Finanziamenti per liberi professionisti 2019: fondi europei e bandi regionali di finanziamenti agevolati

Oggi ci soffermeremo sui finanziamenti per liberi professionisti. Vedremo quali sono i fondi europei e i bandi regionali previsti per il 2019 per questa particolare categoria di lavoratori.

Finanziamenti europei per liberi professionisti 2019: i fondi agevolati dall’UE

Il finanziamento, detto anche prestito, è la cessione di una somma di denaro con il vincolo della restituzione a un istituto di credito autorizzato. Ormai questo è un fatto risaputo e sempre più noto ai privati e alle imprese. I finanziamenti in genere prevedono un tasso di interesse oppure possono essere agevolati. Solitamente quelli pubblici sono a tasso agevolato se non persino a tasso zero.

Oggi sono sempre più numerosi gli istituti di credito che offrono diverse soluzioni per finanziare i liberi professionisti, ovvero quei lavoratori autonomi che scelgono di intraprendere un’attività in proprio. Mentre in passato essere un libero professionista di qualsiasi genere significava carriera assicurata e guadagni abbastanza continuativi, oggi esserlo comporta anche essere soggetti a continue oscillazioni. Ciò deriva da un mercato instabile e soggetto anche a ribaltamenti improvvisi.

Lontani quindi dai tempi di guadagni assicurati il libero professionista fatica spesso ad avere liquidità disponibile per intraprendere la sua attività, specialmente i più giovani. Di fronte a una realtà dunque sempre più difficile urge la necessità di richiedere dei finanziamenti da parte delle istituzioni europee o regionali.

Vediamo innanzitutto quali sono i fondi europei previsti per i liberi professionisti e  disponibili per l’anno 2019. Fino a qualche tempo fa questa categoria di professionisti, i lavoratori autonomi e i titolari di ditte individuali erano esclusi dall’accesso ai  fondi europei. Questi ultimi erano infatti rivolti ad altre categorie.

Adesso tuttavia le cose sono nettamente cambiate. Infatti con la Legge di stabilità del 2016 può accedere ai fondi anche questa tipologia di lavoratori. Con tale legge i liberi professionisti e i titolari di partita iva sono quindi equiparati alle PMI, ovvero alle piccole e medie imprese. La loro esclusione comportava senza dubbio molti limiti, in quanto spesso la richiesta agli istituti di credito privati

Ciò significa che un avvocato, un ingegnere, un medico, un architetto ecc possono accedere a questi fondi. Oltre a questa tipologia di lavoratori possono avere accesso  ai fondi europei anche grafici, sviluppatori, consulenti aziendali ecc. A stabilirlo è stata una raccomandazione europea del 6 maggio 2003 n. 361 che assimila le libere professioni alle imprese. Questa è stata sicuramente una svolta rispetto al passato che vedeva invece questa categoria esclusa dai finanziamenti.

Grazie ai finanziamenti europei agevolati i liberi professionisti possono ad esempio ottenere una riduzione del costo del debito, fino alla riduzione delle garanzie fideiussorie nel caso di un mutuo. La Commissione europea ha previsto quindi un piano di rilancio per sostenere i liberi professionisti. In particolare è stata prevista l’estensione dei piani operativi POR e POS dei fondi strutturali FSE e FERS, previsti fino al 2020.

Vediamo quindi quali sono i fondi europei messi a disposizione nel 2019 per i liberi professionisti. Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico ed esiste dal 2000. Con questo fondo l’Unione Europea e lo Stato affiancano i professionisti con difficoltà ad accedere al credito bancario perché hanno poche garanzie.

Vi possono accedere i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali oppure aderenti ad associazioni iscritte nell’elenco del ministero dello Sviluppo Economico. Possono essere pertanto  finanziate iniziative di durata non inferiore si 36 mesi; sul capitale di rischio; di consolidamento delle passività; altre operazioni finanziarie.

Avendo lo Stato come garante i liberi professionisti ottengono più facilmente i finanziamenti. Allo stesso tempo ne beneficiano anche le banche che non andranno incontro al rischio dell’insolvenza. In questi anni sono state create delle sezioni speciali del Fondo in base alle regioni a cui si rivolge e in base alla tipologia di settore.

I liberi professionisti possono pertanto accedere ai bandi di concorso per i fondi strutturali FESR, ovvero il Fondo Eurooeo di Sviluppo Regionale. Si tratta di fondi gestiti congiuntamente dalla Commissione Europea e dai paesi dell’UE. Questi fondi sono gestiti dagli stessi paesi attraverso accordi di partenariato, che comportano una distribuzione dei finanziamenti alle varie regioni.

Ma come si fa a presentare domanda? Diciamo subito che i liberi professionisti non possono presentare domanda direttamente ma devono rivolgersi a una banca convenzionata, che si occuperà del disbrigo delle pratiche.

Uno dei problemi che affligge il nostro Paese per quanto riguarda i Fondi europei è il fatto che ogni anno perdiamo in media 2,5 miliardi di finanziamenti perché non ne siamo a conoscenza o perché si fatica a reperire le informazioni. Sul sito contributi Europa dopo essersi registrati è possibile ad esempio accedere a tutti i bandi di proprio interesse.

Finanziamenti agevolati regionali per liberi professionisti 2019

Oltre ai fondi europei anche le regioni propongono diversi finanziamenti agevolati per i liberi professionisti. Vediamo quindi quali sono i fondi regionali agevolati previsti per il 2019. I finanziamenti regionali sono quasi sempre gli stessi in tutte le regioni, ad eccezione di qualche variante. Questo è senza dubbio la dimostrazione di un emergente interesse verso i finanziamenti o fondi. Ciò grazie a un maggiore interesse rispetto a questi finanziamenti.

Per quanto riguarda i fondi agevolati, la regione Lombardia ha adottato la delibera X/3960 per il Programma operativo regionale, per finanziare il bando Start e Restart. Potranno presentare domanda i liberi professionisti anche in forma associata per attività aperte da non più di 24 mesi o che vogliono avviarla.

Le spese ammesse riguardano l’acquisto di attrezzature tecnologiche; gli arredi; i beni strumentali; i sistemi di sicurezza;i costi per la partecipazione ad eventi;la pubblicità; la ristrutturazione dei locali;gli adempimenti di legge per l’avvio dell’attività; le spese per le garanzie; la locazione di locali per l’attività; gli oneri per le operazioni di microcredito.

I professionisti possono presentare domanda massimo 2 volte in 3 anni per un totale di massimo 20 mila euro. La possibilità di accedere due volte al finanziamento rappresenta senza dubbio una buona occasione per finanze la propria attività.

Terminati i tempi d’oro in cui un libero professionista facilmente si arricchiva nel giro di pochi anni le istituzioni hanno approntato diverse altre forme di finanziamento come ad esempio quello a tasso agevolato 2019.

Possono accendere al Finanziamento a tasso agevolato 2019  per l’accesso al credito i liberi professionisti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto. Questo finanziamento è presente praticamente a livello nazionale ed è il chiaro segnale della necessità e del supporto necessario per i lavoratori autonomi.

Sono beneficiari di questo fondo i liberi professionisti che alla data di presentazione della domanda siano titolari di Partita Iva e che dichiarino un fatturato di massimo 100.000 euro negli ultimi 12 mesi. Il finanziamento è con mutuo chirografario a tasso 0 con un minimo di 5000 euro e un massimo di 25.000 euro. La durata massima del finanziamento è di 5 anni e la possibilità di godere di 1 anno di pre-ammortamento.

Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2020.Sono ammesse le spese per l’acquisto di beni e di materie prime; il pagamento di corsi di formazione; esigenze di liquidità connesse allo sviluppo dell’attività; investimenti di innovazione ecc.

Un altro bando regionale molto importante per i giovani professionisti è il famoso Resto al Sud attivo nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e  Sicilia. Il bando scade il 31 ottobre 2019. L’agevolazione copre il 100% di cui il 35% a fondo perduto e il restante 65% con prestito a tasso zero. Il finanziamento parte da un minimo di 50.000 euro per 1 socio a un massimo di 200.000 euro per 4 soci.

Il progetto dovrà prevedere una spesa minima di 5000 euro, per finanziare nuove attività intraprese da giovani professionisti di età compresa tra i 18 e i 45 anni. È stata ampliata l’età per l’accesso, sulla base delle difficoltà dei giovani a inserirsi nel mondo del lavoro.

Il finanziamento Resto al sud è esteso anche a chi vive all’estero ma ha intenzione di creare impresa nel meridione. Inoltre si tratta di un bando che ha avuto diverse edizioni, chiaro segnale che si tratta di un bando utile e che funziona specialmente nelle regioni meno sviluppate dell’Italia.

Come sempre in prima linea con i finanziamenti vi è  la regione Piemonte con il finanziamento a tasso agevolato di cui abbiamo parlato poco fa e che abbiamo visto essere presente anche in altre regioni italiane. Per entrare un attimo nel dettaglio questo finanziamento è pari al 100% della spesa ammissibile di cui il 50% con fondi regionali e il 50% con fondi bancari.

Il tetto minimo di finanziamento è di 5000 euro mentre quello massimo di 60.000. Inoltre sono considerate prioritarie le richieste provenienti da donne.

È espressamente riservato alle libere professioniste donne il bando della regione Lazio “Innovazione Sostantivo Femminile” con scadenza fissata al 12 novembre 2019. Questo bando intende sostenere la nascita di progetti imprenditoriali innovativi da parte delle donne libere professioniste con partita IVA. Con tali contributi si possono finanziare progetti per la realizzazione di nuovi prodotti o servizi tramite l’uso di nuove tecnologie. Il finanziamento è a fondo perduto in una misura compresa tra il 50% e l’80% dell’importo complessivo del progetto e non fece superare i 40.000 euro. Il progetto di investimento deve essere realizzato sul territorio della regione Lazio.

Quest’ultimo bando previsto nel Lazio contribuisce a supportare il lavoro femminile che ad oggi è ancora soggiogato e represso dai luoghi comuni.

Possono presentare domanda anche le libere professioniste che intendono spostarsi nella regione Lazio. I costi ammissibili sono quelli di progetto, quelli del personale e quelli indiretti. Tra i costi di progetto da rendicontato sono ammesse le spese di investimenti materiali (acquisto di attrezzature, software ecc.); investimenti immateriali (brevetti, licenze ecc.); canoni per servizi in modalità cloud; consulenze specialistiche.

Per quanto riguarda le tempistiche il progetto dovrà essere completato in 9 mesi dalla data di concessione. Il contributo verrà erogato a saldo in un’unica soluzione, dopo la rendicontazione delle spese reali sostenute.

Solitamente la prassi per la presentazione delle domande di finanziamento è quasi sempre prevista da ogni singolo bando. In linea di massima alla domanda compilata e firmata vanno allegati il business plan, oltre al codice fiscale e agli altri documenti di riconoscimento.  Ci i potrebbe confondere per le mille cose da fare, specialmente per chi non è abituato a queste cose.

Per avere ulteriori informazioni sui finanziamenti a tassi agevolati vi sono diversi siti specializzati che offrono consulenza gratuita. Di fatto non è proprio semplicissimo muoversi in questo settore, per cui bisogna sempre tenersi aggiornati sulle novità e tenere conto delle scadenze. Superati i termini infatti non è possibile presentare nessuna domanda  è ciò significa avere sprecato un’occasione possibilmente importante.

Un altro bando rivolto anche ai liberi professionisti e attivo in tutte le regioni italiane è il Microcredito 2019 Prestito Agevolato fino a 35.000 euro per le Nuove Imprese con scadenza il 30 novembre 2019. Tale bando eroga finanziamenti a tasso agevolato per un massimo di 35.000 euro. Le domande sono presentabili Gino ad esaurimento fondi.

Con il Microcredito sono ammesse spese per acquisto di beni, incluse materie prime per produrre beni e servizi; retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori (durata massima 7 anni); pagamento di corsi di formazione per elevare qualità professionalie capacità tecniche. Inoltre sono ammesse spese anche per i corsi di formazione universitaria e post-universitaria.

Il Microcredito presenta diversi vantaggi. Innanzitutto non prevede alcuna firma di garanzia. L’importo viene garantito all’80% dal fondo di garanzia statale. Infine viene finanziato anche l’importo dell’IVA ed è prevista una dilazione di 6 mesi prima del rimborso della rata. Solitamente il prestito ha una durata di 6 anni e non di 5 come quello della banca.

Tra i requisiti richiesti bisogna non essere segnalato al Crif, quindi non essere stato un cattivo pagatore, non avere una partita IVA da più di 5 anni e non avere più di 5 dipendenti.

Anche la Regione Toscana punta al potenziamento delle attività dei liberi professionisti con i Finanziamenti agevolati investimenti in nuove tecnologie – Imprese Regione Toscana. Questi bando con scadenza il 31 ottobre 2019 prevede un finanziamento a tasso zero non supportato da garanzie patrimoniali o personali. Prevede la copertura del 50% del costo ammissibile sugli investimenti in RIS3; 60% del costo totale sugli investimenti in beni materiali e strumentali; il 70% del costo totale ammissibile sugli investimenti materiali ecc. La durata del finanziamento è di 7 anni, con un pre-ammortamento tecnico di massimo 3 mesi. Il rimborso invece avviene rate semestrali posticipate.

Sono considerate spese ammissibili quelle per materiali nuovi come impianti, macchinari ecc e quelle per brevetti, licenze ecc. Si parla così di beni materiali e immateriali.

Se state cercando dei finanziamenti vi consigliamo inoltre di consultare anche i diversi bandi scaduti. Questi  potrebbero essere infatti  riproposti nuovamente per cui è bene prestarvi attenzione. Inoltre ricordiamo che diversi bandi sono comuni a più regioni per cui le specifiche saranno valide per tutte.

Oltretutto poiché si tratta di una materia complicata e potreste incontrare difficoltà, è consigliabile rivolgersi a enti specializzati. La difficoltà risiede prima di tutto nella  comprensione del bando e in secondo luogo nella presentazione della documentazione. Spesso infatti le procedure sono lunghe e non tutti proseguono per questa strada, quando invece dei fondi potrebbero sostenere molto un’attività specialmente sul nascere.

Oltre ai finanziamenti pubblici esistono anche quelli privati che non sono chiaramente a tasso zero o agevolati come i primi. Le banche richiedono spesso diverse garanzie che questa tipologia di lavoratori non può spesso dare..I fondi agevolati o perfino a tasso zero invece supportano decisamente le attività economiche, dando così respiro a un’economia tendenzialmente instabile.

Inoltre anche Invitalia , ovvero l’organo che eroga i prestiti d’onore in Italia, propone in maniera saltuaria dei bandi per lavoratori autonomi. Tuttavia i finanziamenti erogati dagli enti pubblici restano in primis convenienti per i loro tassi agevolati e talvolta anche zero. Sono proprio questo finanziamenti che fanno girare l’economia provvedendo a un uso consapevole di fondi che prima rimanevano inutilizzati.

L’auspicio è che si continui a utilizzare queste opportunità per la crescita economica del nostro Paese.

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