Finanziamenti per Corsi di Formazione 2019: bandi europei e regionali

La formazione è un aspetto importante sia per le persone che vogliono migliorare la loro posizione lavorativa che per le aziende che preferiscono avere dei dipendenti con elevate competenze professionali: anche per questi motivi è importante sapere quali sono i finanziamenti per corsi di formazione disponibili nel 2019. Ci sono bandi europei (ma anche regionali) relativi a corsi sulla sicurezza, quelli che riguardano lo studio di una lingua all’estero e altro. Cerchiamo di fare una panoramica sull’attuale situazione dei finanziamenti per corsi di formazione.

Bandi di finanziamento europei per corsi di formazione FSE 2019

Un’istruzione e una formazione migliori: è questo l’obiettivo del Fondo Sociale Europeo, che vuole assicurare a tutti i giovani il completamento del percorso formativo e l’ottenimento di competenze che li possano rendere più “appetibili” sul mercato del lavoro. Questi risultati si possono ottenere perseguendo due priorità, ovvero ridurre il tasso di abbandono scolastico e migliorare le opportunità di istruzione universitaria e professionale. Il Fondo Sociale Europeo lancia iniziative in tutto il territorio dell’Unione Europea, con progetti e programmi studiati per migliorare il rendimento dell’intero settore dell’istruzione, dagli asili alle università, ma anche della formazione professionale e dei sistemi di apprendimento permanente.

Fondamentalmente le iniziative del Fondo si possono sintetizzare in tre tipologie: quella mirata alla riduzione dell’abbandono prematuro degli studi (porte aperte all’apprendimento), quella mirata al miglioramento dell’istruzione di livello terziario (per puntare più in alto) e quella mirata alla formazione e all’apprendimento permanente. L’apprendimento non si conclude con il completamento del proprio percorso di studio: si può dire che è un processo continuo che dura tutta la vita (o la carriera); la comparsa di nuovi beni e servizi e di nuovi processi e tecnologie fa sì che i lavoratori debbano adattarsi ad un contesto che è in continuo cambiamento e richiede nuove competenze.

Con la collaborazione delle parti sociali il Fondo Sociale Europeo promuove tramite i suoi progetti lo sviluppo delle competenze e la formazione, soprattutto per quanto riguarda l’ambito digitale, le lingue e l’imprenditorialità. I soggetti che forniscono servizi di istruzione professionale vengono aiutati dal Fondo ad allineare i loro corsi con quelle che sono le reali ed attuali esigenze del mercato del lavoro (si parla di standard europei, anche per dare più chance di mobilità ai lavoratori), incentivando apprendistati e tirocini in azienda. L’Italia utilizza i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo anche per far crescere le opportunità lavorative, migliorare le competenze dei lavoratori e potenziare il sistema nazionale di istruzione, ma anche quello di formazione, il tutto dando maggiore attenzione ai giovani e all’occupazione femminile.

Per poter conseguire in concreto gli obiettivi strategici il Fondo Sociale Euopeo predispone i cosiddetti PO (Programmi operativi); i programmi possono riguardare uno Stato intero oppure le sue singole Regioni: per conoscere i vari bandi è possibile consultare il sito ufficiale del Fondo collegandosi all’indirizzo https://ec.europa.eu/esf/home.jsp?langId=it e navigando all’interno della sezione L’FSE nel tuo paese. Spulciando tra i vari documenti si potrà leggere che la dotazione in ogni regione verrà impiegata per creare occupazione sostenibile e favorire la mobilità dei lavoratori, per adottare misure di inclusione sociale e per incentivare l’istruzione, l’apprendimento permanete e la formazione professionale.

I Programmi Operativi vengono gestiti dalle amministrazioni di Stato, Regioni e Province Autonome; dopo la pubblicazione dei bandi gli enti di formazione accreditati possono avviare i percorsi formativi che per i fruitori finali risulteranno essere interamente o parzialmente finanziati. I destinatari di questi finanziamenti per corsi di formazione di solito sono i giovani, i disoccupati, i dipendenti delle aziende, gli imprenditori e i liberi professionisti. Le persone interessate devono rivolgersi alla Regione di residenza, anche per conoscere i requisiti necessari per partecipare ai corsi e altre informazioni utili (durata, date di inizio, eventuale rilascio di attestati, certificazioni o abilitazioni e così via). Si tratta di un progetto enorme, quindi il Fondo Sociale Europeo si avvale della collaborazione di partner importanti (Commissione Europea, autorità nazionali e regionali, ONG, organizzazioni dei lavoratori).

Finanziamenti Interprofessionali per corsi di formazione 2019

Per fortuna non esistono solo i bandi europei per ottenere dei finanziamenti per corsi di formazione: per le imprese avere dei dipendenti competenti e aggiornati è fondamentale e spesso i fondi per la loro formazione vengono messi a disposizione dell’azienda stessa. Un’interessante opportunità è quella rappresentata dai Fondi Interprofessionali, ovvero fondi istituiti dalle aziende (ma anche dalle associazioni di imprese e sindacali) che vengono gestiti da associazioni autorizzate. Un’azienda iscritta al Fondo può decidere se finanziare con queste risorse i corsi di formazione e di aggiornamento del suo personale. Questo tipo di formazione finanziata è disciplinata dalla legge 388/2000, secondo la quale tutte le imprese possono accantonare ad un fondo interprofessionale una piccola percentuale dei contributi versati all’INPS dal monte salari di ciascun dipendente; ogni impresa può iscriversi ad un solo Fondo: l’adesione deve essere comunicata all’INPS, dura un anno, è revocabile e si rinnova tacitamente.

I Fondi possono operare in maniera diversa; nella maggior parte dei casi vengono lanciati dei bandi e le imprese possono partecipare proponendo il loro piano formativo. In altri casi invece le somme accantonate dall’impresa rimangono a disposizione della stessa impresa, che potrà utilizzarle quando e come meglio crede. Tra i fonti interprofessionali più importanti possiamo segnalare:

  • Fondimpresa, che è promosso da Confindustria, Ggil, Cisl e Uil ed è aperto alle imprese di ogni settore; permette a ciascuna impresa di finanziare i corsi di formazione per i suoi dipendenti tramite il conto formazione oppure tramite il conto sistema;
  • Fondirigenti, promosso a Confindustria e Federmanager, è finalizzato alla formazione dei dirigenti tramite il conto formazione, che può essere articolato in piani aziendali e di gruppo, piani aziendali 24 e piani territoriali e settoriali;
  • Fondartigianato, le cui parti sociali costituenti sono Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI, Cgil, Cisl e Uil; è il primo fondo che è stato costituito ed è stato riconosciuto dal Ministero del Lavoro;
  • Fondo For.Te, promosso da Confcommercio, Confetra, Cgil, Cils, Ui  Anpal: raccoglie le imprese del terziario (soprattutto quelle che operano nel commercio, nei trasporti e nella logistica) e finanzia percorsi formativi territoriali, aziendali, settoriali oltre a voucher personali.

Voucher per il finanziamento di corsi di formazione individuali

Esistono diversi enti a cui le imprese possono rivolgersi per ottenere finanziamenti per corsi di formazione per i loro dipendenti: questi enti si occupano della ricerca delle migliori opportunità vagliando le proposte dei fondi interporfessionali, dei fondi strutturali, dei fondi locali e dei fondi regionali. I corsi che vengono organizzati da questi enti e che possono essere finanziati possono riguardare diversi aspetti dell’attività aziendale (contabilità, analisi di bilancio, controllo di gestione, consulenza finanziaria, comunicazione, marketing, grafica e web design, progettazione, modellazione, informatica, lingue, sicurezza sul lavoro, direzione aziendale e tanto altro ancora).

I finanziamenti per corsi di formazione non possono essere richiesti solo a livello aziendale, ma anche a livello individuale. Uno strumento importante in questo settore è il voucher formativo: si tratta di un buono spendibile da un individuo per ampliare le proprie conoscenze. L’obiettivo di questo voucher ovviamente è quello di incentivare le persone a partecipare ai corsi di formazione: dopo che l’ente ha stabilito le risorse con cui finanziare le richieste, i voucher vengono assegnati a sportello (in questo caso le richieste presentate dalle persone che presentano i requisiti necessari vengono soddisfate in base all’ordine cronologico di arrivo) oppure con graduatoria (le richieste vengono valutate da una commissione che stabilisce un punteggio e stila una classifica). Ma chi può presentare la richiesta? Questo dipende dal voucher stesso: a seconda dei casi le persone coinvolte possono essere giovani, disoccupati, imprenditori, manager, dipendenti e così via. Ogni bando individua degli specifici destinatari e sono gli enti che promuovono il buono a fissare i requisiti. La scelta del corso a cui partecipare spetta al singolo individuo ed è legata a diversi fattori: ovviamente chi ha già un’occupazione opterà per corsi di aggiornamento o riqualificazione delle sue competenza, mentre chi non ha un lavoro opterà per lo sviluppo di una professionalità, preferendo magari i corsi di formazione certificati (ad esempio quelli riconosciuti dalla Regione o dall’Università).

I fondi del programma Garanzia Giovani per i corsi di formazione

I giovani hanno hanno un’opzione in più per quanto riguarda i finanziamenti dei corsi di formazione: parliamo delle iniziative del programma Garanzia Giovani. Per competere in uno scenario caratterizzato da continui ed importanti cambiamenti, l’acquisizione di un bagaglio culturale e personale è importantissima per riuscire a farsi strada nel mondo del lavoro: con Garanzia Giovani c’è la possibilità di intraprendere un percorso di formazione mirato all’inserimento lavorativo oppure al reinserimento in percorsi formativi; il primo tipo di percorso ha l’obiettivo di fornire le conoscenze e le competenze necessarie per riuscire ad entrare con più facilità nel mondo del lavoro. I soggetti autorizzati dalle varie Regioni erogano dei corsi collettivi o individuali dalla durata tra le 50 e le 200 ore. Giusto a titolo di esempio vediamo i finanziamenti per corsi di formazione destinati ai NEET (ovvero i giovani tra i 18 e i 29 anni che non lavorano,non studiano e non sono impegnati in un percorso formativo e sono registrati al programma) organizzati nella Regione Toscana.

Le università, le agenzie formative, le scuole di alta specializzazione e gli altri enti di formazione accreditati dalla Regione possono presentare i loro progetti per richiedere il finanziamento; il bando è a sportello, quindi i finanziamenti vengono erogati a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del bando stesso (4 settembre 2019) fino all’esaurimento delle risorse. I progetti devono riguardare corsi di formazione individualizzata, specialistici e professionalizzanti, il cui scopo è quello di trasmettere ai NEET le giuste conoscenze e competenze per facilitarne l’inserimento lavorativo; i corsi di formazione devono avere una durata di almeno 100 ore e se prevedono il rilascio di un certificato di competenze del repertorio regionale delle figure professionali devono rispettare gli standard fissati dall’apposito Regolamento. Il percorso formativo deve prevedere l’ingresso nel mondo del lavoro del giovane partecipante tramite rapporti di lavoro a tempo determinato o indeterminato, in somministrazione o in apprendistato. Il bando relativo ai finanziamenti per corsi di formazione destinati ai NEET stabilisce un tetto massimo di 4.000 euro per ogni giovane (40 euro per ogni ora svolta, con le ore di assenza che non possono essere rendicontate), quindi considerando che non ci possono essere più di tre allievi per ogni corso il finanziamento massimo per ciascun percorso formativo è di 12.000 euro. La dotazione complessiva del bando ammonta a 2 milioni di euro.

Finanziamenti regionali per corsi di formazione su sicurezza, lingue e altri ambiti professionali

Chi è interessato ai finanziamenti per corsi di formazione dovrebbe quindi tenere sotto controllo anche il sito della propria Regione: in questo caso per fare un esempio parliamo del portale della regione Piemonte (www.regione.piemonte.it). All’interno della sezione Istruzione, formazione e lavoro ci sono le pagine dedicate alla formazione professionale in cui vengono elencati i corsi per occupati su iniziative dell’azienda, corsi per occupati su iniziativa del lavoratore, orsi a pagamento riconosciuti dalla Regione e corsi per disoccupati. Esistono soluzioni relativi a diversi ambiti professionali (meccanica, edilizia, impiantistica, commercio, turismo, ristorazione, tecnologie informatiche, servizi alla persona, sicurezza, artigianato, agroalimentare a altri ancora) e di diversa durata (ci sono anche percorsi annuali e biennali, alcuni dei quali prevedono uno stage in azienda di una durata pari ad almeno il 30% delle ore del corso). Le iniziative sono co-finanziate con il Fondo Sciale Europeo di cui abbiamo parlato in precedenza.

Migliori finanziamenti per corsi di formazione erogati da banche e finanziarie

Nulla poi vieta alle persone si richiedere un finanziamento per corsi di formazione direttamente alle banche o alle finanziarie: praticamente tutti i principali istituti erogano dei prestiti per gestire al meglio il costo dei percorsi di studio o di formazione personale e lavorativa dei propri clienti. AD esempio Findomestic concede finanziamenti per corsi di qualsiasi livello e materia e per qualsiasi grado di istruzione, dall’asilo all’università; si possono quindi ottenere prestiti per master e altri tipi di percorso post laurea, corsi di recupero scolastici, corsi di lingue, corsi di specializzazione e così via. Per ottenere un preventivo del finanziamento basta andare sul sito ufficiale della finanziaria ed indicare nel simulatore il progetto che si vuole realizzare (in questo caso bisogna selezionare la voce corsi/scuola/università) ed indicare l’importo che si desidera richiedere; una volta cliccato sul taso calcola il prestito si possono vedere tutte le possibili soluzioni disponibili per quell’importo.

Ad esempio se si richiede un finanziamento per corsi di formazione da 2.000 euro il rimborso può avvenire in:

  • 18 mesi con rate da 117,50 euro (TAN 7,14%, TAEG 7,38%; il totale complessivo dovuto dal cliente è pari a 2.115,00 euro);
  • 24 mesi con rate da 89,60 euro (TAN 7,06% e TAEG 7,29%; il totale complessivo dovuto dal cliente è pari a 2.150,40 euro);
  • 30 mesi con rate da 73,00 euro (TAN 7,14% e TAEG 7,38%; il totale complessivo dovuto dal cliente è pari a 2.190,00 euro);
  • 36 mesi con rate da 61,80 euro (TAN 7,05% e TAEG 7,28%; il totale complessivo dovuto dal cliente è pari a 2.224,80 euro);
  • 42 mesi con rate da 53,90 euro (TAN 7,07% e TAEG 7,31%; il totale complessivo dovuto dal cliente è pari a 2.263,80 euro).

Una volta individuata la combinazione tra importo della rata e durata del piano di imborso più adatta alle proprie esigenze è possibile procedere con la richiesta di prestito direttamente online.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*