Finanziamenti Coronavirus 2020: bandi agevolati, sospensione rate prestiti e mutui, requisiti e novità

Il Coronavirus ha destabilizzato la vita di tutti gli italiani – e quasi di tutto il mondo –  non solo dal punto di vista sociale e sanitario ma anche da quello economico: ormai da diverse settimane moltissime attività ed imprese hanno chiuso i battenti per motivi di sicurezza e sono perciò tante le persone che ormai da un lasso di tempo considerevole non stanno lavorando. Redditi e fatturati sono fermi e la ripresa sembra ancora lontana e, anche quando giungerà, i danni economici saranno importanti. Molti settori sono stati e saranno profondamente penalizzati dagli effetti del lockdown, le previsioni di crescita del PIL sull’anno in corso sono al momento drammatiche (si prevede un calo del 9% sul 2020) e all’orizzonte si profila un innalzamento preoccupante del tasso di disoccupazione. Ovviamente i governi europei sono corsi ai ripari per immettere nuovi flussi di capitale da destinare a imprese e cittadini in difficoltà e sono state adottate misure straordinarie per favorire le fasce più deboli della popolazione, segnate dalla piaga del precariato e dei contratti atipici già prima dell’avvento del Covid-19. Nello specifico dell’Italia il governo ha varato il Decreto “Cura Italia” lo scorso 17 marzo , che prevede una serie di agevolazioni destinate ad imprese e famiglie: tra queste varie agevolazioni accessibili tramite bandi (la cui erogazione spetterà principalmente alle regioni) e la sospensione della rata dei mutui sulla prima casa e delle rate dei prestiti. In questo articolo parleremo di questi temi e dei requisiti di accesso a tali agevolazioni nonché delle ultime novità in materia.

Coronavirus 2020: sospensione dei finanziamenti, novità mutui prima casa

Una delle misure più significative del Decreto Cura Italia – operativo a partire dal decreto attuativo del Ministero di Economia e Finanza del 28 marzo 2020 –  è senz’altro la sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa: questa scelta si pone a tutela delle famiglie e delle imprese in questo momento di particolare difficoltà e precarietà economica. Al Decreto Cura Italia ha poi fatto seguito il Decreto Liquidità, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato il Gazzetta Ufficiale il 10 aprile, che prevede l’arresto delle rate del mutuo anche a commercianti ed artigiani iscritti alle gestioni speciali Ago.

Le misure di aiuto a famiglie e cittadini volte a tutelare il bene più prezioso, la casa, sono state fin dalla prima ora della crisi sanitaria ritenuto uno strumento fondamentale per sostenere le finanze degli italiani: il decreto emesso il 2 marzo, all’indomani della dichiarazione delle zone rosse in Lombardia, prevedeva già un ulteriore allargamento dell’operatività del Fondo di solidarietà, affinché potessero essere sostenute le famiglie in difficoltà con il pagamento del mutuo sulla prima abitazione. L’ampliamento del bacino di utenza del Fondo di solidarietà è di tipo strutturale, permanente e potranno accedervi anche lavoratori in cassa integrazione. Potranno beneficiare delle erogazioni del fondo, come sancito dall’articolo 54 del decreto Cura Italia, anche i lavoratori autonomi che possano documentare (anche con autocertificazione) la riduzione del fatturato della loro attività e il requisito ISEE non è più considerato.

Ma quali sono i requisiti che danno diritto alla sospensione del mutuo sulla prima casa? Prima di tutto iniziamo dicendo che non ci sono limiti geografici rispetto ai quali le misure sono applicate. Dal momento che tutta l’Italia è stata dichiarata zona protetta ai primi di marzo non ci sono vincoli geografici che limitano l’accesso a questo fondo.

Questa agevolazione può essere richiesta entro 9 i nove mesi successivi all’entrata in vigore del Decreto Cura Italia se i cittadini che fanno domanda hanno subito per un periodo di almeno 30 giorni la sospensione dell’attività lavorativa o una riduzione dell’orario di lavoro. Anche i lavoratori in cassa integrazione possono presentare domanda. La prima casa per la quale viene richiesta la sospensione del mutuo non deve però essere un’abitazione di lusso e affinché l’agevolazione possa diventare esecutiva occorre che il finanziamento del mutuo sia stato stipulato da un tempo pari o superiore ad un anno dal momento della richiesta di sospensione dello stesso. L’accesso al fondo è inoltre consentito solo se il capitale residuo del mutuo è inferiore a 250.000,00 euro e il pagamento delle rate deve avvenire entro 3 mesi di ritardo (90 giorni).

Come abbiamo anticipato non è più in essere il requisito legato alla presentazione dell’ISEE per accedere alle agevolazioni legate alla sospensione del mutuo proprio per renderle fruibili da un numero maggiore di cittadini, proprio attraverso l’eliminazione del limite reddituale d’accesso al fondo di solidarietà.

Una notizia di assoluto rilievo in questo panorama è quella che concerne l’estensione del Fondo Gasparini ai lavoratori autonomi, prevista dall’articolo 54 del decreto Cura Italia. Anche ai lavoratori autonomi, come a quelli dipendenti, è richiesta la certificazione della cessazione dell’attività lavorativa di almeno 30 giorni e idem dicasi in termini di riduzione dell’orario di lavoro. I lavoratori intestatari di partita IVA inoltre sono tenuti a certificare di aver registrato una riduzione del proprio fatturato in trimestre successivo al 21 febbraio 2020 o, alternativamente, nell’arco di tempo intercorso tra quella fatidica data e la data di presentazione della domanda di sospensione del mutuo sulla prima casa. Affinché la richiesta dei lavoratori a partita IVA possa essere presa in considerazione il calo di fatturato registrato (ed autocertificato) deve essere superiore al 33% rispetto a quello relativo all’ultimo trimestre del 2019: in poche parole, deve documentare gli effetti conseguenti alla riduzione dell’orario di lavoro e/o chiusura della propria attività lavorativa al fine di rispettare le norme previste per il contenimento del contagio. Queste sono dunque le condizioni che permettono a lavoratori dipendenti, autonomi e a professionisti di presentare domanda di sospensione del mutuo fino al 17 dicembre 2020.

Possono beneficiare della sospensione del mutuo anche cittadini che già in precedenza abbiano usufruito della sospensione ma solo se la ripresa del pagamento rateale è ricominciata da almeno 3 mesi. Infine, è previsto che il Fondo di Solidarietà “ammortizzi” al posto delle famiglie il 50% degli interessi che vengono maturati nel corso del periodo di sospensione.

Finanziamenti Coronavirus 2020: durata e domanda sospensione del mutuo e prestiti

Abbiamo visto quali sono i requisiti di accesso al Fondo di Solidarietà del Decreto Cura Italia per quanto concerne la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per venire incontro ad i contribuenti colpiti dagli effetti economici della crisi sanitaria da Coronavirus.

Ma quanto dura la sospensione del mutuo e come si può fare domanda per accedere al fondo? Andando per gradi, la sospensione del mutuo sulla prima casa può essere applicata fino a un massimo di 18 mesi e ovviamente viene concessa ai lavoratori autonomi, dipendenti, artigiani e piccoli imprenditori che soddisfino i requisiti illustrati nel paragrafo precedente. Esistono però fasi “intermedie” di sospensione delle rate del mutuo dettate da  differenti condizioni di partenza del richiedente. Il decreto Cura Italia infatti prevede che le rate del mutuo sulla prima casa possa essere sospese per una durata comprensiva massima di 6 mesi se l’attività lavorativa o la riduzione dell’orario di lavoro si è protratta per un periodo compreso tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi; la sospensione arriva invece a 12 mesi nel caso in cui l’attività lavorativa sia stata interrotta (o l’orario di lavoro ridotto) per un periodo consecutivo che va da 151 a 302 giorni; infine, la sospensione massima, pari a 18 mesi, è concessa ai lavoratori la cui attività abbia subìto una sospensione e una riduzione oraria che abbia superato i 303 giorni lavorativi consecutivi. Ricordiamo infatti che quando parliamo di “giorni” si intende sempre “giorni lavorativi”.

Chiaramente è possibile che la sospensione possa essere reiterata sempre entro il limite massimo della durata complessiva di 18 mesi e attivata per periodi non continuativi entro la regolamentazione stabilita dal Fondo di Solidarietà approntato dal MES.

Come fare allora domanda per ottenere la sospensione del mutuo, in presenza dei requisiti necessari? La gestione del Fondo di Solidarietà previsto dal Decreto Cura Italia è affidata alla Consap su incarico del MEF. I mutui sulla prima casa, in Italia, ammontano a circa 400 milioni di euro ed è quindi evidente quanto questa misura di sostegno sia fondamentale per la tenuta del sistema economico nazionale. Ricordiamo che, in ogni caso, i beneficiari di questi aiuti saranno sempre tenuti a versare il 50% degli interessi previsti.

Per fare domanda di accesso a questo strumento di sostegno è necessario presentare un modulo – pubblicato il 30 marzo –  che può essere reperito e compilato direttamente online sul sito ufficiale di Consap, Abi e del Dipartimento del Tesoro del MEF. Rispetto alla banca creditrice, le modalità di invio variano come da procedura illustrata nelle istruzioni alla compilazione di questo modulo. I contribuenti dotati dei requisiti necessari devono poi presentare il modulo e la documentazioni che attesti le condizioni richieste per accedere al fondo alla banca presso la quale hanno acceso il mutuo. I lavoratori dipendenti devono produrre contestualmente un documento firmato dal proprio datore di lavoro che attesti la riduzione dell’orario di lavoro e/o la sospensione dell’attività lavorativa. La banca inoltra la documentazione a Consap che entro 15 giorni emette un riscontro; se la domanda viene accettata la sospensione del mutuo viene attuata entro i 30 giorni lavorativi successivi. Nel caso in cui la richiesta di sospensione del mutuo venisse negata dall’istituto di credito si può inoltrare una segnalazione della banca direttamente all’ staff dell’On. Ruocco, esponente del Movimento 5 Stelle, all’indirizzo e-mail com.banche@camera.it.

Ma se invece è sono le rate di un prestito personale a preoccuparci in questo momento di crisi di liquidità, come possiamo fare per tutelarci? Questo è un campo un po’ più “scivoloso”: non rientrano infatti nella casistica sopra esposta i prestiti personali o quelli destinati ad altre finalità, che richiedono un’altra procedura che, di base, differisce a seconda della banca presso la quale si è acceso il finanziamento. Il fatto che non ci sia una procedura unificata e che quindi i requisiti di presentazione di domanda di sospensione di prestito siano variabili da banca a banca rende più complicato districarsi, con il rischio concreto di diventare insolventi.

La sospensione, in fin dei conti, è semplicemente uno slittamento in avanti del piano di ammortamento del prestito, che verrà comunque saldato con qualche mese di ritardo. In ogni caso chi è in difficoltà con la restituzione di un prestito finalizzato o personale oppure come un mutuo che non è previsto dal Fondo di Solidarietà (ad esempio un mutuo sulla seconda casa) può informarsi contattando la propria banca o la società finanziaria che ha concesso il prestito in anticipo rispetto alla data di versamento della rata: se prevedete di non riuscire a pagare la rata del mese in corso, chiamate la banca prima della scadenza della rata, non dopo, in modo da poter ottenere per tempo informazioni utili su eventuali modalità di posticipo di pagamento. In seconda battuta si consiglia di consultare il contratto sottoscritto al momento della sottoscrizione del mutuo e di verificare condizioni e clausole che disciplinino – o meno – la sua eventuale sospensione temporanea. In terzo luogo si raccomanda di verificare con la propria banca e/o con un consulente finanziario di fiducia se il proprio istituto di credito preveda o abbia approntato in autonomia e ad hoc per questa situazione delle procedure destinate alla sospensione temporanea delle rate di prestiti e mutui.

Finanziamenti Regionali Coronavirus 2020: bandi agevolati

Veniamo infine alla disamina di finanziamenti agevolati previsti dalle regioni per venire in soccorso di cittadini ed imprese colpiti dalle conseguenze economiche della crisi sanitaria prodotta dal Covid-19 negli ultimi due mesi. Il Decreto Salva Italia ha allocato moltissime risorse finanziarie alle regioni italiane, ognuna delle quali ha gestito e sta gestendo nel modo che ritiene migliore e più adatto alla propria configurazione socio-economica e al proprio scenario post-emergenza. Per scoprire quali sono i benefici economici accessibili tramite bando – ma non solo – sul proprio territorio il metodo migliore è consultare il sito ufficiale della propria regione di residenza nella sezione dedicata ai provvedimenti economici del dopo Coronavirus.
Le misure espresse dalle singole regioni vanno comunque nella direzione di aprire finanziamenti agevolati ai privati e alle imprese piccole e medie e di incentivare soprattutto le PMI ma anche altri settori fortemente colpiti dalla crisi come quello della Cultura e del Turismo.

Gli strumenti economici e finanziari messi in campo dalle regioni – e ai quali possono accedere cittadini ed imprese mediante bando o semplice presentazione di domanda – vanno in due direzioni fondamentali: la prima è quella che sostiene e aiuta i lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi con apposite misure volte a preservare il reddito da lavoro di determinate professioni che più d’altre hanno sofferto questa crisi, la seconda va invece a supportare le attività produttive da un punto di vista eminentemente strutturale, garantendo l’accesso a flussi di capitale che consentano investimenti infrastrutturali e tecnologici per un rilancio immediato della produzione e dell’industria.

Molte regioni hanno inoltre previsto l’abbattimento delle commissioni di garanzia e concesso alle imprese piccole e grandi dei finanziamenti agevolati straordinari. Alle imprese artigiane è stata riservata particolare attenzione così come alle attività che erogano servizi turistici, commerciali e relativi al terzo settore. Alcune regioni, come il Lazio, hanno sospeso fino a 12 mesi la restituzione dei prestiti da parte delle imprese ottenuti mediante partecipazione a bandi regionali e hanno prorogato le date di scadenza di alcuni bandi destinati al finanziamento di piccole e medie attività imprenditoriali sul territorio.

Allo stesso tempo sono tante le realtà regionali che hanno pianificato l’erogazione di contributi straordinari alle attività imprenditoriali ed industriali determinate ad investire nella direzione dell’implementazione del telelavoro, dello smart-working, dotandosi di tecnologie e supporti fisici che lo rendano possibile.

Appare chiaro che per molte attività produttive di piccolo, medio e grande calibro nei prossimi mesi sarà possibile accedere a condizioni di tutto favore a prestiti, incentivi ma anche a sospensioni temporanee dei crediti, ad un “congelamento” dei tassi di interesse sui prestiti e i finanziamenti, ed in generale le erogazioni creditizie saranno più rapide ed efficienti in modo da garantire una ripresa ed un rilancio della produttività nei tempi più brevi possibili.

In molte regioni come la Sicilia, la Liguria e la Toscana si è manifestata come prioritaria l’esigenza di immettere flussi di denaro importanti a sostegno del comparto turistico, vera e propria linfa vitale di interi territori, che si vede minacciato come mai prima dagli effetti del Coronavirus. Sono allo studio misure che consentano agli imprenditori del settore turistico di poter riaprire i battenti in estate garantendo allo stesso tempo la massima sicurezza a sé stessi e ai propri dipendenti così come ai clienti. Un’impresa sicuramente non facile ma necessaria per assicurare il sostentamento di moltissime aree del Paese.

Si consiglia quindi ad imprenditori e professionisti di monitorare le chance che la propria regione offre per dare nuovo slancio al tessuto economico, con l’idea di fondo di non lasciare indietro nessuno e di assistere anche quelle categorie di lavoratori (come quelli del mondo della cultura) che normalmente godono di poche garanzie e tutele.

Insomma, paradossalmente le occasioni di investimento nella propria attività non mancheranno nei prossimi mesi: l’augurio è quello di sfruttarle al meglio per far ripartire il motore economico dell’Italia e recuperare le posizioni perdute in questi mesi di quarantena.

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