Finanziamenti Apicoltura 2020: bandi a fondo perduto, europei e regionali

Nel 2020 sono stati messi a disposizione diversi finanziamenti a fondo perduto per incentivare l’apicoltura sia al livello europeo che a livello regionale.

Se siete interessati a questo settore, all’interno del prossimo articolo sono raccolte alcune informazioni essenziali per accedere ai finanziamenti al fine di avviare la produzione di questo nettare che è alla base della cultura gastronomica europea ed italiana.

Finanziamenti Europei Apicoltura 2020: bandi a fondo perduto attivi

L’apicoltura è un settore davvero molto importante per l’economia europea, in quanto con circa 17,5 milioni di alveari si attesta la seconda area produttrice di miele al livello internazionale.

Questo nettare è alla base di moltissime preparazioni alimentari e cosmetiche, dunque la domanda al livello mondiale è davvero molto alta.

Negli anni passati la Commissione Europea aveva già stanziato diversi fondi per promuovere in modo più consistente questo settore, in quanto essenziale non solo a livello economico ma anche sotto l’aspetto della biodiversità.

Il cambiamento climatico e i trattamenti a base di pesticidi hanno giocato un ruolo molto negativo nel settore, infatti le passate stagioni sono state particolarmente difficili e preoccupanti per i produttori.

Per porre rimedio al problema, rispetto al triennio scorso il dipartimento Europeo ha previsto per il 2020-2022 un sostanzioso aumento da 36 milioni di euro a 40 annuali, da ripartire tra tutti gli stati membri, per una spesa complessiva che ammonta a circa 120 milioni.

Questo aiuto risulta essere essenziale per incentivare e sostenere possibili nuovi imprenditori che vogliono cimentarsi in questa esperienza affascinante ma allo stesso tempo molto impegnativa ed onerosa; ma la maggior parte delle questioni è proprio relativa alle modalità di partecipazione ai bandi a fondo perduto, messi a disposizione dall’Unione Europea.

Al livello normativo la decisione da prendere in considerazione è la 974 del 2019, riguardante proprio l’approvazione dei piani nazionali volti a migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, la quale è rinvenibile direttamente nella pagina online della commissione Europea.

I fondi messi a disposizione sono comprendenti di misure che contemplano corsi d’istruzione per apicoltori, supporti logistici per aprire l’attività , strumenti in grado di coadiuvare alla lotta contro i parassiti che danneggiano gli alveari ed anche studi di ricerca per migliorare la qualità dei prodotti finali.

Per l’Italia la campagna apicola dell’anno 2020 può contare esattamente su 3.544.718€, per il 2021 su 3.546.279€ ed infine per il 2022 sulla cifra di 3.543.06€, stando a quanto è riportato all’interno della decisione presentata sul sito dell’Unione Europea.

La Commissione ha deciso di indicare come plausibili beneficiari tutti i produttori di api singoli ed anche tutte le associazioni riconosciute.

E’ importante sottolineare che per venire incontro alle start up, le tipologie di finanziamenti pensate dall’UE sono a fondo perduto dunque non sono previsti obblighi di restituzioni né interessi aggiuntivi, incoraggiando così l’iniziativa privata imprenditoriale.

Al fine di migliorare il mondo dell’apicoltura europea e la commercializzazione del miele, la Commissione ha pensato di dirigere i fondi verso 28 programmi nazionali apicoli, definiti dagli stati membri in collaborazione con i rappresentati del settore.

Secondo quanto stabilito dalla decisione finale gli stati che potranno usufruirne sono: Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e infine il Regno Unito.

Coloro che intendono sfruttare quest’ottima opportunità devono anzitutto preparare un business plan dettagliato, riportante tutte le eventuali spese, le qualità del proprio territorio ed infine il target aziendale.

La presentazione di una richiesta ben strutturata è un passaggio fondamentale per essere certi di accedere ai fondi senza problemi; inoltre ad oggi esistono molte agenzie e piattaforme online aiutano gli imprenditori proprio in questo intento.

In caso di dubbi sulle procedure ufficiali, si può fare riferimento alla pagina telematica dell’Unione Europea, la quale alla sezione “Finanziamenti UE” fornisce delle valide spiegazioni relativamente alle modalità e tempi di valutazione delle domande.

Al fine di redigere un progetto interessante, un consiglio da tenere in considerazione è quello di verificare sempre la pertinenza degli obiettivi e le attività previste, prestando ancora più attenzione alla capacità operativa e finanziaria proposta.

Inoltre l’intero progetto deve essere presentato alla commissione di riferimento, corredato di una breve descrizione dove si punta il focus su elementi più specifici, descrizione dell’attività, costi totali e risultati previsti.

E’ inoltre importantissimo tenere in grande considerazione anche le scadenze indicate, in quanto tutte le richieste presentate in ritardo vengono considerate nulle, dunque respinte.

Finanziamenti a fondo perduto Apicoltura 2020: bandi regionali

Gli italiani sono uno dei maggiori consumatori di miele al livello europeo; purtroppo la produzione interna del paese non riesce a soddisfare pienamente la forte domanda da parte dei consumatori, così nel corso del tempo si è stati costretti ad aumentare l’importazione da paesi come l’Ungheria, la Romania ed anche la Cina.

Una delle maggiori problematiche per il Bel Paese è il calo drastico della produzione che ha interessato tutte le regioni da Nord a Sud nelle ultime stagioni, causato soprattutto da un clima poco clemente per i coltivatori.

L’intervento finanziario, posto in essere dalla Commissione Europea, rappresenta un ottimo aiuto per risollevare le aziende di apicoltura già esistenti ed incentivare nuovi imprenditori a lanciarsi sul settore.

Grazie alla conferma della ripartizione regione per regione dei fondi previsti per il territorio italiano, che in totale ammontano ad una cifra di 7.089.436€, i vari organi di competenza si sono adoperati per approvare dei piani per i prossimi tre anni.

E’ importante dire che ogni singola regione ha deciso di imporre dei limiti e delle tempistiche proprie, impostando così dei progetti personalizzati di finanziamenti.

Per poter accedere a questi soldi, gli interessati dovranno dunque visitare la pagina online del sito della propria regione di appartenenza, recandosi direttamente alla sezione di riferimento.

Altra via di accesso per conoscere le condizioni è quello di rivolgersi direttamente ai tecnici che operano presso le associazioni apistiche della propria regione.

L’Emilia Romagna ad esempio, ha disposto 556.787,89€ come fondi per l’avvio di nuove aziende per l’apicoltura ma anche per rilanciare quelle già navigate.

I destinatari di questi fondi sono infatti proprio gli apicoltori, le forme associate previste da enti pubblici, i privati produttori ed infine i ricercatori.

Nel bando messo a disposizione per tutti gli utenti, è specificatamente richiesto che questa categoria di lavoratori per riuscire ad avere un responso positivo, debba essere in possesso della  partita IVA,  essere in regola con tutte le norme igienico sanitarie ed operare sempre e comunque nel rispetto di tutte quante le regolamentazioni previste dalla Comunità Europea.

Per quanto riguarda la presentazione delle domande, la regione Emilia Romagna ha deciso di affidarsi al sistema operativo delle pratiche dell’agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, dove   tutte le richieste di accesso ai fondi, devono essere corredate di minimo due preventivi di spesa, al fine di effettuare un confronto tra i due nel momento della valutazione.

Ogni singola domanda inoltre deve essere formalizzata all’interno della piattaforma informatica che è denominata SoP e tutte devono essere presentare entro i 31 Luglio 2020, data in cui si conclude l’anno apistico regionale.

Il bando prevede moltissime misure finanziabili come la collaborazione con gli organismi specializzati nella realizzazione dei programmi di ricerca applicata nei settori dell’apicoltura e dei prodotti tipici per il suo sostentamento, ed anche  relativi alla ricerca per migliorare la qualità per una maggiore valorizzazione del prodotto finale sul mercato.

Il bando fa inoltre specifico riferimento anche all’acquisto di “attrezzature per la conduzione dell’apiario” e in relazione a questa voce, l’Emilia Romagna ha deciso di adottare una lettura estensiva, includendo anche tutte le attrezzature software ed informatiche per il monitoraggio da remoto degli alveari.

Tuttavia per questi macchinari, la spesa massima concessa è di 2000€ ed il contributo copre solamente il 50% della spesa ammessa.

Prendendo come riferimento invece la Regione Piemonte, l’ammontare totale dei finanziamenti posti in essere dall’Unione Europea è di 250.000,00€ erogabili durante i prossimi tre anni.

Rispetto all’Emilia Romagna, una particolare attenzione è posta alla voce relativa all’acquisto di tutte le attrezzature fondamentali per il nomadismo.

La copertura ammonta circa al 50% della spesa sostenuta e all’interno del bando si fa specifico riferimento all’acquisto di macchinari ed attrezzature che devono tutte riportare un contrassegno ufficiale e non asportabile, il quale deve presentare l’anno di approvazione del finanziamento, la provincia di riferimento ed un codice che identifica in modo assolutamente univoco l’azienda per la quale si lavora.

Anche in questo caso i beneficiari sono gli apicoltori singoli oppure associati che hanno sede legale all’interno del territorio piemontese, aventi inoltre 52 alveari regolarmente registrati e possessori di una partita IVA.

Altra clausola richiesta è quella di essere regolarmente iscritti alla camera di commercio con il proprio fascicolo aziendale riconosciuto presso CAA.

Un plus voluto proprio da questa regione, è anche quello di essere in possesso di una peculiare sala di smielatura, oppure effettuare questo passaggio sfruttando l’opera di terzi, ovviamente nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie che sono richieste dall’Unione Europea.

La presentazione delle domande avviene anche in questo caso in via del tutto telematica  all’indirizzo PEC produzioni.agricole@cert.regione.piemonte.it; ogni documento deve essere necessariamente in formato PDF, al quale si deve allegare una copia del documento di riconoscimento personale.

Per redigere le domande, la regione richiede appositamente di seguire il modello SIAN, il quale è facilmente scaricare all’interno della pagina ufficiale, accompagnandolo alla documentazione ed infine allegando a tutto anche il testo del bando stesso.

La Regione Toscana già partire dal 30 Ottobre 2019, ha pubblicato nel suo sito ufficiale il bando relativo alla razionalizzazione della transumanza a favore di tutti i coltivatori di api toscani.

Come per le altre aree Italiane, l’obbiettivo principale è quello di ridurre in modo sostanziale i costi di quest’attività, che spesso possono essere molto onerosi per gli imprenditori, migliorando così anche la qualità del prodotto.

Questo prodotto rappresenta da sempre un punto di forza per i toscani e non solo, infatti sono riconosciute al livello italiano oltre 50 tipologie differenti di miele che sono particolarmente apprezzate ed amate in tutto il mondo.

L’importo complessivo riconosciuto alla Toscana per portare avanti questi progetti è di 214.166,36€, e possono accedervi tutti gli apicoltori in possesso di partita IVA, i quali praticano regolarmente delle forme di nomadismo; ma anche coloro che non hanno ancora alcun alveare, tuttavia sono già detentori regolari di partita.

In questo peculiare caso però vige l’obbligo di dimostrare lo svolgimento dell’attività per almeno cinque anni consecutivi.

Per non rischiare di vedersi respinta la domanda, è necessario controllare primariamente di essere in regola con tutti i pagamenti dei contributi previdenziali e non aver ricevuto delle condanne penali negli ultimi 10 anni; inoltre è importante che non ci siano ulteriori domande pendenti per finanziamenti sia regionali che Europei e che l’attività portata avanti risulti essere corrispondente con tutte le norme igienico sanitarie.

Nel sito online della regione, si evince che le aree di copertura finanziaria comprendono: l’acquisto di arnie, macchine, attrezzature, materiali vari e specifici per l’esercizio ed infine autocarri per il  nomadismo, i quali però vengono coperti fino ad un tetto massimo del 20%.

La sezione relativa a “Materiali ed attrezzature” comprende anche i sistemi di monitoraggio

da remoto di tutti gli alveari, i quali contemplano anche tutti i meccanismi per evitare furti e valutazioni della produzione.

La Toscana richiede una presentazione della domanda tramite il sito ARTEA con un piano finanziario ed un duplice preventivo.

Nella compilazione del business plan è importante tenere presente dei limiti importanti di spesa, i quali non devono essere inferiori a 3.000€ e non possono eccedere i 12.000€ per ogni apicoltore.

Il Lazio anche ha deciso di offrire ai propri apicoltori l’accesso ai contributi europei a  fondo perduto per la produzione, il miglioramento e la commercializzazione del miele.

Le agevolazioni previste sono molteplici e comprendono: corsi di aggiornamento e formazione riservati ai privati; seminari e convegni tematici rimborsati nella loro totalità; acquisti di arnie, macchine e attrezzature varie per l’esercizio del nomadismo; acquisti di sciami, nuclei, pacchi d’api sia operaie che regine, infine i fondi possono essere spesi per materiali idonei alla conduzione dell’azienda apistica da riproduzione.

Attraverso questa iniziativa, la regione intende anzitutto promuovere i prodotti locali e contrastare tutte le malattie che hanno interessato l’apicoltura negli ultimi mesi, sfruttando sopratutto metodologie a baso impatto ambientale e sostenendo il ripopolamento del patrimonio apistico.

Coloro che sono interessati alla presentazione della domanda, possono prendere come guida di riferimenti l’articolo 7 del bando promosso dall’assessorato dell’agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, ambiente e risorse naturali della regione Lazio.

In particolare dunque si deve presentare un’unica domanda di aiuto, sfruttando il  modello predisposto da AGEA completo dell’univoco codice a barre identificativo di ogni domanda e scaricabile direttamente dalla funzione “Scarico Moduli” dal portale SIAN (all’indirizzo www.sian.it).

Ogni richiesta deve essere specificatamente corredata dalla documentazione prevista, ed inviata esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: agriproduzioni@regione.lazio.legalmail.it.

Per avere delle informazioni aggiuntive è possibile visitare un portale affine al sito della regione chiamato “Lazio Europa”, all’interno del quale sono spiegati in modo esaustivo tutti i passaggi per accedere ai fondi predisposti.

Anche in Puglia il miele rappresenta uno degli elementi più importanti della cultura gastronomica della ragione, infatti qui l’apicoltura è praticata con attenzione e passione.

Lo scorso febbraio all’interno del sito ufficiale, è stato pubblicato il bando  per i finanziamenti previsti per il settore apistico.

Stando a quanto riportato, per il prossimo triennio i produttori ed aspiranti tali possono contare sulla cifra di 89.559,11€ ripartiti per la realizzazione di corsi di aggiornamento e formazione; per azioni di comunicazione, sussidi didattici, abbonamenti ed opuscoli informativi; per l’assistenza tecnica alle aziende stesse; per il pagamento di arnie a rete, api regine, idonei presidi sanitari pensati per la lotta alla varroasi ed infine per il miglioramento qualitativo dei prodotti dell’apicoltura meditante analisi chimiche e microbiologiche.

I denari a fondo perduto, possono essere richiesti presentando una domanda di partecipazione al bando, la quale è scaricabile dal portale www.sian.it.

Per cercare di venire incontro agli imprenditori, coloro che sono associati ad “Associazione Regionale Apicoltori Pugliesi” possono direttamente contattare i tecnici per avere dei maggiori chiarimenti per quanto riguarda le modalità di presentazione della domanda per il contributo.

Tutte queste iniziative sono fondamentali per rilanciare il settore, che negli ultimi tempi ha vissuto un’importante battuta di arresto.

Le api rappresentano elementi vitali non solo per la produzione del miele ma anche e sopratutto per l’ecosistema ed il mantenimento della biodiversità, in quanto sono degli insetti impollinatori che garantiscono la presenza di specie vegetali molto differenti tra loro.

Il ruolo ecologico che ricoprono inoltre permette all’uomo di avere una valutazione della qualità dell’ambiente circostante.

La salvaguardia, il miglioramento e la ricerca di settore correlati con la progressiva riduzione dell’impiego di pesticidi chimici sono azioni volte a contrastare la scomparsa delle api.

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