziamenti Europei senza interessi fino all’80% per imprese innovative per la partecipazione del quale le domande di partecipazione verranno accolte fino al 31 luglio del 2020.

Le figure che potranno inviare la propria richiesta di partecipazione  sono Startup innovative di piccola dimensione che siano iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese come “Startup innovative” oppure un team che sia formato da un gruppo di persone fisiche anche residenti all’estero o di nazionalità straniera, intenzionato a costituire una Startup innovativa in Italia.

Le agevolazioni che il bando Smart & Start si prefigge di garantire al partecipante che vincerà il concorso è un mutuo senza interessi della durata massima di 8 anni di valore pari al 70% delle spese ammissibili per le imprese di tutte le Regioni d’Italia. La somma del finanziamento che i vincitori del bando avranno a loro disposizione è pari all’80 % delle spese ammissibili nel caso in cui la società sia interamente costituita da giovani (under 36) o da donne (senza limiti di età).

Per quanto riguarda le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, invece, è prevista una parte a fondo perduto fino ad un massimo del 20%.

Turismo e naturali: i finanziamenti offerti dai bandi per B&B e agriturismi in Umbria nel 2020

Numerosissimi sono stati i fondi, fino a 4 milioni di euro, stanziati dalla giunta regionale Umbria per i quinquennio che è partito nel 2014 e che si appresta a terminare quest’anno, nel 2020 per la creazione e lo sviluppo di agriturismi, fattorie didattiche e sociali.

Molti dei bandi che prevedevano la messa in palio dei finanziamenti depositati da parte dell’Unione Europea per il quinquennio 2014- 2020, però, sono già terminati o scaduti.

In compenso il primo bando che vi proponiamo per questo 2020, in realtà, nasce come concorso riservato alle regione del sud Italia che, però, visto il grande successo ricevuto negli anni precedenti, si è andato a ingrandire fino a coinvolgere anche le regioni del Cratere Sismico, cioè quelle che sono state colpite da terremoto, più nello specifico, nell’anno 2016 e 2017, cioè Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Stiamo parlando, ovviamente, del famoso bando Resto al Sud. Per partire con una nuova impresa.

Il bando è sempre stato aperto a tutti coloro che nell’anno in cui veniva presentata la domanda avessero avuto meno di 46 anni. Per quanto riguarda il bando del 2020, invece, a causa della Legge di Bilancio del 2020 che ha introdotto il regime transitorio in relazione all’estensione dei limiti di età, l’età anagrafica presa in considerazione fino al 31 dicembre 2020 sarà quella che si aveva il primo gennaio 2019. Il requisito di cui stiamo parlando implica il fatto che colui che abbia intenzione di inviare la propria domanda di partecipazione non dovrà superare i 46 anni di età. Dal primo gennaio 2021, invece, il fatto di essere under 46 dovrà verificarsi durante il periodo di presentazione della domanda.

La novità, cioè l’estensione del bando anche ai territori colpiti dal sisma del 2016 e del 2017, porta una nuova differenziazione rispetto al canonico bando di Resto al Sud. Per i territori colpiti, ben 24 comuni appartenenti alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e la nostra interessata, la regione Umbria, infatti, non sono previsti limiti di età. I 24 comuni sono stati scelti sui 116 presenti in base ai danni subiti a causa delle scosse di terremoto: questi comuni, infatti, presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. Questa modifica è stata introdotta dalla legge 156 del 12 dicembre 2019 (pubblicata in GU il 23 dicembre 2019) che modifica il DL 123/2019 che aveva esteso Resto al Sud ai comuni del cratere sismico centro Italia.

Nel particolare, i comuni della regione Umbria  a cui è rivolta la possibilità di partecipare sono quelli della Val Nerina colpiti il 24 Agosto 2016 cioè Arrone (TR); Cascia (PG); Cerreto di Spoleto (PG); Ferentillo (TR);  Montefranco (TR);  Monteleone di Spoleto (PG);  Norcia (PG);  Poggiodomo (PG); Polino (TR);  Preci (PG);  Sant’Anatolia di Narco (PG); Scheggino (PG); Sellano (PG) e Vallo di Nera (PG) e Spoleto (PG) per quanto riguarda quelli colpiti da terremoto nel 2017.

Anche gli aspiranti imprenditori delle regioni colpite dal Sisma del centro Italia, pertanto, potranno inviare la propria domanda di partecipazione e concorrere per ottenere un finanziamento che copra il 100 % delle spese con un importo massimo di 200000 euro. Non solo: dall’8 dicembre del 2019 possono presentare la propria domanda di partecipazione al bando Resto al Sud. Per partire con una nuova impresa che sostiene le nuove attività imprenditoriali anche chi è libero professionista, oltre aspiranti imprenditori e alle imprese  individuali e società, incluse quelle cooperative, già costituite o ancora da costituire. I criteri di selezione, però, riguardano alcune specifiche degli individui che inviano la domanda di partecipazione che dovranno essere maggiori di diciotto anni e minori di 46 nel caso delle regioni del sud o senza alcun limite di età nel caso che stiamo prendendo in esame e che dovranno obbligatoriamente essere residenti nelle regioni interessate entro 60 giorni dalla data di comunicazione della concessione dell’agevolazione (entro 120 giorni se precedentemente non si era residenti in altre regioni, ma residenti all’estero).  Ultima nota di spessore è il fatto che i soggetti risultati beneficiari delle agevolazioni non dovranno essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un ulteriore soggetto nel momento in cui le agevolazioni verranno rese disponibili prima e riscosse poi, pena la decadenza del provvedimento di concessione.

Allo stesso modo le imprese e le società che decidono di candidarsi al bando,  che siano esse del sud o provenienti dalle zone del sisma, devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle regioni a cui il bando Resto al Sud. Per partire con una nuova impresa è rivolto.

Tutte queste imprese dovranno lavorare nei settori dell’artigianato, dell’industria, delle produzioni agroalimentari, della pesca, dell’acquacoltura e nel settore terziario, rivolto alla fornitura di servizi, compresi quelli legati al mondo del turismo.

I beneficiari che potranno inviare la propria domanda di partecipazione al bando, infine, non dovranno risultare già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità e non dovranno essere stati titolari di attività di impresa in esercizio alla data di entrata in vigore del D.L. 91/2017 cioè al 21 giugno 2017.

Le agevolazioni disponibili qualora si risultasse essere vincitori del bando sono costituite da un finanziamento con importo pari fino a 200000 euro di cui 35% a fondo perduto + 65% finanziamento a tasso zero senza garanzie da restituire in 8 anni, con 2 anni di pre-ammortamento.

Con questa ingente somma i beneficiari del finanziamento messo in palio dal bando, vinto nella regione Umbria, che è quella presa attualmente in esame, così come in qualsiasi altra regione, dovranno attenersi alle tipologie di spese enumerate e rese possibili dal bando stesso che sono: opere edili relative  a  interventi  di  ristrutturazione  e/o manutenzione  straordinaria  per un massimo del 30 %  del programma di spesa; macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica; programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) relativi ai bisogni produttivi e gestionali dellla società; spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento del lavoro per un massimo del 20 % del programma di  spesa e, infine, per l’acquisto di per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale.

Il progetto imprenditoriale dovrà essere avviato dopo la presentazione della domanda, una volta conosciuta la data del primo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni e dovrà essere ultimato  entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione, salvo i casi in cui il Soggetto gestore accerti che il ritardo derivi da fatti o atti non imputabili al soggetto richiedente.

Tale progetto, che dovrà essere compilato utilizzando la procedura informatica e inviato online, dovrà obbligatoriamente contenere: dati e profilo del soggetto richiedente; descrizione dell’attività proposta; analisi del mercato e relative strategie; aspetti tecnici , produttivi ed organizzativi e, infine, gli aspetti economico-finanziari.

La data di ultimazione di tale elaborato dovrà coincidere con quella dell’ultimo titolo di spesa ammissibile.

Tutte le domande per il bando Resto al Sud. Per partire con una nuova impresa 2020, che si tratti di una regione del sud o di uno dei 24 comuni del centro Italia colpita dal sisma,compresi quelli che si trovano nella regione Umbria, dovrà pervenire a partire dall’8 dicembre del  2019 e saranno valutate in ordine cronologico di invio.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*