Finanziamenti per aprire un negozio 2019: bandi a fondo perduto per negozi di alimentari, abbigliamento e servizi

Aprire un negozio con un finanziamento agevolato si può. Avviare un’attività commerciale non è mai stato semplice e non lo è ancor più ai nostri giorni per vari motivi da quelli burocratici a quelli strettamente economici. Tuttavia grazie ai finanziamenti statali, regionali o europei può in un certo senso diventare più semplice. Esistono anche dei finanziamenti elargiti dai privati, ma solitamente non presentano le condizioni vantaggiose di quelli pubblici.

Vi sono poi i finanziamenti a fondo perduto che rappresentano un’importante occasione  per usufruire di agevolazioni fondamentali per chi intende creare un’attività. Questa tipologia di bandi consente di avere delle agevolazioni notevoli, a fronte della difficoltà a ottenere credito da un istituto bancario ad esempio. Ci vogliono infatti garanzie su garanzie che spesso non si possiedono in tempi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo.

Spesso non si è a conoscenza della possibilità di ottenere dei finanziamenti pubblici. Anzi di frequente è accaduto che i finanziamenti siano rimasti praticamente inutilizzati. Un fatto frequente purtroppo nel nostro Paese. Questa è la ragione per cui vi informeremo sui bandi a fondo perduto del 2019 per aprire un negozio.Ci soffermeremo in particolare sui finanziamenti per aprire i negozi di abbigliamento, di alimentari e di servizi vari.

Finanziamenti 2019 per aprire negozi di abbigliamento e di alimentari

Avviare un’attività commerciale rappresenta potenzialmente una buona opportunità per crearsi un futuro lavorativo, specialmente in un contesto quale quello odierno in cui il lavoro dipendente scarseggia. Tuttavia aprire un negozio non è così semplice. Innanzitutto occorre sbrigare diverse pratiche burocratiche e poi vi è il grosso ostacolo del denaro per pagare affitti, acquistare un immobile, la merce ecc.. Le banche infatti erogano finanziamenti richiedendo un elevato numero di garanzie che spesso le piccole attività non possiedono.

È inutile negarlo perché per aprire un negozio ad esempio di abbigliamento o di alimentari ci vogliono tanti soldi per acquistare la merce, pagare l’affitto dei locali, acquistare scaffali, comprare materiali per addobbare il negozio o migliorarlo sotto il profilo strutturale, ecc..Capiamo benissimo quindi quanto sia costoso sostenere tali spese ai giorni d’oggi. Ciò per non significa che si deve rinunciare al proprio sogno di avviare un’attività.

Ma come fare quindi se le risorse non sono tante ma si vuole aprire un negozio di abbigliamento o di alimentari? Come dice un detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” ma non è qualcosa di impossibile.

Pochi sono a conoscenza infatti  della possibilità di ricevere un finanziamento a fondo perduto per dare vita alla propria attività commerciale. I finanziamenti in genere  provengono da enti pubblici quali appunto le Regioni, lo Stato e  l’Unione Europea. In particolare i finanziamenti a fondo perduto si caratterizzano per il fatto che la cifra stanziata in genere non deve essere restituita, né sono previsti tendenzialmente interessi. Il fondo perduto però può riguardare una parte della somma richiesta, mentre l’altra può anche essere soggetta a degli interessi agevolati.

Tuttavia cercare dei bandi europei o regionali per finanziare la propria attività non è proprio facile. Questa è una delle ragioni per cui spesso si è usufruito poco o nulla di queste risorse economiche. Spesso anzi i finanziamenti europei sono praticamente ritornati indietro. Un problema diffuso in buona parte delle regioni italiane. Inoltre i bandi vanno interpretati e specialmente nel caso di quelli europei può subentrare qualche difficoltà linguistica in quanto sono solitamente scritti in lingua inglese. Ma non possono d certo essere delle buone ragioni per scoraggiarsi nella ricerca del proprio finanziamento.

Vediamo nello specifico quali sono pertanto i bandi a fondo perduto previsti nel 2019 per finanziare negozi di abbigliamento e di alimentari.Chiaramente si tratta degli ultimi bandi per questo anno, in attesa che si preparino le novità previste per  il 2020.

Per quanto riguarda nello specifico i negozi di abbigliamento la loro apertura è disciplinata dalla legge 223 del  2006. Nonostante un calo nel settore tessile risalente a diversi anni fa, oggi la situazione sembra stia migliorando, grazie al fatto che diversi gruppi aziendali ricorrono al finanziamento di risorse. Questo finanziamento riguarda principalmente le catene in franchising. Cerchiamo quindi di capire quali sono i finanziamenti pubblici previsti per questo settore ma anche per quello alimentare, che sembra però aver sofferto meno di quello tessile.

La Regione Liguria ha pubblicato il Bando Commercio 2019 per finanziare le micro, piccole e medie imprese per lo sviluppo del settore commercio al dettaglio e della somministrazione di bevande e alimenti. Il piano di investimento potrà essere di minimo 12.500 euro e massimo 62.500 euro. Il finanziamento non potrà essere inferiore a 10.000 euro e superiore a 50.000 euro. La scadenza di questo bando è fissata al 27 dicembre 2019. C’è quindi ancora tempo per presentare domanda.

Vediamo quali sono le spese ammesse da questo bando. Per le piccole imprese che esercitano attività di vendita di merci alimenti sono ammesse le spese che riguardano l’acquisto di automezzi attrezzati a negozio; l’acquisto e l’installazione degli arredi e delle attrezzature per la conservazione e commercializzazione della merce; spese per ottenere fideiussioni bancarie e assicurative.

Il finanziamento avrà una durata di 10 semestri e un periodo di pre-ammortamento di 2 semestri.

Un finanziamento a fondo perduto per l’installazione di apparati di sicurezza negli esercizi commerciali è previsto dalla Regione Sicilia fino a esaurimento fondi. La dotazione finanziaria è di 834.000 euro. Si tratta

quindi di una bella cifra se state pensando di mettere su un’attività in Sicilia e avete necessità di fondi per avviarla in proprio o in franchising.

Sempre dedicato al settore commercio, quindi anche a quello dell’abbigliamento e degli alimentari, è il bando della regione Sicilia L.R. 37/2000 che prevede un finanziamento a tasso agevolato fino ad esaurimento dei fondi. La Regione Sicilia sta quindi mostrando una certa reattività negli ultimi anni e una maggiore sensibilizzazione a proposito, a fronte di vivacizzare il mercato.

È stato pensato per aprire un negozio il bando Fondo Futuro della regione Lazio la cui scadenza è stata posticipata al 19 dicembre 2019. Con questo bando è possibile ottenere un finanziamento agevolato fino a 25.000 euro. Vi possono accedere microimprese sotto forma di ditte individuali, titolari di partita Iva o microimprese con difficoltà ad accedere al credito. Per accedere al Fondo Futuro bisogna avere sede operativa nel Lazio.

Sempre nell’ambito del Fondo Futuro della Regione Lazio per l’anno 2019 è inoltre prevista una Riserva Sisma di 3 milioni di euro riservata alle imprese operative in uno dei 15 comuni dell’area del cratere sismico.

Finanziamenti a fondo perduto per aprire un negozio di servizi nel 2019

Come abbiamo già detto in precedenza i finanziamenti regionali o europei rappresentano un’importante opportunità per avviare un’attività in proprio, specialmente se non si è in possesso di grandi capitali. A ciò può subentrare anche una forma di scoraggiamento dovuto proprio alla scarsezza dei mezzi a disposizione. Questo perché spesso si fa poca pubblicità dei fondi e non si è messi nella condizione di accedervi con semplicità.

Oltre che per aprire i negozi di abbigliamento e di alimentari vi sono alcuni finanziamenti previsti per avviare attività di servizi di vario tipo. Nuove imprese a tasso zero ad esempio è un importante finanziamento a tasso zero nato con l’obiettivo di sostenere le imprese di tutta Italia, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni oppure da donne. Esso prevede il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro e può coprire fino al 75% delle spese ammissibili. Per il restante 25% si richiede un cofinanziamento da parte dell’impresa tramite proprie risorse o tramite una banca.

L.e domande di questo bando vengono valutate in base all’ordine cronologico di presentazione. Si possono finanziare servizi alle persone, alle imprese e commercio di beni e servizi.

Anche la Regione Veneto offre un finanziamento agevolato fino a 1.500.000 euro alle PMI del settore industria, artigianato, commercio e servizi. Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento dei fondi. Il finanziamento prevede un 50% a tasso zero e l’altro a un tasso agevolato.

Le PMI devono essere finanziariamente sane. Il finanziamento può essere utilizzato per l’acquisto di macchinari, impianti e altri beni. Si offre anche supporto per la ricapitalizzazione aziendale, per il consolidamento di passività bancarie e per altri generi di necessità.

Per avviare un’attività di servizi un bando sempre aperto presente in tutte le regioni è lo Start up competition e 3Reg Confindustria. Tale bando è destinato a progetti innovativi ed è un contributo a fondo perduto con una dotazione finanziaria pari a 1.000.000 euro. Ancora più noto è il bando Resto al Sud destinato a imprese e persone fisiche del Sud Italia. La dotazione finanziaria è di 1.250.000 fino a esaurimento dei fondi. Resto al Sud è uno dei bandi più importanti per finanziare le attività commerciali, nato con l’obiettivo di vivacizzare l’economia del meridione cercando il più possibile di far restare i giovani al Sud.

Un altro  importante e noto bando emanato dalla Regione Puglia è NIDI. Il Fondo è gestito dalla Regione Puglia con il sostegno dell’Unione Europea, tramite il programma operativo FESR-FSE Puglia2014-2020. NIDI si rivolge a chi vuole avviare una nuova attività; oppure chi ha un’attività da meno di 6 mesi; oppure quelle attive da più di 6 mesi ma che siano state rilevate a causa di crisi ecc. La società dovrà essere costituita almeno per metà da giovani di età tra i 18 e i 35 anni;  donne di età superiore ai 18 anni; disoccupati che non abbiamo avuto contratti subordinati nell’ultimo mese; persone in procinto di perdere il posto di lavoro; i titolari di partite Iva non iscritti al registro delle imprese.

Ma come si fa a presentare domanda per il finanziamento NIDI? All’inizio si deve compilare una domanda preliminare in cui si inseriscono le caratteristiche tecniche ed economiche del progetto, il profilo dei soggetti proponenti; l’ammontare degli investimenti previsti. La domanda preliminare va compilata sul sito della regione Puglia. A seguire se la domanda rispetta i requisiti vi sarà un colloquio di tutoraggio presso Puglia Sviluppo. Durante questo colloquio si andrà più a fondo e si stabilirà chi sarà meritevole di ricevere il finanziamento.

Le agevolazioni previste da questo importante bando della regione Puglia variano in base al valore dell’investimento. Ad esempio se si prevede un investimento di 50.000 euro l’agevolazione è pari al 100%. Se è previsto un investimento tra i 50.000 e i 100.000 euro l’agevolazione è del 90% ecc.NIDI agevola l’avvio di nuove imprese nell’ambito dei servizi di informazione e comunicazione, servizi di supporto alle imprese, attività di servizi alle persone ecc.

Con il fondo regionale Microcredito la Regione Emilia Romagna permette l’accesso al credito agevolato alle microimprese che solitamente faticano ad avere accesso al credito. Le imprese individuali e le società di persone possono accedere al finanziamento se non sono attive da più di 5 anni. Sono ammessi interventi per l’acquisizione di beni, corsi di formazione, esigenze di liquidità, investimenti in innovazione ecc. Il finanziamento è con mutuo chirografario a tasso 0 compreso tra un minimo di 5000 a un massimo di 25.000 euro. La durata massima del finanziamento è di 5 anni, con opportunità di usufruire di 1 anno di preammortamento.

Vi sono poi diverse iniziative di finanziamento di genere, solitamente rivolte alle donne. Come noto infatti le donne sono ancora purtroppo considerate un anello debole all’interno della catena lavorativa. Ruoli inferiori e stipendi più bassi sono infatti destinati alle donne nonostante siamo alle soglie del 2020. Questo è il motivo per cui buona parte dei finanziamenti pubblici cominciano a essere espressamente dedicati ad iniziative di imprenditoria femminile.

A sostegno dell’imprenditoria femminile vi  è per l’appunto il bando previsto dalla Regione Friuli Venezia Giuliaper i settori del commercio, artigianato, turismo e dei servizi. Possono richiedere il contributo le attività iscritte al registro delle imprese da meno di 36 mesi. Il contributo è pari al 50% delle spese ammesse a progetto e va da un  minimo di 2500 euro a un massimo di 30.000 euro. Sono ammesse le spese per investimenti materiali, per la creazione dell’attività e delle operazioni di Microcredito. Questo incentivo prevede anche la copertura di spese per avviare l’attività in franchising, ovvero di catene di negozi.

Per restare nell’ambito degli incentivi alle imprese femminili vi sono anche altri bandi sempre regionali.

Simile al bando della regione Friuli è quello della regione Lazio ovvero Innovazione Sostantivo Femminile, con una dotazione finanziaria di 1 milione di euro e risorse specifiche per alcuni comuni delle aree di crisi. Questa agevolazione è rivolta solo ai progetti di imprese femminili e aspiranti imprenditrici. Questo bando prevede un contributo a fondo perduto compreso fra il 50% e l’80% del costo del progetto per un massimo di 32.000 euro. L’importo complessivo erogato è di 1 milione di euro.

Precisiamo che si tratta di un bando per finanziare attività non tradizionali. Quindi se avete in mente di erogare servizi innovativi potrebbe fare al caso vostro. Sono ammesse le spese per i costi di progetto per un importo non inferiore ai 15.000 euro; i costi del personale a forfait, i costi indiretti a forfait. Soprattutto nel settore servizi è possibile sperimentare e dare vita ad attività nuove e originali, specialmente in un mondo che cambia costantemente sulla scorta della rivoluzione digitale e non solo. Si potrà proporre ad esempio un servizio tradizionale ma reso moderno e al passo con i tempi. C’è sempre spazio quindi per le nuove idee e la creatività.

Ricordiamo che per ottenere un finanziamento a fondo perduto solitamente occorre redigere un business plan, ovvero il piano di spese per il proprio negozio. Redigere un business plan non è proprio semplicissimo, tuttavia si possono trovare aiuti in rete o leggendo le tracce indicate nei bandi a cui si intende partecipare.

Attualmente non sono presenti bandi a fondo perduto per avviare delle attività commerciali in Abruzzo, Basilicata, Calabria e altre regioni italiane che non abbiamo citato in questo articolo. Ciò però non vuol dire che queste regioni non presentino bandi o incentivi per finanziare le attività commerciali. Diversi bandi infatti sono scaduti approssimandosi la fine del 2019. Ad oggi non è dato sapere quali iniziative verranno promosse.

La maggior parte delle novità a proposito di finanziamenti saranno rese note nel 2020. Si consiglia quindi di tenersi aggiornati navigando nel web a caccia di notizie, prima della scadenza dei bandi. Nella maggior parte dei casi non si troveranno con facilità notizie sui quotidiani normali, ad eccezione di quelli locali. E non sempre è così.

Per trovare informazioni in genere è preferibile consultare alcuni siti specializzati e che fungono da motore di ricerca dei bandi, inserendo la regione e il tipo di attività da voler avviare. Oppure in caso contrario potrete consultare i siti regionali che hanno delle sezioni preposte ai bandi di finanziamento. Tuttavia anche in questo caso anche gli stessi siti regionali che dovrebbero fornire le informazioni ufficiali non risultano aggiornati.

In buona sostanza ci vuole tanta pazienza e forza di volontà per cercare le informazioni giuste, senza scoraggiarsi di fronte agli ostacoli della ricerca nel web.

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