Finanziamenti Europei 2019: bandi a fondo perduto per agricoltura, turismo, imprenditoria femminile, B&B e start up

Ogni anno l’Unione Europea stanzia dei fondi destinati agli stati membri e a particolari categorie di persone ed attività commerciali. Attraverso questi fondi vengono poi sviluppati dei finanziamenti europei, volti ad incentivare la coesione tra i paesi facenti parte dell’UE, e ad incentivare la crescita interna di tali Stati. I fondi provenienti dall’Unione Europea sono di due differenti tipologie: i diretti e gli indiretti.

I fondi diretti vengono erogati dalla Commissione Europea e i cittadini ne possono usufruire tramite programmi appositi e bandi di concorso sempre europei. I fondi indiretti vengono invece consegnati agli Stati, alle regioni e agli enti dei paesi membri, che a loro volta predispongono bandi di concorso e programmi appositi. A tal proposito, l’UE ha stanziato ben 960 miliardi di euro, per il periodo che va dal 2014 al 2020. I finanziamenti europei possono essere completamente a fondo perduto, o solo in parte, e sono destinati a settori come quello dell’agricoltura o del turismo, o ai giovani, alle donne e alle categorie di cittadini considerati più svantaggiati e in maggiore difficoltà.

Quando si parla di ‘fondo perduto’, si fa riferimento ad un’erogazione monetaria che il beneficiario non è tenuto a risarcire mediante un piano di rimborso rateale. I finanziamenti europei in alcuni casi sono interamente a fondo perduto, in altri la percentuale di rimborso varia dal 50% al 70%. Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono i bandi europei di finanziamento attivi nel 2019 per: il settore agricolo, l’imprenditoria femminile, per l’avviamento di B&B, per incentivare nuove start up e progetti innovativi, quelli pensati per il settore del turismo e tutti i finanziamenti europei a fondo perduto.

Finanziamenti Europei Agricoltura 2019: i fondi UE nel settore agricolo

Per quanto concerne il settore agricolo, possiamo dire che rappresenta uno degli ambiti per i quali vengono stanziati più fondi ed ai quali viene prestata maggior attenzione. Questo accade in quanto nel 2019 il mestiere dell’agricoltore è uno tra quelli considerati ‘in disuso’, ‘passato di moda’ dalle nuove generazioni. Si tratta anche di una professione impegnativa e faticosa, che attraverso la concessione di agevolazioni e finanziamenti, gli Stati ed in primis l’Europa, stanno cercando di risollevare. L’Unione Europea agisce nell’ambito del politica di sviluppo rurale, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Per il periodo che va dal 2014 al 2020, per incrementare il settore agricolo, solo l’Europa ha stanziato 100 miliardi di euro, che ogni anno sono stati distribuiti ai paesi membri. A tali fondi, gli Stati hanno aggiunto a loro volta altri 61 miliardi di euro. In tutto in questi 7 anni sono stati predisposti 118 programmi volti a favorire lo sviluppo rurale, sia a livello nazionale che regionale. Ad esempio nella regione Lazio, è stata attiva fino al 24 febbraio 2019, l’Operazione 6.1.1 del programma di sviluppo rurale 2014-2020 (PSR Lazio), approvato dalla Commissione Europea in data 17 novembre 2015. Nel complesso sono stati stanziati 21 milioni di euro per far si che i giovani intraprendessero l’attività agricola avviando una nuova impresa. Il premio per ogni beneficiario ammontava a 70 mila euro e le domande sono pervenute alla regione Lazio esclusivamente in forma telematica tramite l’apposita piattaforma online.

Requisito essenziale per essere ammessi al finanziamento è stata l’età del richiedente, non minore di 18 anni e non superiore ai 40. I soggetti interessati hanno potuto fare richiesta di finanziamento fino al giorno pretende al quarantunesimo anno di età. Inoltre, i richiedenti dovevano essere alla loro prima esperienza di insediamento in un’azienda agricola economicamente rilevante. Quando si parla di ‘prima esperienza’ si fa riferimento all’iscrizione alla Camera di Commercio (CCIAA), che i richiedenti hanno dovuto effettuare prima della presentazione delle domande di finanziamento, ma in un periodo non superiore ai 12 mesi antecedenti alla richiesta. Gli agricoltori ai quali era rivolto tale finanziamento hanno potuto decidere di intraprendere l’attività lavorativa o in forma societaria (cooperativa, società di persone o di capitali), o in forma individuale, ponendosi a capo di un’impresa singola. Oltre alla domanda di finanziamento, i soggetti interessati hanno dovuto presentare unPiano di Sviluppo Aziendalemolto dettagliato, contenente: la Relazione Tecnica descrittiva e il Business Plan On Line (BPOL). Il BPOL è un documento che viene generato dalla piattaforma SIAN, unico strumento attraverso il qual è stato possibile trasmettere le domande di finanziamento. Dopo aver inserito i dati finanziari ed economici relativi dell’azienda agricola di nuova apertura, la Rete Rurale Nazionale genera automaticamente il BPOL essenziale per richiedere il finanziamento.

La Relazione Tecnica descrittiva per essere ritenuta idonea, invece, doveva avere specifiche caratteristiche. Ad esempio, al suo interno doveva contenere un programma dettagliato su tutte le attività che si sarebbero svolte all’interno della nuova impresa, di tutti gli investimenti previsti, delle norme igieniche che sarebbero state adottate, del trattamento che sarebbe stato riservato agli animali dell’impresa, della qualità del prodotti, informazioni riguardati la sicurezza sul posto di lavoro e le prospettive di sviluppo della nuova azienda agricola. La Relazione Tecnica descrittiva come prima cosa doveva contenere un quadro dettagliato della situazione iniziale dell’azienda con fascicoli aziendali in allegato, che specificassero la quantità e l’entità delle produzioni effettuate e le prospettive di sviluppo dell’impresa stessa. Queste informazioni sono servite per avere un quadro generale delle condizioni aziendali e per attribuire ad ogni domanda di finanziamento un punteggio idoneo e utile a redigere la graduatoria finale.  La Relazione Tecnica descrittiva doveva contenere anche i metodi che sarebbero stati utilizzati per sfruttare al meglio le risorse aziendali ed incrementare la sostenibilità dell’ambiente. Inoltre era molto importante specificare la consulenza aziendale necessaria alla nuova impresa e i fabbisogni formativi, il cronoprogramma degli interventi e quali erano le aspettative economico-finanziarie dei richiedenti a seguito dell’investimento. Il bando relativo al settore agricolo del Lazio, realizzato con i fondi europei, è solo un esempio delle molteplici misure che sono state predisposte nel 2019 quasi da ogni regione d’Italia, ed anche a livello nazionale.

Finanziamenti Europei Turismo 2019

Il settore del turismo è un’altro per il quale sia l’Unione Europea che gli Stati, stanziano più fondi per favorire la crescita e lo sviluppo. Difatti, in una società che nel 2019 è priva di confini, viaggia sempre più spesso in maniera smart e low cost e diventa ogni giorno sempre più cosmopolita, sono necessarie strutture alberghiere e trasporti idonei a soddisfare ogni tipo di esigenza dei consumatori. Ad esempio, grazie ai fondi europei, nel 2019, la regione del Friuli Venezia Giulia, ha riaperto un bando di contributi rivolti alle strutture turistiche ricettive presenti all’interno dei confini regionali, con lo scopo di migliorarle e favorirne la crescita economica. La misura si rivolge sia alle strutture alberghiere, che alle case e agli appartamenti vacanze, che alle attività ricettive turistiche che hanno sede all’aria aperta. I vincitori del bando otterranno dei contributi in conto capitale, a condizione che essi siano parte di aziende turistiche e facciano richiesta di finanziamento per implementare una micro, piccola o media impresa inerente al settore del turismo. I contributi potranno essere spesi sia per le imprese turistiche stesse, sia per strutture ricettive e pubblici esercizi connessi a tali imprese. Il finanziamento si rivolge a tutte quelle strutture legate al settore del turismo che operano all’interno della regione. Tuttavia sono ammesse le imprese che hanno sede legale fuori dal Friuli Venezia Giulia, ma che al contempo posseggono almeno un’unità operativa all’interno della regione. In questo caso non si tratta di un finanziamento completamente a fondo perduto, ma il contributo sarà pari al 40% dell’intera spesa concessa per le attività turistiche generiche, mentre sarà del 50% della spesa ammissibile nel caso specifico delle strutture ricettive alberghiere. La spesa ammissibile va da un minimo di 20 mila euro ad un importo massimo non superiore a 400 mila euro.

Attraverso questi finanziamenti europei, i beneficiari potranno realizzare diversi progetti come ad esempio la costruzione o l’acquisto di immobili per predisporre dei nuovi parcheggi utili alle strutture ricettive alberghiere, purché essi abbiano almeno 3 posti auto. I beneficiari potranno sfruttare i contribuiti per procedere alla manutenzione straordinaria, all’ammodernamento o alla completa ristrutturazione di immobili già esistenti nei quali hanno luogo attività turistiche. In alternativa, i beneficiari potranno sfruttare i contribuiti per procedere alla manutenzione straordinaria, all’ammodernamento o alla completa ristrutturazione di immobili che saranno destinati allo svolgimento di attività turistiche. Infine il finanziamento potrà essere sfruttato per l’acquisto di nuove attrezzature e complementi di arredo da utilizzare all’interno delle strutture ricettive turistiche, purché la spesa ammissibile sia di almeno 10 mila euro. Ci sono, inoltre dei requisiti essenziali per poter fare richiesta di finanziamento. Come prima cosa il soggetto interessato deve necessariamente aver iscritto la struttura turistica al Registro delle imprese della Camera di commercio della regione del Friuli Venezia Giulia. In alternativa può fare comunque richiesta di finanziamento a condizione che abbia ultimato la comunicazione unica di cui all’articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7. Il quale è stato poi convertito, nella legge 2 aprile 2007, n. 40. Infine è necessario che i richiedenti non facciano riferimento ad imprese turistiche che sono in stato di fallimento, scioglimento, liquidazione volontaria, e che non siano oggetto di procedure concorsuali come la liquidazione amministrativa, la liquidazione coatta, amministrazione straordinaria o controllata o in concordato preventivo. Tale bando è attivo dal 30 settembre 2019, ed il temine ultimo per consegnare le domande è fissato per il 30 dicembre 2019. Diverse nel 2019 sono state le regioni che hanno sfruttato i finanziamenti europei in relazione al settore del turismo. E’ il caso del Molise che ha predisposto, attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e congiuntamente alle risorse dei Fondi strutturali europei, un finanziamento destinato ad agevolare gli imprenditori facenti parte del sistema Albergo diffuso, i proprietari di microricettività, come gli affittacamere, le case o gli appartamenti vacanze; e ad incentivare il turismo rurale all’interno della regione Molise. Il bando è scaduto il 15 marzo 2019 e grazie ad esso sono stati concessi finanziamenti fino ad un 50% della spesa ammissibile. Sono state finanziare delle proposte di progetto che avevano come scopo primario la riqualificazione, il potenziamento e il miglioramento delle piccole strutture turistiche molisane. Per tale finanziamento sono stati stanziati 16 milioni di euro ed ogni soggetto beneficiario ha potuto usufruire al massimo di 200 mila euro. Lo scopo è stato quello di incrementare il patrimonio ricettivo già in uso e tra le finalità principali di tale finanziamento, c’è stato anche il recupero di alcune strutture tramite degli interventi mirati come ad esempio l’adeguamento tecnico o la sostituzione di sistemi turistico-ricettivi in disuso.

Tra i bandi europei inerenti al settore turismo, ce n’è uno scaduto il 24 ottobre 2019, a favore delle piccole e medie imprese, reso possibile grazie all’aiuto di consorzi intermediari selezionati. Si tratta di fondi europei destinati a finanziare al massimo 5 o 7 progetti. I contributi sono stati pensati per coprire il 75% delle spese ammissibili, che non possono superare 1 milione di euro per ogni richiedente. In questo finanziamento i consorzi hanno un ruolo fondamentale in quanto dovranno mettere in atto delle misure mirate alla crescita, allo sviluppo e al sostenimento delle PMI nel settore turistico. I concorsi selezionati dovranno provvedere ad una fase di formazione delle aziende, creando se necessario una rete di comunicazione e cooperazione tra le diverse PMI, integrata da corsi di formazione e approfondimento. Dovranno inoltre provvedere al supporto tecnico per ampliare ed incrementare l’efficienza delle PMI nel settore turistico. Dovranno promuovere il turismo sostenibile e supportare idee e soluzioni innovative, nuovi prodotti e nuovi modelli di business. Infine i consorzi selezionati dovranno provvedere al fabbisogno economico delle PMI scelte per il capacity building nel settore turistico, e dovranno occuparsi dell’erogazione dei finanziamenti diretti a tali imprese. Condizione essenziale per attuare tali misure, è che ogni consorzio provveda al sostentamento almeno 60 PMI operanti nel turismo, che appartengano almeno a 3 paesi dell’Unione Europea.

Finanziamenti Europei 2019 per l’imprenditoria femminile

Negli ultimi anni, enti europei, statali e regionali hanno curato molto una fetta di società spesso messa da parte e con maggiori difficoltà in termini di tempo e finanze, nell’entrare a far parte del mondo del lavoro. Stiamo parlando dell’imprenditoria femminile, che grazie a diversi finanziamenti a fondo perduto è oggi in costante crescita. Quando si parla di azienda al femminile, o azienda ‘in rosa’ si fa riferimento alla legge del 25 febbraio 1992 n°21, la quale indica dei precisi requisiti numerici che identificano un’impresa al femminile come tale. Le società o le cooperative, per risultare ‘aziende al femminile’ devono essere composte almeno al 60% da donne. Per quanto concerne le società di capitali, invece, è necessario che il consiglio di amministrazione sia composto almeno per i due terzi da soci di genere femminile, e che il capitale dell’azienda provenga almeno per i due terzi da donne. Se sussistono queste condizioni si può parlare di imprenditoria femminile e l’azienda in questione potrà fare richiesta di finanziamento.

La Commissione Europea, il 24 maggio 2019 ha predisposto il bando Pilot project Girls 4 STEM in Europe’. Si tratta di una misura volta a contribuire economicamente alla formazione delle giovani donne, in materie nelle quali sempre meno spesso c’è una presenza femminile rilevante. La formazione riguarda le materie tecnologiche e matematiche (STEM), informatiche e scientifiche in genere. Il fine di tale contributo è quello di accorciare il divario esistente tra il genere maschile e quello femminile in questi ambiti, sia a livello europeo che nazionale. Il contributo dell’Unione Europea può arrivare a coprire fino al 70% della spesa ammissibile per finanziare l’intero progetto. Intermediari di questo finanziamento, saranno anche in questo caso i consorzi che dovranno essere formati da almeno 2 enti di due paesi differenti dell’Unione Europea. I contributi andranno a finanziare un unico progetto pilota che abbia come scopo principale quello di aumentare la presenza femminile nelle scuole con indirizzi tecnico-scientifici. Per fare ciò è necessario che gli obiettivi della proposta di progetto siano i seguenti: la messa a punto di campi estivi e progetti formativi completamente gratuiti, destinati a ragazze con un’età compresa tra i 13 e i 18 anni. Le tematiche di tali incontri di formazione saranno di carattere scientifico e avranno come obiettivo quello di far conoscere in maniera approfondita le materie STEM alle giovani donne europee che frequentano le scuole medie e superiori. I campi estivi avranno durata pari a 1 o 2 settimane e serviranno anche per raccogliere idee e opinioni utili per poter replicare tali iniziative a livello locale all’interno di ogni Stato. Un altro degli obiettivi di tale finanziamento, sarà quello di aumentare le offerte formative incentrate in ambito tecnico-scientifico a livello europeo, nei confronti delle ragazze più giovani.

L’idea è quella di creare una rete sempre più fitta tra università, scuole, imprese e istituti di formazione superiore, in modo da indirizzare le ragazze ad intraprendere carriere lavorative in ambito STEM. Sono state accettate proposte di progetto da parte di persone fisiche, organizzazioni internazionali, centri di ricerca o università, organizzazioni senza alcun scopo di lucro, imprese, autorità a livello regionale, locale o nazionale, istituti di istruzione e organizzazioni internazionali. La condizione necessaria era che tutti i richiedenti facessero parte dell’EFTA (Associazione europea per il libero scambio, comprendente paesi quali Svizzera, il Liechtenstein, l’Islanda e la Norvegia) o  di paesi membri dell’Unione Europea. Più nello specifico, i paesi ai quali è stato rivolto questo bando sono: l’Austria, il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Croazia, la Danimarca, l’Estonia, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo, l’isola di Malta, l’Olanda, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica ceca, la Repubblica slovacca, la Romania, la Slovenia, la Spagna, la Svezia e l’Ungheria. Le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Commissione Europea per Pilot project Girls 4 STEM in Europe, al fine di incentivare l’imprenditoria femminile in ambito scientifico, ammontano a 350 mila euro. I progetti presentati avevano una durata massima di un anno e quello vincitore avrà inizio intorno a dicembre 2019. Tra le attività finanziabili attraverso i contributi del Pilot project Girls 4 STEM in Europe, ci sono progetti di formazione, attività di divulgazione, seminari e conferenze, mappature, analisi e studi, scambi producenti di pratiche, azioni per incrementare la rete tra università, scuole, istituti di formazione ed imprese, attività di laboratorio che spieghino sul campo il modo corretto di lavorare in ambito scientifico, al fine di incrementare carriere matematiche, ingegneristiche, e tecnologiche.

Tra le altre attività finanziabili ci sono i campi estivi, esperimenti pratici, eventi di sensibilizzazione per le giovani donne, messi a punto dalle rete delle università, delle scuole e delle imprese. Durante questi eventi dovranno essere organizzati dei workshop non solo per sensibilizzare le ragazze ma anche le famiglie delle stesse. E’ necessario che venga espressa l’importanza delle donne in ambito scientifico e la necessità di avere più ragazze in ambito STEM. Tra le attività finanziabili ci sono ancora giornate di open doors, visite scolastiche e di orientamento sulle svariate possibilità di studio esistenti per le donne in ambito tecnico-scientifico. I contributi a fondo perduto donati al progetto vincitore potranno essere sfruttati per reclutare docenti femminili da inserire all’interno dei campi estivi in modo che possano essere da esempio alle giovani ragazze. E’ importante che il progetto finanziato predisponga una parte dei contributi per insegnare la programmazione informatica e l’utilizzo di strumenti come Javascript, CSS, HTML, Python, Ruby e molto altro. Altre attività ammissibili sono l’insegnamento dei principi ingegneristici che stanno alla base della costruzione di un software, come ad esempio gli algoritmi, i sistemi informatici e la composizione dei programmi. Infine una parte dei fondi potrà essere dedicata alla relazione di tutte le pratiche e le attività scientifiche svolte durante la formazione, dove dovranno essere indicati quali sono stati i sistemi più producenti che si consiglia di replicare a livello locale. In ultimo, alla fine del progetto potrà essere redatta una guida pratica su come sono stati organizzati tutti i campi STEM e sulle eventuali raccomandazioni e consigli per ulteriori azioni. L’obiettivo di tale progetto finanziato con fondi europei, è quello di raggiungere più di 1000 ragazze frequentanti le scuole medie e superiori, di introdurle e farle appassionare all’ambito scientifico e di incrementare l’imprenditoria femminile di materie tecnico-scientifiche.

Finanziamenti a fondo perduto per B&B: bandi Europei 2019

Prima di parlare di finanziamenti europei a fondo perduto per l’avviamento di attività quali i B&B, bisogna specificare la differenza che c’è tra bed and breakfast ed affittacamere. I B&B non richiedono sostanzialmente l’apertura di una partita Iva ed in genere sono gestiti da famiglie o piccole realtà. Non si tratta di una vera e propria impresa e sono strutture che posseggono un numero di camere da letto limitato. La differenza sostanziale con gli affittacamere è che per aprire questi ultimi è necessario essere in possesso di una partita iva, elemento fondamentale che rende l’attività una vera e propria professione e permette l’accesso ai finanziamenti. Se i B&B sono gestiti dalle leggi regionali e non hanno particolari adempimenti burocratici, l’affittacamere al contrario, risulta essere un’attività di impresa a tutti gli effetti.

Alcune regioni come ad esempio Sicilia, Lombardia e Toscana, nel 2019 hanno predisposto dei finanziamenti per l’apertura di Bed and Breakfast, ma la maggior parte sfruttano i fondi europei per finanziare attività di affittacamere. Per accedere ai bandi di finanziamento a fondo perduto è necessario che l’impresa in questione sia regolarmente registrata, è inoltre opportuno fornire in allegato alla documentazione un business plan dettagliato con tutte le specifiche della nuova impresa, ed è essenziale fornire anche i documenti che accertino la costituzione formale della nuova azienda. Attraverso i fondi europei nel 2019 è stato possibile realizzare il bando FESR Lombardia, rivolto a tutte le piccole, micro e medie imprese lombarde, e sfruttabile anche per l’apertura di un nuovo B&B o di un’attività di affittacamere. Le imprese vincitrici del bando hanno potuto usufruire di 16 mila euro, da spendere in piani di consolidamento dell’impresa già costituita, o in piani di avvio della nuova azienda, in questo caso del nuovo B&B. Hanno potuto fare richiesta di finanziamento, utilizzando la misura A (piano di avvio), i liberi professionisti divenuti tali da un massimo di 24 mesi, in possesso di una partita Iva, sia in maniera singola che associata (in questo caso con partita Iva associata allo studio ed in possesso dell’atto che accertasse la costituzione dello studio massimo 24 mesi prima della richiesta di finanziamento). La misura A è stata anche destinata alle micro, piccole e medie imprese, attive da un massimo di 2 anni e registrate correttamente alla CCIAA.

Allo stesso bando hanno potuto partecipare i richiedenti attraverso la misura B (piano di consolidamento dell’impresa). Tale possibilità è stata data alle micro, piccole e medie imprese, attive da un massimo di 4 anni e da almeno 24 mesi, registrate correttamente alla CCIAA. La misura B è stata pensata anche per i liberi professionisti divenuti tali da un massimo di 4 anni ed un minimo di 2, in possesso di una partita Iva sia in maniera singola che associata (in questo caso con partita Iva associata allo studio ed in possesso dell’atto che accertasse la costituzione dello studio da massimo 4 annie da minimo 24mesi dalla richiesta di finanziamento). La presentazione delle domande è scaduta il 15 novembre 2019 e i progetti vincitori sono stati sostenuti almeno al 40% della spesa ammissibile per la misura A, ed almeno al 50% della spesa ammissibile per la misura B.

Finanziamenti Europei Start Up 2019: i fondi per l’innovazione

Uno dei principali contributi europei del 2019, che coinvolge in prima linea le start up e punta all’innovazione, è stato messo in atto con il bando COSME (COmpetitiveness of enterprises and Small and Medium-sized Enterprises): sostegno a unindustria della moda più sostenibile e circolare. Lo scopo di questo finanziamento europeo è quello di fare in modo che l’industria della moda diventi più attenta all’impatto ambientale e più sostenibile attraverso un aiuto concreto da parte delle start up, delle piccole e medie imprese e dei designer di moda. L’obiettivo è quello di rendere il business della moda molto più circolare a livello europeo.

Sostanzialmente i fondi verranno suddivisi tra 4 concorsi, i quali per accedere al finanziamento dovranno avere dei parametri ben precisi. Al loro interno dovrà essere presente tra i soggetti partner, almeno una realtà tra piccole e medie imprese e start up, appartenenti al campo della moda; inoltre i soggetti partner dovranno appartenere ad almeno 2 diversi Stati ammessi al COSME. Il ruolo dei consorzi, anche in questo caso sarà quello di fornire sostegno alle start up e alle imprese, dovranno garantire un supporto tecnico ed un tutoraggio pensato appositamente per realizzare al meglio le idee e i progetti delle start up. Oltre ad i mezzi tecnici, i consorzi dovranno provvedere a fornire mezzi finanziari attraverso l’erogazione di somme forfettarie utili alla realizzazione di prototipi di progetti, alla partecipazione a corsi di formazione, alla messa in pratica di idee innovative come l’utilizzo di nuovi tessuti e materiali che non danneggino l’ambiente. Infine i consorzi avranno il compito di valutare tutte le idee messe a punto dalle start up e di presentare quelle ritenute più vincenti e sostenibili. Ogni consorzio potrà decidere di finanziare attraverso i contributi europei, da un minimo di 25 ad un massimo di 35 start up.

In base all’idea progettuale che ogni soggetto partner presenterà, potrà ricevere da un minimo di 10 mila ad un massimo di 15 mila euro. Per start up o imprese che fanno parte del mondo della moda si intendono tutte quelle inerenti ad abbigliamento, scarpe, accessori, settore tessile e pellame. Il bando è in scadenza il 17 dicembre 2019, data nella quale i 4 consorzi dovranno presentare le proposte ricevute dalle varie start up. Per tale finanziamento, la commissione europea ha stanziato 3.500.000 euro, dei quali ad ogni consorzio andrà un massimo di 875.000 euro. I contributi andranno a coprire al massimo il 75% delle spese effettuate da ogni consorzio, mentre la partnership, in questo caso la start up sarà rimborsata al 100%. Tutti i progetti presentati dai consorzi dovranno avere una durata compresa tra i 24 e i 36 mesi, e dovranno presentare in allegato un piano di sostegno attraverso il quale il consorzio stesso riuscirà a dare forma alle linee progettuali ricevute dalle varie start up.

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