Finanziamenti per aprire un birrificio 2020: bandi europei a fondo perduto per birrificio agricolo e artigianale

Aprire un birrificio è un sogno condiviso da moltissimi appassionati di questa bevanda. I costi di produzione e tutti i certificati richiesti dalla legge, sono le due cause principali che portano gran parte delle persone a desistere dal combattere per questo progetto, ma per il 2020 ci potrebbero essere delle importantissime novità.

All’interno del seguente articolo, si parla di tutti i finanziamenti stanziati al livello europeo, volti a sostenere l’apertura di birrifici agricoli ed artigianali e dei bandi a fondo perduto previsti per l’anno che sta per arrivare.

Finanziamenti europei a fondo perduto per aprire un birrificio: i bandi 2020

Come ogni anno, anche per il 2020 l’Unione Europea si è proposta di stanziare dei contributi al fine di sostenere le nuove attività imprenditoriali piccole e medie.

Grazie a strumenti di sostegno come i finanziamenti a fondo perduto, tutti coloro che vogliono avviare un’attività quale un birrificio artigianale oppure agricolo, possono farlo tentando di rientrare all’intero dei vari programmi proposti.

I finanziamenti a fondo perduto sono erogazioni di soldi in conto capitale, che vengono elargiti come investimenti e coloro che vengono nominati beneficiari, non devono restituire il capitale erogato ma nemmeno gli interessi calcolati su di esso.

Per queste peculiarità, gli investimenti a fondo perduto rappresentano spesso una vera ancora di salvataggio per le piccole imprese emergenti, in quanto gli aiuti servono per acquistare strumenti di lavoro come i macchinari, gli arredi e gli impianti informatici.

Le tipologie di finanziamento predisposte dall’Unione Europea per il 2020 sono due: dirette ed indirette.

Per il primo caso si fa riferimento a fondi assegnati con call for proposal e non sono volti a coprire per intero tutti i costi del progetto.

Il candidato deve infatti essere in grado di dimostrare la capacità di sostenere la restante parte della spesa.

I finanziamenti indiretti sono quelli che hanno gran parte dell’attenzione: è possibile accedere a questi solamente a seguito della partecipazione a concorsi e bandi di gara.

Questi ultimi si prefiggono l’obiettivo di sostenere la coesione, la crescita economica ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini di tutta la comunità europea.

I beneficiari devono rispondere a dei precisi requisiti e le loro idee devono essere conformi a criteri di innovazione, stimolo alla concorrenza e promozione di nuovi business plan.

La proposta di bandi dell’Unione Europea è davvero molto ampia, dunque per essere sempre aggiornati su tutte le ultime novità è fondamentale seguire il sito ufficiale www.europa.eu, alle sezioni “UE per tema” oppure “Vivere e fare impresa nell’UE”.

La partecipazione richiede anzitutto la compilazione della domanda entro il termine di scadenza previsto ed una precisione nell’invio di tutta la documentazione necessaria delineata all’interno del regolamento.

Un consiglio molto utile per avere una possibilità ulteriore di ottenimento dei presiti finanziari, è  la stesura di un business plan dettagliato e mirato.

Anche per il prossimo anno, gran parte delle domande di finanziamento a fondo perduto sono gestite da piattaforme satellite quali Invitalia, partner ufficiale del Ministero dello sviluppo economico che gestisce oramai da diversi anni gran parte dei bandi per i fondi europei strutturali.

I finanziamenti europei a fondo perduto, rappresentano una risorsa fondamentale in ambito economico e di sviluppo.

Infatti grazie al sostegno a realtà occupazionali e produttive, c’è la possibilità di promuovere tutte le aree in cui c’è scarsità di lavoro e disoccupazione soprattutto nella fascia giovanile.

Le iniziative poste in essere dall’Unione Europea hanno il compito di sviluppare tutti i progetti che interessano l’ambito comunitario, in linea con una crescita anzitutto sociale, ma successivamente anche civile ed economica.

Finanziamenti per aprire un birrificio artigianale 2020

Prima di poter parlare di come fare richiesta per un finanziamento per l’apertura di un birrificio artigianale, è fondamentale dare una chiara definizione di questa attività imprenditoriale.

La Unionbirrai, ovvero l’associazione più importante del settore, ritiene “artigianali” tutte le produzioni che non prevedono il consumo in loco o in locali attigui; la birra deve essere infatti imbottigliata e\o infustata per poi essere venduta all’esterno.

Questa caratteristica permette di delineare una distanza netta  dai Brewpub, che sono luoghi particolarmente frequentati da appassionati e da giovani, all’interno dei quali c’è produzione e vendita diretta ai consumatori finali.

L’avvio di un birrificio artigianale deve rispondere ad una serie di norme e richiede anzitutto degli spazi idonei, un buon impianto di produzione e delle attrezzature accessorie fondamentali come scaffalature, celle frigorifero e molto altro.

Grande attenzione deve poi essere risposta nei confronti del laboratorio di produzione, il quale richiede altrettante caratteristiche strutturali come l’area deposito materie prime (malto, luppolo, lieviti, bottiglie, ecc), l’area di produzione (superfici lisce e facili da pulire),l’area stoccaggio prodotto finito (bottiglie, fusti, ecc.), lo spogliatoio, il bagno e l’antibagno ed infine gli uffici per revisionare i conti, fare gli ordini ed emettere fatture.

Le spese iniziali di avvio sono variabili, ma comprendo sempre: l’apertura della partita IVA, i permessi per aprire l’attività, le spese per le certificazioni richieste all’apertura, il corso HACCP, l’iscrizione presso Inps e Inail ed infine l’apertura dell’attività presso la camera di commercio di competenza.

Chiaramente oltre a quelle sopracitate vanno sommate anche le spese di gestione ed ovviamente quelle di sponsorizzazione e marketing.

Tutti questi adempimenti insieme, permettono di stimare un costo di apertura che varia dai 100.000€ fino ai 300.000€.

In questa prospettiva, la cifra da affrontare non è propriamente alla portata di tutti coloro che hanno intenzione di avviare un’attività di questo genere.

Per cercare di ovviare al problema, le soluzioni plausibili sono la richiesta di un mutuo presso gli istituti di credito, oppure avvalersi di uno dei finanziamenti posti in essere dall’Unione Europea per le microimprese.

In quest’ultima ottica, un importantissimo punto di riferimento è COSME, ovvero un programma europeo previsto per il 2020, pensato per le piccole e medie imprese.

Uno degli obiettivi principali è quello di favorire lo sviluppo attraverso lo strumento della garanzia sui prestiti, ma anche  grazie all’impiego di capitale di rischio per la crescita.

Il COSME sostiene l’applicazione del piano d’azione per l’imprenditorialità 2020, che comprende attività di mobilità ma sopratutto di scambio, con il proposito di favorire l’accesso a tutte le opportunità provenienti dal mercato unico europeo ma anche da quel provenienti dai mercati extraeuropei.

Il progetto di COSME parte dal presupposto che le piccole e medie imprese, ad oggi si  presentano come una vera e propria spina dorsale per l’economia, dunque la loro promozione è in grado di creare nuovi posti di lavoro, essenziali per il rilancio di specifiche aree.

E’ importante sottolineare che il progetto COSME permette di elargire dei fondi grazie a strumenti finanziari precisi, sostenuti in larga parte dal Fondo Europeo per gli investimenti.

Inoltre per il 2020, dovrebbe entrare in funzione anche il programma InnovFin, che fa parte  dell’ambito Orizzonte 2020.

Lo scopo di questo progetto è quello di favorire prestiti e garanzie per le imprese innovative di tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea, finanziare progetti di ricerca e sviluppo ma sopratutto sostenere per piccole e medie imprese nella loro fase iniziale di avviamento.

InnoviFin rappresenta un importante sostegno per coloro che sono intenzionati ad aprire un birrificio artigianale in quanto le cifre poste in essere dal bando, sono sufficienti a sostenere l’attività in questione per tutta la fase di creazione e promozione.

Finanziamenti per aprire un birrificio agricolo 2020

Quando si parla di birrifici agricoli, spesso s’incombe in grande confusione.

Stando alla definizione del Decreto Ministeriale 212/2010, questa tipologia di attività imprenditoriale prevede la coltivazione e la consequenziale lavorazione dell’orzo destinata alla produzione  e commercializzazione di birra.

Un grande passo in avanti per i veri appassionati, in quanto grazie a questa innovazione in campo legislativo, si vede riconosciuta la genuinità e l’artigianalità della bevanda in questione.

E’ bene tuttavia fare attenzione a tutte le norme che riguardano l’effettiva apertura di un birrificio agricolo e le attenzioni scrupolose che si devono necessariamente osservare per la produzione di una buona birra.

A supporto di questo argomento viene la COBI, ovvero il Consorzio Italiano dei produttori di orzo e birra, che delinea tutti i criteri  interni e quelli esplicitati all’interno del decreto ministeriale che interessano un birrificio agricolo dalla fase della coltura, alla produzione e alla commercializzazione finale del prodotto.

Tutto quando deve rispettare dei canoni, compresa la maltizzazione dell’orzo che non deve assolutamente essere industriale ed anche l’aromatizzazione deve avvenire in modo naturale, con elementi legali al territorio.

Il prodotto finale deve essere legato dunque al mantenimento della sanità e naturalezza della materia prima, senza l’impiego di prodotti industriali.

I vantaggi dell’apertura di un birrificio agricolo sono molteplici, anche perché negli ultimi anni sempre più persone sono alla ricerca di prodotti biologici e di una qualità migliore, quali una buona birra di produzione agricola.

Coloro che hanno interiore di imbarcarsi in un progetto simile hanno dunque delle prospettive di guadagno notevoli, specialmente sul lungo termine.

Chiaramente i costi per l’apertura ed il mantenimento di un’attività simile, possono essere molto elevati, ma fortunatamente grazie allo stanziamento di fondi dell’Unione Europea questo sogno non rappresenta più una lontana utopia.

Recentemente la commissione di Bruxelles ha dato l’avvio al programma di lavoro 2020, legato al piano agricolo della politica di promozione dell’agrifood UE, grazie all’emissione di circa 200,9 milioni di euro.

I bandi previsti vogliono promuovere sia programmi semplici, ma anche programmi multipli mediante un’attenta ripartizione del denaro messo a disposizione.

Ogni proposta deve avere l’obiettivo di promuovere la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, ottimizzarne l’immagine ed aumentare la loro quota di mercato nei paesi interessati.

Un progetto di vasto respiro, ma fondamentale per coloro che sono interessati a sviluppare le proprie imprese in questo settore, proprio come i birrifici agricoli.

L’Europa  già dal 2014 si è presa l’impegno di promuovere lo sviluppo di progetti imprenditoriali nel settore agricolo, ed in particolare quelle imprese che operano nell’agricoltura utilizzando tecniche rispettose verso l’ambiente e la natura.

I requisiti per richiedere questa tipologia di finanziamenti sono l’impiego di metodi di agricoltura biologica, l’assenza di antiparassitari chimici, i cicli di coltivazione studiati per favorire il recupero del terreno, e altri sistemi che identificano un’attività agricola in sintonia con la natura.

Da sempre l’Unione Europea ha dato grande importanza alla promozione ed alla salvaguardia dell’agricoltura comunitaria.

I finanziamenti europei nel settore hanno visto investimenti per circa 52 miliardi di euro, destinati sopratutto al sostegno di piccole e medie imprese legate al territorio ed alla coltivazione di prodotti agricoli mediante tecniche non invasive ed attente al naturale ciclo della terra.

La nuova PAC ha individuato un fondo per lo sviluppo rurale chiamato Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), che si prefigge di perseguire i seguenti obiettivi: anzitutto migliorare la competizione in ambito agricolo, oltre che la sua ristrutturazione; successivamente migliorare l’ambiente  rurale e lo spazio circostante al fine di migliorare la gestione del territorio circostante ed infine migliorare la qualità della vita presente nelle zone rurali, procedendo con una diversificazione delle attività economiche e combattendo la povertà che caratterizza moltissime aree dell’Europa.

Dal 2018 l’attenzione degli investimenti si è spostata dalle grandi aziende a quelle piccole e medie, dando la possibilità ai beneficiari di avere anche delle consulenze aziendali  specifiche volte allo sviluppo delle stesse.

I beneficiari e\o i proprietari di un terreno agricolo, per ricevere i fondi europei devono anzitutto dichiarare i metri di terreno a disposizione, devono essere in grado di comprovare l’impiego di tecniche rispettose dell’ecosistema e non devono affatto compromettere la qualità dell’acqua e del terreno preservando le biodiversità e i prodotti tipici del territorio.

L’ottenimento del finanziamento a fondo perduto, oppure delle agevolazioni da parte dell’Unione Europea richiede di essere costantemente aggiornati riguardo i bandi e tutte le regolamentazioni inerenti.

Generalmente è fondamentale compilare dei moduli con le informazioni che descrivono la natura della propria attività, corredate di un progetto ed un business plan in grado di illustrare le finalità dell’azienda beneficiaria e  le strategie di sviluppo previste nel corso del tempo.

Per essere sempre a conoscenza degli ultimi bandi ed avere ulteriori informazioni, il consiglio è quello di visitare il sito ufficiale dell’Unione Europea, nella fattispecie la sezione “sviluppo rurale” e “fondi e programmi 2014-2020”.

Insomma, aprire un birrificio agricolo dove qualità e cura del prodotto sono gli elementi essenziali, non è più impossibile.

Grazie agli strumenti offerti dall’Unione Europea tutto ciò che serve ad inseguire questo sogno è spirito di iniziativa, voglia di fare e tante nuove idee.

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