Finanziamenti per Casalinghe 2020: i migliori senza busta paga e senza garante

Cerchiamo di scoprire quali sono i migliori finanziamenti per casalinghe del 2020: quella delle casalinghe è infatti una delle categorie che può avere maggiori difficoltà nell’ottenere un prestito. Prima di concedere un finanziamento le banche e le finanziarie controllano che il cliente presenti dei precisi requisiti: in teoria solo chi percepisce un reddito dimostrabile. Ma nella pratica è davvero così? Non c’è alcuna possibilità di ottenere un prestito senza busta paga? Le cose sono un po’ più complicate, ma ci sono comunque delle strade per arrivare ai finanziamenti per casalinghe.

Finanziamenti per casalinghe senza busta paga 2020: le opportunità per chi è senza reddito

Spesso si sente parlare di finanziamenti per casalinghe senza busta paga, ma a volte si fa un po’ di confusione sull’argomento: forse è meglio fare un po’ di chiarezza. Le banche e le finanziarie concedono somme in prestito solo alle persone che offrono ampie garanzie di restituzione: per avere questa certezza, come abbiamo detto in apertura, hanno fissato dei requisiti che le persone che vogliono ottenere un finanziamento devono necessariamente possedere. Innanzi tutto bisogna essere maggiorenni al momento della richiesta e non bisogna avere più di 75 anni nel momento in cui scadrà il piano di rimborso, poi è necessario essere residenti in Italia, avere un reddito dimostrabile e non bisogna risultare iscritti come cattivi pagatori o protestati. Per accertarsi della presenza di tutti  questi requisiti l’istituto di credito fa un controllo sulle banche dati a sua disposizione (in questo modo si accerta sul passato creditizio del richiedente e quindi sulla sua affidabilità) e poi si fa fornire alcuni documenti, ovvero la carta di identità, il codice fiscale e un documento di reddito.

E qui giungono i primi problemi: le casalinghe di solito non hanno un documento di reddito, visto che si occupano della gestione della propria casa e della cura di chi vi abita. Va comunque detto che esiste comunque la possibilità di ottenere dei prestiti anche se non si ha un documento di reddito: si parla in questo caso di finanziamenti senza busta paga. In realtà il termine non è esatto, visto che le banche e le finanziarie non accettano solo la busta paga come documento di reddito valido per l’erogazione di un prestito (altrimenti solo i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere un finanziamento): sono ritenuti validi anche il cedolino della pensione presentato dai pensionati e la dichiarazione dei redditi presentata dai lavoratori autonomi. Per ottenere un finanziamento senza busta paga la casalinga deve riuscire a dimostrare all’istituto di credito di essere in grado di restituire le somme richieste anche se non percepisce un reddito dimostrabile.

Quando si parla di finanziamenti per casalinghe senza busta paga bisogna quindi introdurre il concetto di garanzie alternative. Se una casalinga pensava di poter presentare un immobile di proprietà come garanzia per ottenere un prestito purtroppo deve rivedere i suoi piani: con i prestiti personali di solito è possibile ottenere importi fino a 30.000 euro (e quando non c’è un reddito dimostrabile è difficile arrivare a queste cifre), quindi somme inferiori al valore di un immobile; si tratterebbe di un’ipoteca parziale e in caso di inadempienza da parte del debitore per la banca sarebbe un po’ troppo complicato e dispendioso riuscire a recuperare i soldi prestati. Di sicuro c’è qualche possibilità in più per e casalinghe che possono dimostrare di avere un’entrata regolare ogni mese, anche se non si tratta di uno stipendio o di una pensione: pensiamo ad esempio al canone di affitto che si riceve dagli inquilini per un immobile di proprietà ceduto in locazione, oppure all’assegno di mantenimento versato dall’ex coniuge, oppure ancora ad una rendita certa di un investimento.

Tutte le garanzie alternative proposte vengono prese in considerazione e valutate caso per caso dall’istituto a cui ci si rivolge: l’ultima parola spetta sempre alla banca, quindi non è detto che l richiesta venga accettata (anzi, è abbastanza difficile). Ad ogni modo, quando si parla di finanziamenti per casalinghe senza busta paga (ma il discorso vale anche per i soggetti che rientrano in tutte le altre categorie che no hanno un documento di reddito, dai disoccupati ai lavoratori irregolari) la soluzione che piace di più a banche e finanziarie e che quindi dà più chance si successo è rappresentata dalla presenza di un garante. Per chi non lo sapesse, il garante è quella persona che si impegna a pagare le rate di rimborso del finanziamento nel caso in cui il debitore principale non rispettasse il suo obbligo mensile. Naturalmente non tutti possono ricoprire questo ruolo: la persona proposta come garante deve presentare dei requisiti che offrano ampie garanzie di solidità economica e affidabilità finanziaria.

Il garante deve avere un’età tra i 18 e i 75 anni, deve essere residente in Italia, deve avere un passato creditizio immacolato (naturalmente chi risulta essere cattivo pagatore o, peggio ancora, protestato non potrà essere accettato come garante: se non è affidabile per i suoi impegni come può esserlo per gli impegni di una terza persona?) e deve avere un buon reddito dimostrabile. La banca verifica anche se sul reddito della persona proposta (pensione o stipendio) ci sono già delle trattenute che possano in qualche modo comprometterne la capacità di rimborso: ad esempio se ha un finanziamento in corso, se ha già la trattenuta per la cessione del quinto oppure se è già garante per un altro prestito è possibile che la domanda venga respinta anche se ci sono tutti i requisiti richiesti.

Di solito la persona che viene proposta come garante è una qualcuno molto vicino al richiedente (ad esempio il genitore che fa da garante per il figlio, il marito o la moglie che fa da garante per il coniuge e così via): questa è una cosa normale, visto che è più facile trovare un soggetto disposto a farsi carico di questo impegno tra i parenti o gli amici più stretti, ma per quanto riguarda le banche e le finanziarie i due debitore possono anche essere perfetti sconosciuti tra di loro. La presenza di un buon gaante permette alle casalinghe senza busta paga di accedere alle normali offerte di finanziamento: per ottenere un preventivo è possibile recarsi di persona presso una filiale di un banca oppure utilizzare il simulatore che si trova sui siti web ufficiali di molti istituti di credito. Si potrebbe anche procedere con la richiesta online, ma vista la particolare situazione sarebbe meglio parlare direttamente con il personale delle banche e delle finanziarie per spiegare la particolare situazione e trovare con i consulenti le migliori soluzioni possibili.

Finanziamenti per casalinghe senza garante 2020: le strade alternative per averli ugualmente

Ma se non ha delle valide garanzie alternative e non trova una persona che sia disposta (o che abbia la possibilità) di fare da garante, la casalinga deve abbandonare l’idea di richiedere un prestito e quindi di realizzare i suoi progetti? Anche se il percorso si fa ancora più tortuoso non è impossibile ottenere dei finanziamenti per casalinghe senza garante: vediamo quali sono le strade alternative per riuscire ad ottenere ugualmente un prestito che si possono percorrere in questo 2020. Se la casalinga è alla ricerca di un prestito perché vuole dare vita ad una nuova attività tutta sua potrebbe dare un’occhiata ai bandi relativi ai finanziamenti agevolati (a volte anche a fondo perduto) erogati da Stato, Regione o altri enti. Ad esempio con l’iniziativa Nuove imprese a tasso zero le imprese formate prevalentemente da giovani fino a 35 o da donne di ogni età possono finanziare il loro progetto (con valore massimo di 15 milioni di euro) con un prestito a rimborso agevolato (si inizia p pagare le rate quando il piano di investimenti è stato completato) e a tasso zero; l’importo erogato può coprire fino al 75% delle spese ammissibili e il piano di rimborso può durare fino a 8 anni, con rate da pagare ogni sei mesi. Il punto di partenza per chi ha progetti di questo tipo è il sito di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo che gestisce i bandi più importanti.

Se non si vuole dare vita ad una nuova impresa oppure se non si hanno i requisiti richiesti è necessario guardare altrove. Facendo una ricerca su internet per la chiave “finanziamenti per casalinghe senza busta paga e senza garante” tra i primi risultati compariranno diversi siti che fanno riferimento al prestito cambializzato. In realtà questa formula non andrebbe presa in considerazione se non come ultimissima spiaggia perché come vedremo presenta alcune criticità importanti. Con il prestito cambializzato di solito è possibile ottenere importi fino a 20.000 euro: l’erogazione avviene in tempi abbastanza ristretti, non è necessaria la presenza di un garante e il piano di rimborso di norma dura tra i 6 e i 60 mesi; un altro vantaggio è che il prestito cambializzato può essere ottenuto anche dai cattivi pagatori. Ma ci sono diversi aspetti negativi, a partire dal fatto che il rimborso avviene tramite il pagamento di cambiali; le cambiali sono titoli di credito esecutivi: questo significa che in caso di mancato pagamento delle rate il creditore può subito avviare subito il pignoramento dei beni del debitore (che poi verrà “marchiato” anche come protestato). I costi inoltre sono più alti rispetto ad un normale prestito personale: sia le spese accessorie che gli interessi sono elevati. Inoltre non è facile trovare chi eroga finanziamenti senza garante di questo tipo: le banche e le finanziarie pi importanti (almeno ufficialmente) non trattano prodotti di questo tipo.

Un’altra opportunità per chi è senza reddito ed è alla ricerca di un finanziamento per casalinghe senza busta paga e senza garante può essere rappresentato dal prestito tra privati. Ormai ci sono anche delle piattaforme online (autorizzate) che svolgono il ruolo di intermediario tra chi ha bisogno di soldi in prestito e chi invece è disposto a concedere finanziamenti ricevendo in cambio un tasso di interesse (in pratica per i prestatori si tratta di una sorta di investimento); va detto che per ottenere dei prestiti tramite questi siti anche le casalinghe devono dimostrare di avere qualche entrate documentata: in alcuni casi può bastare la CU relativa ad un lavoretto part time, magari svolto come prestazioni occasionale. Altrimenti c’è il prestito tra privati alla vecchia maniera: naturalmente bisogna fare estrema attenzione a chi ci si rivolge per ottenere un finanziamento; meglio non uscire dalla cerchia dei parenti e degli amici veri: in questo modo è possibile anche che vengano accettate delle condizioni economiche particolarmente vantaggiose, come una maggiore elasticità nel rimborso oppure la mancata richiesta di interessi.

L’ultima tipologia di finanziamenti per casalinghe senza busta paga e senza garante che prendiamo in considerazione e il prestito su pegno. È una formula che esiste praticamente da sempre e che sembra essere tornata un po’ di moda anche grazie ad alcuni programmi di successo che vedono i banchi di pegni come protagonisti (anche se nella realtà le cose vanno in modo un po’ diverso). Come funziona questa forma di prestito? È molto semplice: il richiedente si reca presso la banca o la finanziaria che eroga questo tipo di servizio portando con sé un oggetto di valore ottenendo in cambio una certa somma di denaro; il cliente deve restituire la somma ottenuta (più gli interessi) entro una precisa scadenza per poter rientrare in possesso del bene, altrimenti l’istituto di credito lo venderà all’asta per poter recuperare i soldi (se la cifra ottenuta dalla vendita all’asta è superiore al capitale più gli interessi, le commissioni e i diritti d’asta, la differenza deve essere versata al cliente).

Non tutti gli oggetti possono essere portati in pegno: di solito vengono accettati solo beni di valore come monete, orologi, gioielli, oro argenteria, ma possono essere presi in considerazione anche quadri, pellicce e tappeti, purché abbiano un valore di mercato facilmente definibile. Il valore viene stabilito da un perito della banca, però la somma concessa in prestito sarà sempre abbastanza inferiore a questo importo: la legge prevede infatti che per i preziosi non si possa concedere più di 4/5 del loro valore, mentre per gli altri beni non si possono superare i due terzi. La durata di questo particolare finanziamento senza busta paga e senza garante va da un minimo di tre mesi fino al massimo di un anno. L’importo più basso del valore del bene, la durata abbastanza contenuta del prestito, il rischio di perdere l’oggetto dato in pegno e i tassi di interesse piuttosto elevati sono gli aspetti negativi di questa formula di finanziamento, che però vede tempistiche di erogazione rapide e può essere richiesto praticamente da chiunque abbia un oggetto di valore, anche da chi ha avuto qualche problema di credito in passato.

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