Finanziamenti CONI 2020: bandi a fondo perduto per impianti sportivi e strutture

Anche per questo 2020 sono stanziati diversi finanziamenti a fondo perduto ad opera del CONI, pensati per migliorare le strutture già esistenti o per favorire la nascita di nuove. In questo articolo sono raccolte tutte le ultime novità su questo tema presentate dal Comitato Olimpico nazionale Italiano (CONI) in accordo con il governo e le regioni.

Finanziamenti a fondo perduto per Impianti Sportivi CONI 2020: i bandi in vigore

L’avvio o la ristrutturazione di un impianto sportivo o di una struttura sportiva per l’esercizio di diverse discipline, comporta dei costi ingenti che difficilmente possono essere affrontati dai privati, motivo per il quale anche per il 2020 il CONI ha deciso di stanziare diversi finanziamenti a fondo perduto per coloro che intendono cimentarsi in questa impresa.

Grazie all’introduzione del pacchetto di aiuti posto in essere dal Ministro dello sport Lotti nel 2018, si è dato l’avvio ad un progetto specificatamente pensato per rilanciare lo sport su tutto quanto lo stivale italiano.

Le risorse ministeriali messe a disposizione sono a fornite a tutti coloro che hanno la seria intenzione di investire tempo e denaro in opere di messa in sicurezza e ammodernamento di impianti sportivi, siano essi enti oppure dei privati.

Uno dei più famosi è “Sport e periferie”, ovvero un programma di stanziamenti da parte del governo e gestiti dal CONI pensati per tutti i progetti che hanno l’intento di realizzare degli interventi edilizi per l’impiantistica sportiva; il fine ultimo di questa lodevole iniziativa è volto alla riqualificazione di strutture già esistenti che consentono lo sviluppo di una cultura sportiva, il potenziamento delle discipline a livello agonistico ed anche la rimozione di tutti gli squilibri economici e sociali.

Lo sport infatti rappresenta una fonte di aggregazione inestimabile che consente in linea generale di appianare tutte le disparità presenti tra le fasce sociali.

Questo particolare fondo ha messo a disposizione 100 milioni di euro e ad oggi, si è già alla seconda fase del progetto pluriennale; per il 2020 sono stanziati fino a 15 milioni, cifra leggermente ridotta rispetto al 2019 e 2018 ma comunque fondamentale per dare una nuova vita agli impianti sportivi.

All’interno del bando redatto dal CONI si fa esplicito riferimento all’erogazione del finanziamento solamente per tutti i progetti che prevedono la realizzazione, la rigenerazione ed il completamento di impianti sportivi e che sono finalizzati all’attività agonistica, localizzati soprattutto nelle aree più svantaggiate del paese nella fattispecie nelle periferie urbane, questa clausola ha il chiaro intento di combattere in modo più pervasivo le differenze di stampo sociale.

Il fondo in questione è stato istituito grazie ad un decreto legge (183) risalente al 2015, il quale è divenuto prima una legge e successivamente un provvedimento strutturale di elevato valore, nel 2018.

Questo è stato possibile grazie alla legge di bilancio, che ha tenuto in attenta considerazione tutte le imprese che operano in questo settore e che necessitano ammodernamenti strutturali e revisioni al fine di favorire la pratica sportiva in tutta sicurezza.

La delibera 45/2019 ha modificato l’articolazione finanziaria del piano “Sport e Periferie” assicurando in questo modo una maggiore liquidità, infatti per il 2021 e per il 2022 la spesa complessiva prevista è di 60 milioni di euro mentre per il 2023 ci sarà una riduzione fino a 25 milioni.

Infine per gli anni 2023 e 2024 sono contemplati 10 milioni, andando a contare una spesa totale di 250 milioni di euro.

Altro importantissimo bonus per l’erogazione di risorse per l’impiantistica sportiva è il così detto “Sport Bonus”, introdotto anch’esso con la legge di bilancio del 2018 è stato confermato nuovamente per il 2020; entrando nello specifico, questo finanziamento riconosce a tutte le imprese un sostanzioso contributo sotto forma di credito d’imposta per interventi di ristrutturazione o restauro di impianti sportivi pubblici,inoltre con la revisione del 2019 è stata ampliata l’opportunità di accesso anche a persone fisiche private ed enti non commerciali.

La legge 145\2018 si basa su un sistema di detrazioni a favore di coloro che sono interessati a dare una nuova vita a strutture sportive sportive destinate all’attività pubblica ma questo vale anche per donazioni finalizzate alla realizzazione di nuove.

Stando a quanto esplicitato all’interno del bando, l’ammontare complessivo della detrazione è del 65% delle erogazioni effettuate inoltre è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile mentre i titolari di reddito d’impresa devono tenere conto del 10% dei ricavi annui.

Questa forma di credito è riconosciuta per l’intero 2020, al pari degli anni precedenti, per tutte quelle forme di erogazioni liberali in denaro; attualmente il limite complessivo di spesa per lo sport bonus è di 13,2 milioni di euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.

Per usufruire di questo importante bonus è fondamentale mandare l’apposita domanda all’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, inoltre bisogna fare attenzione ai moduli in quanto si differenziano tra le persone fisiche, gli enti non commerciali e le imprese.

Al modello di domanda devono essere affiancati altri allegati: tutte le persone fisiche devono mandare anche la copia fronte retro del documento di identità, del codice fiscale, della dichiarazione in carta libera del soggetto beneficiario il quale deve dichiarare e confermare l’accettazione dell’importo ed il tipo di lavoro al quale ha intenzione di destinarlo; per quanto riguarda gli enti non commerciali devono inviare la copia del proprio documento di identità e la dichiarazione in carta libera di accettazione ed anche il documento dell’atto costitutivo dell’ente stesso; infine le imprese devono allegare la loro visura camerale dell’impresa.

La domanda corredata di tutto il necessario deve essere inviata via PEC a ufficiosport@pec.governo.it inserendo nell’oggetto della mail la voce “Sport Bonus 1 finestra 2020”; in caso di esito positivo dovrebbe giungere una risposta contenente la conferma di recezione ed il numero di protocollo che va conservato.

Dopo un’attenta valutazione, all’interno del sito dell’ufficio dello Sport Governo ed in particolare nella sezione relativa alle notizie, vengono pubblicati i nomi di tutti i soggetti che sono stati ammessi al bonus e la presenza è verificabile mediante il numero di protocollo.

Entro 10 giorni dalla donazione l’ente sportivo deve dichiarare di aver ricevuto quanto detto e questo deve avvenire mediante l’apposito modello che è messo a disposizione.

L’iter in questione si conclude nel momento in cui, sempre all’interno della sezione precedentemente citata viene esposto l’intero elenco riportante tutti i soggetti che hanno diritto al bonus.

Stando a quanto riportato all’interno del sito del ministero le date di riferimento aggiornate sono il 21 Luglio per la pubblicazione delle imprese che possono effettuare l’erogazione liberale in denaro, mentre il 31 Luglio è la data ultima per l’erogazione effettiva del pagamento secondo le modalità previste.

Le dichiarazioni di ricevimento hanno come scadenza invece l’11 agosto e solo dopo questo momento sarà possibile conoscere chi sono gli effettivi beneficiari tramite il numero seriale.

Il credito d’imposta in questione è utilizzabile in tre quote annuali di importo uguale a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo a quello di pubblicazione sul sito internet dell’Ufficio per lo Sport, in sola forma di compensazione.

Ai fini del riconoscimento e della trasparenza le erogazioni devono essere effettuate con metodi di pagamenti chiari e ritracciabili, dunque mediante bonifico bancario, bollettino postale, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari ed infine circolari.

E’inoltre importante parlare del bonus per gli impianti da calcio, in quanto questa disciplina ha un posto speciale nel cuore dell’Italia intera.

Anche in questo caso questo fondo, concesso con la legge 205\2017, è stato istituito per la ristrutturazione di impianti da calcio, grazie ad un credito d’imposta del 12% sulle spese totali, nella misura massima di 25.000€.

Ovviamente questo bonus è voluto anche dal Comitato Olimpico Nazionale, in quanto è una misura volta all’incentivazione di un migliore funzionamento e la messa in sicurezza di luoghi come stadi e centri sportivi legati alla disciplina calcistica, che all’interno del suolo italiano non solo assumono un ruolo ludico e associativo,ma hanno anche un inestimabile valore culturale.

Il bonus in questione fa riferimento soprattutto ad una detrazione di imposta e spetta a tutte le società oppure a tutte le associazioni sportive che si prendono l’impegno di avviare opere di ammodernamento per quanto riguarda questi luoghi.

La detrazione non è molto elevata, tuttavia rappresenta un grande aiuto soprattutto per i centri che accolgono aspiranti calciatori.

Il bando in questione ristringe la cerchia dei richiedenti agli appartenenti alla Lega nazionale dei professionisti di serie B, coloro che sono iscritti alla Lega di calcio professionistico ed infine ai tutti coloro che appartengono alla Lega nazionale dilettanti i quali comprendono anche chi gareggia in eccellenza, in promozione ed in categorie 1,2 e 3.

In questo caso sono escluse dal bonus tutte le società che gareggiano in seria A, favorendo in questo modo le più piccole che sono economicamente più svantaggiate.

Al fine di ricevere un riscontro positivo è fondamentale prestare attenzione al alcuni essenziali requisiti, primo tra tutti la proprietà dello stadio.

La società che ha espresso l’intenzione di avviare un’opera di ammodernamento di uno stadio o centro, deve essere la proprietaria legale dello stesso oppure deve trovarsi in regime di concessione governativa.

Inoltre la ristrutturazione edilizia deve comprendere lavori di ripristino o sostituzione di parti dell’edificio, l’eliminazione e trasformazione di impianti nuovi, demolizione e ricostruzione dell’edificio, la quale deve attenersi alle volumetrie originali salvo per situazioni di adattamento normativo.

Al fine di poter fare domanda  è fondamentale che la società si rivolga direttamente all’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri inviando una PEC all’indirizzo ufficiosport@pec.governo.it e consegnando modulo di domanda, copia del documento di identità e tutte le informazioni relative alla spesa effettuata come il totale, l’attestazione di effettività del costo, l’importo richiesto e la dichiarazione sostitutiva.

Finanziamenti Regionali CONI 2020: i bandi per impianti sportivi e strutture

Gli impianti sportivi ed i centri adibiti alla pratica di discipline motorie sono luoghi di importante valore culturale per le regioni, ma la riqualificazione e la messa in sicurezza di questi comporta costi molto elevati spesso proibitivi per le associazioni più piccole.

Il pacchetto di aiuti voluto nel 2018 si articola al livello regionale, dunque coloro che vogliono accedervi devono fare riferimento al sito ufficiale della propria regione cliccando alla sezione bandi; molte giunte nelle ultime settimane si sono adoperate per cercare di fornire un sostegno ancora più pervasivo, a seguito del lockdown da Coronavirus.

La Toscana è stata una delle prime ad adoperarsi per revisionare e posticipare tutte le date per la presentazione delle domande di finanziamento per centri sportivi; il supporto è diretto all’intervento in ambito di spazi pubblici e di uso pubblico destinati alla pratica sportiva e a tutte le attività motorie.

Le voci prevedono misure per l’ampliamento di spazi e realizzazione di nuovi; il recupero per garantire la funzionalità, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria, il controllo sotto il profilo della sicurezza sismica e la qualificazione di tutti quanti i servizi; vengono inoltre accettati tutti gli interventi per la realizzazione di aree verdi e spazi attrezzati che possano consentire l’attività motoria in piena sicurezza, valorizzando così non solo lo sport ma anche le risorse naturali ed ambientali.

E’importante tenere a mente che gli unici soggetti che hanno l’opportunità di avanzare la richiesta sono gli enti locali, sia in forma singola che associata e gli istituti scolastici e universitari.

All’interno del bando sono citate anche tutte quante le spese che è consentito contemplare all’interno del proprio progetto.

In particolare sono finanziate tutte le spese di progettazione, studi, rilievi, direzione lavori ed anche i collaudi; tutte le spese per le opere di edilizia, quelle murarie e tutte le impiantistiche.

In un centro sportivo c’è la necessità di molte attrezzature ed arredi che devono essere conformi ed a norma con tutta la legislazione in materia, dunque anche quest’aspetto è totalmente coperto economicamente.

Infine la regione Toscana ha deciso di includere l’imposta sul valore aggiunto ed ogni altro tributo fiscale, sia esso previdenziale o assicurativo tuttavia deve essere attinente alla realizzazione dell’intervento.

Gli enti interessati a questa valevole iniziativa devono tenere presente la dichiarazione di inizio dei lavori ad otto mesi dalla data di pubblicazione degli atti, inoltre il se le opere non dovessero essere terminate entro 24 mesi dalla data stessa c’è la possibilità di revoca dell’erogazione.

Per via delle precauzioni per evitare il contagio virale, la regione Toscana ha approvato nuovi criteri di invio delle domande: la richiesta deve avvenire solamente per via telematica accedendo direttamente all’area dedicata del sito regionale.

Anche il Lazio ha deciso di stanziare delle importanti cifre per la promozione ed il rinnovamento di impianti sportivi localizzati all’interno del territorio.

Per il 2020 infatti c’è stata una dotazione di 2 milioni di euro grazie al sostegno della società in house Lazio Crea.

I finanziamenti sono stati concessi in regime de minimis, sfruttando la procedura a sportello e sono volti a dare un importante sostegno per il pagamento dei canoni di locazione in ragione delle difficoltà poste in essere dall’emergenza epidemiologica da COVID 19.

Il contributo in questione tiene conto in particolare delle mensilità di Marzo ed Aprile, in quanto sono stati i momenti più duri dal punto di vista economico per i gestori di strutture idonee alla pratica sportiva.

Per ogni domanda che viene inviata, dopo attenta analisi, LazioCrea ha deciso di erogare un sostegno che è pari al 40% del costo complessivo relativo del totale di canone ed è previsto un limite massimo che si attesta attorno ai 1500€ per ogni singolo impianto o centro sportivo.

C’è tuttavia una clausola da tenere in attenta considerazione: questo finanziamento ha la possibilità di essere elevato del 50% nei casi in cui alla data del 29 Febbraio 2020 la struttura abbia tra i propri iscritti una maggioranza di atleti diversamente abili.

Il bando in questione ha decretato che i soggetti beneficiari possono essere: tutte le società sportive dilettantistiche ed anche le associazioni con tutti gli affiliati che sono regolarmente iscritti al CONI o nel registro parallelo del CIP; tutti gli enti di promozione sportiva che sono ufficialmente riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale ed infine tutte le associazioni Benemerite e le discipline sportive associate che vengano definite ufficiali.

Ogni persona interessata può presentare solo una domanda per un solo centro sportivo ricondotto in locazione e non è un contributo esclusivo, ma può essere cumulato con altri aiuti.

La richiesta va inoltrata anche in questo caso per via telematica sfruttando l’indirizzo PEC della regione avvisieventi.laziocrea@legalmail.it.

La documentazione completa da allegare nel momento dell’invio della propria candidatura è presente in formato PDF e Word all’interno del sito ufficiale della regione Lazio.

Lazio e Toscana sono solamente due esempi, infatti con l’allentamento delle misure di lockdown quasi tutte le regioni hanno avviato i lavori per fornire sostegno ed aiuto economico a tutti i centri sportivi e le strutture che necessitano di una nuova vita e nuovi interventi.

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